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La siccità costringe i coltivatori di aglio di Cordova a spostarsi in altri areali

L'incertezza sull'approvvigionamento idrico per la prossima stagione dell'aglio, ha portato alcuni produttori agricoli della provincia di Cordova, in Spagna, a spostarsi e a cercare nuove aree di coltivazione che garantiscano l'accesso alla risorsa idrica per la messa a dimora di parte delle loro produzioni di quest'anno. L'aglio è un prodotto che necessita di poca acqua, appena 3 m³/ha, ma è fondamentale. Se la piantagione non riceve irrigazione durante la semina, a metà del raccolto e prima della raccolta, quando si forma la testa, l'intera produzione sarà rovinata.

Uno di questi produttori è Antonio Salces, di Montalbán, che è stato costretto a trasferire la produzione a Ciudad Real. "Pianterò il 20% in Castiglia-La Mancia", dice Salces. E' l'unico modo che ha trovato per garantire la fornitura di parte del raccolto del prossimo anno. Ciudad Real ha abbastanza falde acquifere, mentre a Cordova non sanno né quando né quanto potranno irrigare.

"La siccità costringerà la Confederazione Idrografica del Sud a ridurre l'approvvigionamento idrico dal 31 ottobre", afferma Miguel del Pino, vicepresidente di Asaja Cordova. Ora inizia un percorso di incontri e studi "per vedere quanta acqua c'è e a chi sarà destinata".

Trasferimento delle coltivazioni di aglio
Come Antonio, altri coltivatori di aglio di Cordova stanno trasferendo parte dei loro raccolti, anche se non solo a Ciudad Real. L'aglio viene piantato anche ad Antequera o a Siviglia. "Lo spostamento comporta una serie di costi. E' necessario affittare aziende agricole e assumere personale nelle nuove aree, fra le altre cose". Antonio rivela che è una spesa importante, ma non possono rischiare di perdere tutta la produzione per carenza di acqua.

Nel comune di Montalbán, centro dell'industria dell'aglio a Córdova, sperano che l'occupazione non vada persa insieme all'aglio che si sta spostando nelle nuove aree di coltivazione, perché gran parte dell'economia della zona dipende da questo prodotto. Per il momento, l'azienda di Antonio sposterà solo il 20% della produzione in Castiglia-La Mancia, ma non esclude "un aumento di questa percentuale". Tutto dipenderà da cosa accadrà quest'anno con la campagna di Cordova.

Fonte: niusdiario.es

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