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Forum inaugurale sugli investimenti del Consiglio per lo sviluppo dell'orticoltura

Lo Zimbabwe propone alla comunità internazionale la qualità come suo tratto distintivo

Il Consiglio per lo sviluppo dell'orticoltura dello Zimbabwe (Horticultural Development Council - HDC) ha ospitato un forum sugli investimenti, il primo del suo genere, che il Consiglio vuole ripetere annualmente per tenere traccia delle tendenze e delle opportunità di sviluppo nello Zimbabwe e per fornire approfondimenti e analisi, con l'obiettivo di attrarre investimenti esteri diretti nell'orticoltura dello Zimbabwe.

Il governo dello Zimbabwe punta ad aumentare il contributo all'agricoltura a 8,2 miliardi di dollari entro il 2025, per invertire il calo della produzione alimentare, ha affermato Vangelis Haritatos, Viceministro aree agricole, pesca, acqua e reinsediamento rurale (in foto), attraverso un piano di rilancio e crescita del settore orticolo nazionale e di quello delle esportazioni.

"L’HDC svolge un ruolo fondamentale nel migliorare l'efficienza e la competitività delle attività orticole dello Zimbabwe. Queste rappresentano il 77% dell'attuale fatturato delle esportazioni orticole dello Zimbabwe", ha detto Haritatos. "Il nostro Paese è sulla buona strada per riconquistare il suo status regionale di sicurezza ed eccedenza alimentare".

Il Viceministro Haritatos ha evidenziato il successo della passata stagione, durante la quale il settore agricolo è cresciuto del 34% e il Paese si è assicurato l’approvvigionamento alimentare.

Attualmente, l'orticoltura contribuisce per il 6,5% alla produzione agricola totale e per lo 0,7% al prodotto interno lordo totale dello Zimbabwe. L'agricoltura del Paese genera attualmente ricavi per 77 milioni di dollari dalle esportazioni.

"Al suo picco, l'industria orticola ha registrato esportazioni superiori a 130 milioni di dollari. Nel 2009 avevano toccato il minimo, con circa 20 milioni di dollari", ha affermato il governatore della Reserve Bank dello Zimbabwe, John Mangudya.

Contributo dell'orticoltura ai ricavi delle esportazioni dello Zimbabwe (fonte: Reserve Bank dello Zimbabwe; forum sugli investimenti HDC)

Visione: tasso di crescita annuo del 30% entro il 2030
Prima del colpo di Stato avvenuto nello Zimbawe nel 2017, il tasso di crescita dell'orticoltura era negativo dall'inizio del millennio. Il nuovo Presidente Mnangagwa si è impegnato a risolvere le questioni relative al possesso delle aree agricole e a porre l'agricoltura al centro della politica economica del Paese, con un'attenzione particolare alle esportazioni, favorita dall'allentamento delle procedure d’esportazione.

L'obiettivo ora è un tasso di crescita annuo del 30% entro il 2030, una prospettiva fortemente "al rialzo" (attualmente è del 5%), ha osservato Stanley Heri, presidente dell'HDC, ma che potrebbe generare 1 miliardo di dollari di entrate dalle esportazioni.

Lo sviluppo di un marchio unico e competitivo per l'orticoltura dello Zimbabwe potrebbe essere la chiave per il successo.

I ricavi annuali mostrano una lenta ripresa negli ultimi decenni (fonte: Reserve Bank of Zimbabwe; forum di investimento HDC)

"Sono convinto che la unique selling proposition (USP), cioè il messaggio che, nei confronti della comunità internazionale, rappresenta e differenzia lo Zimbabwe rispetto ai concorrenti sia la produzione di prodotti di qualità", ha affermato Heri.

"Secondo me lo Zimbabwe è un gigante addormentato, considerando ciò che sta accadendo in Etiopia e in Kenya, dove il 70% dell’ortofrutta è prodotto su piccola scala, attraverso il modello hub-and-spoke".

Heri, lui stesso un prodotto del modello hub-and-spoke, ha sottolineato la necessità del settore privato di investire in progetti a medio e lungo termine.

Clemence Chiduwa, Viceministro delle finanze e dello sviluppo economico, ha riconosciuto che l'orticoltura è la chiave per lo sviluppo dell'economia dello Zimbabwe. Con l'aiuto del Fondo monetario internazionale, è stato annunciato un fondo rotativo per l'orticoltura di 20 milioni di dollari per fornire agli esportatori le richieste di valuta estera. Le modalità devono ancora essere decise dal gabinetto.


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