Episodi che confermano l'orientamento del mercato

Sul finale della stagione, le uve seedless ritornano protagoniste

Da circa 10 giorni, in Europa si sta registrando una crescente richiesta per le uve senza semi e le produzioni italiane sembrano le più appetibili dagli operatori esteri, in quanto sono le uniche ancora disponibili sui mercati del nostro continente. "Bisognava aspettare la fine della stagione per ritrovare quella tipica vivacità commerciale a cui siamo abituati", così esordisce al telefono Donato Fanelli, imprenditore agricolo pugliese e membro della Commissione Italiana Uva da Tavola. 

E continua: "Sebbene il contesto socio-economico e geopolitico abbia rallentato le vendite e ridotto i prezzi, le varietà seedless hanno sempre viaggiato su una corsia preferenziale rispetto alle uve tradizionali. Da fine ottobre, però, possiamo confermare che le quotazioni sono ritornate dignitose e forse anche maggiori di qualche anno fa. Ora, infatti, si parla di 2,50 e fino a 3,50 €/kg".

Abbiamo chiesto a Fanelli cosa abbia generato tale improvvisa ripresa e interesse verso le uve italiane. "Solitamente - riprende l'imprenditore - a partire da novembre i mercati europei vengono inondanti di merce proveniente da Sudafrica, Cile e Brasile. Quest'anno, però, solo dopo la prima settimana di novembre sono iniziati a comparire sugli scaffali i primi grappoli. C'è stato un ritardo produttivo e nella programmazione per le uve d'oltreoceano, le quali, con i rincari stimati intorno al 30% rispetto al 2021, rendono poco conveniente l'approvvigionamento. Le aziende italiane, dunque, stanno approfittando di questa interessante e ultima finestra commerciale per rivedere i propri bilanci. Tra qualche giorno la maggior parte dei produttori terminerà la propria campagna 2022, ma c'è anche chi continuerà fino alla fine del mese, grazie alla frigoconservazione".

E per quanto riguarda l'uva di varietà Italia, cosa è opportuno dire? "La varietà con seme Italia - riprendere Fanelli - da sempre considerata il nostro cavallo di battaglia, non sta vivendo invece un momento positivo. Ciò conferma quanto detto negli ultimi mesi/anni in merito alle preferenze dei consumatori e all'orientamento del mercato verso le seedless. Per l'uva Italia, dunque, si registrano due realtà: da una parte abbiamo il prodotto di qualità extra, che ha il suo mercato e il suo apprezzamento, seppur comunque in flessione; dall'altra, abbiamo quell'uva prodotta in maniera massiva e che sta finendo alle cantine, specie a causa dell'andamento climatico. In ogni caso, ritengo che per l'uva Italia di qualità si assisterà a una ripresa dei consumi nel periodo delle festività natalizie".


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