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Un prodotto di nicchia che non può e non vuole andare ovunque

Pistacchio di Bronte, non tutti sono disposti a comprarlo a 45 euro al kg

Se la stagione del Pistacchio di Bronte DOP è stata completata nel mese di ottobre scorso, adesso per la prossima raccolta bisogna attendere il 2023. Come è noto, questo prodotto si raccoglie a cadenza biennale, seguendo i ritmi della gestione agronomica tipica della zona, per migliorare la qualità del frutto e la sanità della pianta. Negli anni pari, le gemme a frutto vengono staccate manualmente, proprio per sortire gli effetti appena descritti. Continua invece a pieno ritmo la campagna commerciale del pistacchio di Bronte, che procede abbastanza bene, nonostante le difficoltà oggettive del momento.

Alfio Paparo

"L'anno scorso, le produzioni sono state in linea con il biennio precedente - ha detto Alfio Paparo, amministratore dell'azienda Aroma Sicilia - tuttavia non è stata una stagione semplice, in quanto l'estate eccessivamente siccitosa rischiava di limitare la produzione. Sono state, poi, le piogge tra fine agosto e inizio settembre a salvare in extremis l'annata. Il prodotto raccolto è stato stoccato come avviene abitualmente, per essere venduto man mano che arrivano gli ordini dalla nostra clientela selezionata".

Il pistacchio di Bronte DOP è un prodotto di grande valore commerciale, per via della sua limitata disponibilità. Non è da confondere con il prodotto da snack, meno pregiato, che proviene dal Medioriente o dalla California (USA), per esempio, che ha un apporto di gusto e nutrizionale diverso e che, per queste ragioni, trova un impiego diverso da quello non salato siciliano.

"L'azienda si estende su circa 20 ettari, quasi tutti coltivati a pistacchio e 1 ettaro a mandorle. Il nostro prodotto, il Pistacchio di Bronte DOP, non va ovunque, perché non tutti sono disposti ad acquistarlo all'ingrosso a prezzi di 40/45 euro al kg, sgusciato - aggiunge Paparo - Il nostro prodotto viene infatti richiesto principalmente dal settore Horeca di fascia alta. All'estero è destinato almeno il 30% della produzione, con principale mercato quello europeo, tra Francia, Germania e Inghilterra, ma abbiamo pure una super nicchia commerciale oltreoceano, con clienti in Australia, Singapore e Taiwan".

"Oltre al prodotto sgusciato - spiega l'imprenditore e agronomo - abbiamo altre linee quali il pesto e la crema di pistacchio, prodotti pronti all'impiego per le più raffinate preparazioni gourmet. Vi è anche una linea di semilavorato, la pasta di pistacchio, utilizzata nelle gelaterie più importanti dei Paesi sopra citati. Il prezzo della pasta è addirittura leggermente più alto di quello del prodotto sgusciato, cui bisogna aggiungere il costo di trasporto".

Il pistacchio sgusciato viene commercializzato in confezione sottovuoto da 1 kg, oppure in sacchi da 25 kg; la pasta di pistacchio invece è confezionata in secchielli da 1, 3 o 5 kg; i vasetti di pesto e di crema di pistacchio sono da 90, 190 g e 1 kg.

"L'attuale situazione internazionale è preoccupante - ha concluso l'esperto - La crisi scoraggia dal fare nuovi investimenti nelle aziende. I rincari ci stanno letteralmente massacrando e, a tutto ciò, quest'anno abbiamo dovuto aggiungere la mancanza di manodopera, sia in fase di raccolta sia nella più recente fase di potatura, che si è conclusa qualche settimana fa. Come tutti, siamo in attesa dell'evoluzione di questo conflitto e del suo riverbero sull'economia globale, cui nessuno oggi come oggi può dirsi estraneo".

Per maggiori informazioni: 
Azienda Agricola Aroma Sicilia
Via G. Garibaldi 54
95034 - Bronte (CT)
+39 380 3224663
info@aromasicilia.com


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