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Venti ettari a dimora e altri 50 già programmati

Progetto Nocciolo, bilancio del primo anno

Si è giunti a poco più di un anno dal lancio del Progetto Nocciolo Terremerse, in collaborazione con la Ferrero ed è quindi possibile tracciare un primissimo bilancio e, soprattutto, dare qualche anticipazione su come il progetto si svilupperà nel 2022.

Marco Babini, responsabile del progetto

"Non è stato per niente facile partire con un Progetto su una coltura 'nuova' per diverse regioni - esordisce Marco Babini - in particolare per l'Emilia-Romagna e il Veneto, per di più in piena pandemia da Covid-19. E, giusto per non farsi mancare nulla, abbiamo avuto una primavera 2020 contraddistinta da forti ritorni di freddo, tali da azzerare le produzioni di drupacee e danneggiare i vigneti in diverse zone d'Italia e d'Europa, con un nefasto bis a inizio 2021 che ha "spazzato via" le produzioni estive di drupacee, pere e danneggiato ancora diversi vigneti".

Nuovo impianto

Nonostante tutto questo provochi inevitabilmente sconforto e pessimismo nelle aziende agricole quando si parla di investimenti poliennali (seppur contenuti nel caso specifico del nocciolo rispetto ad altre specie frutticole), a dicembre nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini sono andati a dimora i primi 20 ettari di nocciolo "targato" Terremerse.

"Un risultato per niente scontato, in quanto la pandemia ha limitato fortemente anche una delle principali "armi vincenti" della Cooperativa, cioè il confronto con le aziende agricole mediante incontri o visite di persona, 'mettendoci la faccia' - prosegue Babini - Purtroppo, anche a inizio 2021 non è stato possibile svolgere le consuete riunioni in presenza nei vari territori. Di conseguenza, il 18 marzo 2021 abbiamo deciso di presentare online il nostro Progetto Nocciolo attraverso un webinar che ha ottenuto un ampio successo e che ha visto la partecipazione di oltre 200 aziende. Grazie a questo positivo risultato e al nostro entusiasmo, che non ci ha mai abbandonato, abbiamo proseguito: a dicembre di quest'anno abbiamo attualmente in programma l'impianto di altri 50 ettari in Emilia-Romagna (da Bologna a Rimini) e speriamo che entro fine ottobre possano aumentare".

Terzo anno

Nonostante tutto, quindi, il Progetto Nocciolo Terremerse sta procedendo bene e nella giusta direzione, in quanto la Cooperativa è riuscita anche a dialogare con diverse associazioni agricole di categoria che si sono mostrate molto interessate a tal punto da promuovere il Progetto direttamente ai loro associati.
"Nel frattempo abbiamo anche incontrato l'assessore all'Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, col quale abbiamo parlato del Progetto ma anche del nuovo PSR (Piano di Sviluppo Rurale)".

Inoltre, Terremerse ha stretto una collaborazione con la Fondazione per l'Agricoltura Fratelli Navarra di Ferrara: nella loro azienda verrà messo a dimora un ettaro di nocciolo a scopo sperimentale, per verificare nuove varietà e differenti sesti di impianto. E' utile sottolineare che Terremerse ha già le idee ben chiare su quali varietà e sesto di impianto proporre alle imprese agricole, ma è basilare che in un progetto proiettato al futuro come questo la sperimentazione abbia un ruolo determinante.

Terremerse crede molto nel nocciolo come valida alternativa per diversificare l'assetto colturale delle aziende, grazie ai bassi costi di impianto, l'alto tasso di meccanizzazione, l'accordo di filiera con Ferrero e la possibilità di accedere alla rendicontazione Ocm con l'Op Terremerse Sezione Ortofrutta.

Per maggiori informazioni
Progetto nocciolo


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