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L'avvocato Vincenzo Acquafredda: "Occorre puntare tutto sull'innovazione e la ricerca"

Assestamento e transizione: nel 2022 si giungerà a una 'nuova' normalità

"Probabilmente il 2022 sarà un anno di assestamento e transizione per raggiungere definitivamente una nuova normalità". Lo afferma l'avvocato Vincenzo Acquafredda - socio dello Studio legale Trevisan & Cuonzo, specializzato in diritto della proprietà intellettuale e delle nuove varietà vegetali - in merito all'attuale, e futura, situazione ortofrutticola italiana, specie per quanto riguarda i costi delle materie prime.

"Osservando il mercato e parlando con diversi operatori del settore - sottolinea l'avvocato - emerge che l'attuale momento è totalmente fuori da ogni previsione. L'aumento dei costi delle materie prime è continuo e schizofrenico. Occorre perseverare ancora per un po', perché ritengo che nei prossimi mesi ci sarà un graduale ritorno alla normalità. Anche se nulla sarà più come prima: si tratterà di una 'nuova' normalità, arricchita da ciò che si è potuto sperimentare negli ultimi, impegnativi 18 mesi".

Una transizione, dunque, che dovrà giocoforza far tesoro di ciò che ci ha insegnato la pandemia e delle nuove tendenze. "Il settore primario ha ribadito il suo ruolo centrale, ma non può adagiarsi sugli allori. Solo continuando sulla strada dell'innovazione sostenibile, che la pandemia ha per certi versi accelerato, il comparto ortofrutticolo potrà sdoganarsi da un'immagine di arretratezza, per assumerne un'altra più consona: quella di modernità".

Ma gli stereotipi sono duri a morire, specie fra chi è meno informato e che rappresenta la quasi totalità dei consumatori. Mass media generalisti non fanno nulla per invertire questa distorsione, più per mancanza di competenze che non per disinteresse.

"Tra i luoghi comuni che dobbiamo contrastare - sottolinea l'avvocato - vi è quello relativo ai brevetti in ambito varietale, che bisogna smettere di demonizzare. Ogni brevetto è generalmente il risultato di anni di ricerca, con spese e investimenti non da poco, e il pagamento delle royalties va in due direzioni: da un lato copre le spese e remunera il lavoro svolto dai breeder, dall'altro favorisce nuovi investimenti in ricerca per selezionare nuove varietà più adattive e resistenti ai cambiamenti climatici in corso, oltre che più rispondenti ai gusti mutevoli dei mercati e dei consumatori. Purtroppo troppo spesso, in certe zone, si assiste all'evasione quasi sistematica del pagamento delle royalties, come se la ricerca e l'innovazione non avessero un costo e non dovessero essere remunerate".

Sul fronte ricerca in Italia, si è assistito, per troppi anni, a un totale disimpegno finanziario da parte dell'ente pubblico. Quello che si è riuscito a fare è stato merito di un'integrazione da parte dei privati.
"Ma per poter assumere un ruolo da protagonisti e non da comparse - ribadisce Acquafredda - occorrono nuovi investimenti pubblici per la ricerca e la protezione della proprietà intellettuale. Credo che, soprattutto a livello europeo, si debba maggiormente riflettere sul genoma editing quale strada da percorrere per una innovazione sostenibile. Tale tecnica, come si sa, prevede l'uso di Dna interno alla specie vegetale soggetta ad azione di breeding, senza l'inclusione di Dna esterno. In pratica, si vanno ad accorciare notevolmente i tempi per la costituzione o il miglioramento di una varietà vegetale. La tecnica del genoma editing è tutt'altra, rispetto agli Ogm, e l'Unione europea deve sostenere con più forza questo metodo, per rendere competitiva la nostra agricoltura" conclude.


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