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Ti Produce - Esportazioni di fragole australiane

"Avere un approccio metodico e impegnato garantisce, all’occorrenza, disponibilità di vendita"

Secondo un importante produttore australiano di fragole, anche se il settore dovesse supportare la crescita delle esportazioni, non tutti i coltivatori dovrebbero fornire i mercati esteri per ottenere prezzi migliori e creare ulteriori opportunità di vendita.

Jamie Michael è uno dei direttori della Ti Produce Marketing Pty Ltd, con sede nell'Australia occidentale, un’azienda che coltiva e fornisce fragole all'ingrosso per il mercato domestico ed esporta in Asia, Medio Oriente e Nuova Zelanda. Michael dice che l'Australia ha una buona reputazione sul mercato internazionale, così come molti altri Paesi, e aggiunge che sarebbe una pessima idea se tutti scegliessero di esportare perché questo potrebbe favorire una maggiore concorrenza, più di quella che c’è già a livello internazionale.

"Esportare merci deperibili è sia rischioso che costoso, quindi perché dovremmo preoccuparci?" ha detto Michael. "È lo stesso motivo per cui non vendiamo tutta la nostra frutta nel luogo più vicino a dove produciamo: se distribuissimo la produzione totale del Paese su una più ampia base di popolazione, tutti otterrebbero il massimo rendimento. L'industria ha solo bisogno che tutti sostengano lo sviluppo delle esportazioni e garantire che la necessità di servire una base più ampia della popolazione sia soddisfatta da qualcuno. Solo così l'intero settore trarrà vantaggio dalle esportazioni. Ciò è dovuto alla riduzione della fornitura a livello nazionale e all'aumento dei prezzi. Non dovremmo limitarci a esportare quando c'è un eccesso di offerta e i prezzi sono bassi, per poi fermarci quando le cose migliorano. I mercati d’esportazione non sono diversi dai mercati domestici australiani: la costanza è fondamentale. Avere un approccio metodico e impegnato garantisce che ci sia disponibilità di vendere quando ne abbiamo bisogno. Riversare frutta sui mercati d’esportazione produce in realtà più svantaggi che vantaggi".

Michael ha spiegato che, a meno che non si disponga di un prodotto unico ed esclusivo, oltre al pieno controllo su dove e come può essere venduto, le esportazioni funzionano come un qualsiasi mercato libero: seguono le regole della domanda e dell'offerta. Michael ha avvertito che i prezzi all'esportazione potrebbero non corrispondere sempre a quelli del mercato interno, perché in Australia gli importatori devono affrontare degli ostacoli, come le misure di quarantena e la logistica, il che significa che altri Paesi devono pagare un prezzo troppo alto per esportare i loro frutti in Australia. All'estero è possibile competere con frutta più economica.

"Ciò significa che la maggior parte dei mercati d’esportazione pagherà in genere lo stesso prezzo del mercato domestico per prodotti simili e liberamente disponibili", ha affermato Michael. "Se un prodotto australiano ottiene un prezzo più alto all'estero, rispetto a quello che raggiungerebbe sul mercato domestico, un esportatore prenderà un prodotto da qui e lo spedirà all'estero. Con meno fornitura di frutta a livello interno e più fornitura di frutta all'estero, il prezzo in Australia oscillerà fino a raggiungere un equilibrio. Il profitto netto delle esportazioni finirebbe per essere simile a quello nazionale. È difficile ottenere prezzi all'esportazione significativamente superiori ai prezzi interni per un lungo periodo. Ciò significa che avere un forte settore delle esportazioni è un vantaggio spesso sottovalutato, considerato che i prezzi sul mercato interno non sono garantiti".

Ti Produce ha iniziato nel 2003 approvvigionandosi di prodotti coltivati localmente nell’Australia Occidentale ed esportandoli all'estero. Non solo fragole, ma anche meloni e mango destinati agli Emirati Arabi Uniti, drupacee a Hong Kong e in Cina, mele Pink Lady nel Regno Unito. Michael afferma che, subito dopo, i problemi di fornitura, un mercato interno in rafforzamento e la concorrenza internazionale li hanno portati a ritirare mele e drupacee per specializzarsi nelle fragole.

"Pensavamo che le fragole fossero un'opportunità di crescita, in termini di costruzione di un mercato d’esportazione più costante", ha sottolineato Michael. "Eravamo geograficamente e logisticamente ben posizionati e la nostra alta stagione coincideva con un gap sul mercato tra la stagione degli Stati Uniti e quella della Nuova Zelanda, mentre l’Australia era poco fornita. Tuttavia, le esportazioni erano rischiose e il trasporto era costoso, e la riscossione dall'estero era piuttosto difficile. Molto spesso i coltivatori optavano per l'esportazione solo quando c'era un eccesso di offerta sul mercato, ma poiché i mercati (d’esportazione) non venivano serviti in modo costante e con la giusta quantità, gli importatori erano piuttosto avidi quando si trattava del nostro prodotto. Pertanto, le richieste erano elevate, i prezzi bassi e noi non sfruttavamo al massimo il nostro potenziale".

L’azienda dichiara che una parte fondamentale della sua strategia è stata costruirsi una reputazione e sviluppare quote nei mercati già esistenti, soprattutto perché si stava aprendo il mercato del Medio Oriente e la Thailandia aveva firmato un accordo di libero scambio. Michael afferma che dopo aver aumentato le attività promozionali, l'industria si è conquistata una maggiore fiducia e ha iniziato a ricevere regolari programmi d’importazione. Quindici anni fa, Ti Produce ha avviato la propria produzione di fragole per sostenere la sua base di approvvigionamento e avere la capacità di fornire i mercati esteri. L’azienda produce i suoi frutti e integra la sua fornitura con la produzione di altri coltivatori. L’azienda fornisce anche servizi e trattamenti ad altri esportatori, per rafforzare le catene di approvvigionamento.

Fonte immagine: sito web Ti Produce

Ma Michail ha ammesso che, a causa della pandemia, gli ultimi anni sono stati particolarmente difficili per tutti i programmi d’esportazione. La carenza di voli e il costo della spedizione fino a cinque volte superiore, hanno portato anche a una mancanza di fiducia da parte dei consumatori. Ciò ha limitato le opportunità, ma Michail sostiene che le esportazioni sono ancora una parte importante nello sviluppo del settore e devono essere sostenute e rafforzate.

"Attualmente i prezzi del trasporto aereo sono i più alti degli ultimi 25 anni", ha affermato Michael. "Quindi, abbiamo fino a sei volte l'aumento dei costi di trasporto rispetto al periodo pre-pandemia. Questo, unito ai nostri prezzi record franco azienda, molto probabilmente porterà al tonnellaggio d’esportazione più basso da quando abbiamo iniziato. Le sfide ci sono ma, nonostante tutto, i clienti esteri rimangono fortemente interessati e, comprendendo l'aumento dei costi che i coltivatori devono affrontare, applicano il factoring a prezzi più elevati nei loro programmi e testano prezzi al dettaglio più alti per vedere come possono far funzionare le cose e continuare le vendite. L'esportazione sarà difficile nei prossimi anni, ma finché l'industria continuerà a concentrarsi sulla produzione di buoni prodotti, facendo progressi nell'apertura di nuovi mercati e continuando a supportare i nostri vecchi mercati, l'esportazione rappresenterà nei prossimi anni un'importante valvola di sicurezza".


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