Le considerazioni dell'agronomo Michele Di Cataldo

Pomodoro da industria: se il clima cambia occorre modificare la gestione agronomica

"Nel comprensorio del pomodoro da industria del centro-sud Italia, da qualche anno a questa parte l'emergenza maggiormente avvertita è quella del cambiamento climatico, che si riverbera come incremento delle temperature medie e fenomeni estremi (piogge, grandinate), e ha un forte impatto sulla produttività per ettaro delle coltivazioni. Nel prossimo futuro, quindi, bisognerà lavorare usando nuove tecniche agronomiche, che potranno essere poste in campo solo attraverso la formazione dei produttori agricoli". Questa è, in prima battuta, l'analisi della situazione attuale da parte dell'agronomo Michele Di Cataldo, che segue le produzioni di pomodoro da industria nel foggiano, nel potentino e nel viterbese.

Sensore IoT in un campo di pomodoro da industria


Michele di Cataldo è un agronomo della provincia di Foggia, sostenitore dell'importanza dell'agricoltura di precisione e della gestione sostenibile delle aziende agricole. Ritiene che la formazione costituisca la pietra miliare per ogni buon imprenditore agricolo. Crede nell'importanza delle tecnologie IOT (Internet of Things) che consentono il monitoraggio dei diversi microclimi di uno stesso territorio, tanto che utilizza sensori, nella sua attività professionale, già dal 2018.


"Al sud Italia non si può parlare d'emergenza idrica, ma di temperature troppo elevate - spiega Di Cataldo - Infatti gli invasi in Puglia sono pieni, ci potrebbe essere qualche problema solo in quelle zone a sud di Foggia, che non sono servite da consorzi di bonifica. Sarebbe necessario un ammodernamento della rete di distribuzione idrica, nella zona di produzione del pomodoro da industria situata a ridosso tra Puglia e Basilicata, poiché ormai si tratta di strutture obsolete, che comportano perdite d'acqua non per mancanza d'acqua ma per inadeguatezza delle reti idriche stesse. Le perdite avvengono soprattutto per evaporazione viste le temperature elevate, e anche perché si tratta di condotte a cielo aperto. Oltre a questo ,si sta verificando anche qualche problema di qualità delle acque, dovuto alla proliferazione delle alghe che occludono gli erogatori".

Sensore IoT


"L'emergenza è climatica: basti pensare che nelle ore centrali del giorno si superano i 40 °C. Queste temperature così elevate stanno generando sul pomodoro forti stress termici e aborti fiorali, che si traducono in una minore produzione a ettaro. Fra l'altro, visti gli stress termici che si stanno verificando un pò ovunque, quest'anno si avrà un anticipo della raccolta che ad oggi può essere stimata di 7 giorni.

 

"Invece è diversa la situazione nel viterbese, areale precoce per il pomodoro, e altra zona da me seguita. Da gennaio a oggi le precipitazioni piovose sono state di soli 88 mm, praticamente nulla. Fortunatamente, in questa zona i consorzi di bonifica distribuiscono l'acqua ai produttori, anche se d'ora in poi si comincerà a centellinare la quota idrica per ciascuna azienda, per razionalizzare le risorse, evitando di mettere in discussione le sorti delle altre produzioni estive e addirittura di pregiudicare la campagna degli ortaggi invernali. Per quanto riguarda il pomodoro da industria, nel viterbese potrebbero verificarsi mancati ingrossamenti del frutto, dato lo stress idrico e termico subito dalla coltura; in questo modo, ne risulterà una minore produzione".

Potenziale idrico a 15 e a 30 centimetri


Visto tale scenario, per il futuro bisognerà rivedere le tecniche agronomiche utilizzate. Le nuove frontiere verso cui orientarsi sono l'aridocoltura e l'uso di sensori IOT, che permettano di monitorare l'umidità nel terreno e in prossimità dell'apparato radicale.

Irrigazione giornaliera


"In un contesto di cambiamenti climatici - conclude l'agronomo - bisognerà mutare l'approccio alle colture: servono dati oggettivi, rilevati da sensori, per poter avere informazioni precise per ogni lotto produttivo, che permettano di adottare una gestione agronomica sito-specifica. Purtroppo, si nota ancora molta reticenza da parte degli agricoltori a questo approccio. E' fondamentale innescare un processo di alfabetizzazione alle nuove tecnologie digitali, affinché queste siano di più facile fruizione da parte degli imprenditori agricoli".


Per investire in sensori che facilitino la gestione colturale e la razionalizzazione delle risorse, ci sono finanziamenti da parte del governo per la digitalizzazione delle aziende agricole: come la misura dell'agricoltura 4.0 e attraverso i piani operativi riconosciuti dall' OCM Ortofrutta.


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