Un accordo fra aziende di Veneto, Emilia Romagna e Piemonte

Frutta in guscio, un progetto di filiera da 19 milioni di euro

Un accordo con lo scopo di far decollare una volta per tutte la frutta a guscio italiana, nello specifico noci e nocciole, così da avvicinarsi davvero a una "sovranità produttiva". E' quanto stilato da 19 aziende (in pratica le principali italiane del settore), al fine di organizzarsi, collaborare, migliorare e ricevere finanziamenti per la crescita. Il principale obiettivo dell’accordo e degli investimenti programmati sta in una risposta concreta alle criticità e alle problematiche che affliggono il settore, al fine di renderlo più competitivo nell’affrontare il mercato, sostenendo la reddittività delle aziende agricole e aumentando il valore aggiunto delle stesse.

"Il Noceto - si legge in una nota dei componenti del progetto - è capofila del progetto al quale cui partecipano New Factor, Agrintesa, Agro Noce, Agro Nocciole, Guidi di Guidi Giuliano, Francesco Ciani Bassetti, A.Agri.V.It, Porto Felloni, Principi di Porcia e Brugnera, Fertilia, Colombarini Luca, Borgoluce, Billotto, Liasora, Fondazione Agrion; Farzati; La Diamantina; Noci Delta Po. E' stato presentato al Ministero un progetto per 19 milioni di euro di investimenti, di cui 8 in Veneto, 8 in Emilia Romagna e il resto in Piemonte e Campania".

L’accordo ha lo scopo di aggregare in forma organica e duratura alcune aziende delle regioni Veneto, Emilia Romagna e Piemonte rappresentative della filiera nel segmento della produzione agricola, della trasformazione e della commercializzazione delle principali tipologie di frutta in guscio, ed in particolare noce e nocciole, promuovendo investimenti in grado di contribuire allo sviluppo territoriale del settore finalizzati al miglioramento tecnico, produttivo e organizzativo della filiera.

In sintesi, gli obiettivi strategici del presente accordo e quelli legati alla realizzazione del progetto di filiera sono i seguenti:
favorire  e valorizzare lo sviluppo delle imprese della filiera agroindustriale della frutta a guscio creando sinergie basate sulla nascita e lo sviluppo di una intesa pluriennale; consolidare e stabilizzare le opportunità di reddito e di remunerazione della parte agricola della filiera, orientandola a produzioni sostenibili; migliorare il posizionamento sui mercati per meglio rispondere alle esigenze dei consumatori in materia di salubrità e tracciabilità delle produzioni.

E ancora: favorire il conseguimento degli obiettivi della Transizione ecologica sullo scenario di medio e lungo termine; promuovere una razionale e sostenibile produzione con coltivazione incisivamente meccanizzata, anche utilizzando tecnologie agrarie e di fertirrigazione di tipo 4.0 e satellitari; favorire la realizzazione di interventi che garantiscano l’eccellenza qualitativa della produzione e dei relativi metodi di coltivazione sostenibili e della sua tracciabilità; favorire la condivisione di best practice e di know-how tecnico per rispondere alle mutevoli esigenze produttive e al cambiamento climatico; favorire l’innovazione e lo sviluppo sostenibile del settore attraverso azioni dedicate di R&S di interesse generale, svolte in collaborazione con organismi istituzionali di ricerca. 

Nocciola di Giffoni IGP

"Oggetto dell'accordo - continua la nota - è la frutta a guscio nello specifico le tipologie di noce e nocciole. In riferimento alle noci le principali varietà interessate sono principalmente Lara del Veneto e Chandler dell’Emilia Romagna. I metodi di coltivazione adottati vedono in larga parte l’adozione di sistemi di agricoltura convenzionale, con un’attenzione particolare al tema della sostenibilità ambientale e all’uso efficiente e razionale delle risorse, tuttavia una quota non trascurabile di superfici, soprattutto per quanto riguarda le aziende dell’Emilia Romagna è condotta secondo i metodi dell’agricoltura biologica". 

Allo stesso modo le nocciole interessate dal progetto sono di qualità top di gamma per l’utilizzazione nell’industria dolciaria. Nel dettaglio si tratta della Tonda Gentile Trilobata, autoctona dell’Alta Langa e la Tonda di Giffoni. L’intera produzione interessata rispetta i principi dell’agricoltura biologica, favorendo tecniche agronomiche ecosostenibili.


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