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Resoconto dell'esperto Luciano Trentini da un convegno a Mazeyrolles, in Francia

Castagno: in Europa servono altri 40mila ettari

Servono 40.000 ettari di nuovi castagneti per evitare l'aumento di importazioni di castagne da paesi extraeuropei, Turchia e Cina in primis. Se ne è parlato il 3 luglio 2021 a Mazeyrolles, in Francia, nella Regione del Perigord, dove si è svolta un'importante manifestazione sulla castanicoltura da frutto. Questa Regione è famosa per la produzione delle nocie per le castagne. La castanicoltura in Francia seppur in riduzione nel tempo, resta sempre una voce importante nell'economia dei territori montani.

Tuttavia, grazie a nuovi investimenti, in questi ultimi anni si sta assistendo a un recupero delle superfici investite con oltre 1.000 ettari di nuovi impianti (soprattutto in Nuova Aquitania) che hanno portato la superficie complessiva francese a 8.500 ha e la produzione a circa 8.500 tonnellate nel 2020 (fonte: franceagrimer).

E' stato invitato all'evento Luciano Trentini del Centro di Studio e Documentazione sul Castagno (CSDC) è componente del consiglio di Eurocastanea, la rete nata con l'intento di sostenere e valorizzare la produzione europea Castanea sativa.

I lavori di questa giornata di aggiornamento si sono susseguiti prima con un'attività seminariale, poi con visite guidate agli stand presenti e dimostrazioni organizzate degli espositori, infine con visite tecniche in campo.

Il seminario ha permesso di discutere di problematiche produttive e di valorizzazione del prodotto. In particolare, il relatore Mathieu Mouravy di Invenio ha posto l'attenzione sul cambiamento climatico e sui danni alla produzione provocati dalle gelate prima invernali, poi dei mesi di marzo e aprile. 

La parte convegnistica è continuata con una relazione della prof.ssa Caterine Verret dell'Università di Bordeaux, la quale ha relazionato sui benefici del consumo delle castagne e su nuove metodologie allo studio relative alla conservazione dei frutti. Il terzo relatore, Jean Luc Bellat ha presentato il panorama produttivo europeo ponendo l'attenzione soprattutto su Spagna e Portogallo, Paesi che hanno puntato molto sulla castanicoltura e in particolare sui nuovi investimenti di castagneti-frutteto, meccanizzabili e irrigabili. 

Il relatore ha posto l'attenzione sulla necessità di impiantare in Europa almeno 40.000 ettari di nuovi investimenti, come più volte sottolineato da Eurocastanea, per evitare l'aumento di massicce importazioni di castagne da paesi extraeuropei in particolare da Turchia, Cina e altri. 
I nuovi impianti sono necessari soprattutto per fare fronte ai crescenti fabbisogni della industria di trasformazione.

E' seguita una tavola rotonda che ha posto in evidenza come in Francia i produttori di castagne e marroni abbiano puntato e tuttora puntino a commercializzare buona parte della propria produzione di castagne fresche e trasformate in filiera corta (max. 1 passaggio dal produttore al consumatore) attraverso la vendita diretta dei propri prodotti in negozi specializzati, gestiti dagli stessi agricoltori. Un modo per porre il produttore a stretto contatto con il consumatore. 

Un negozio dei produttori organizzati in filiera corta del territorio

I numerosissimi castanicoltori presenti hanno, durante la giornata, potuto visitare gli stand delle ditte presenti alla manifestazione che esponevano mezzi tecnici, fertilizzanti, prodotti per la lotta biologica, droni con metodi per la rilevazione di patologie del castagneto, sistemi per la conservazione delle castagne e dei marroni, attrezzature per la pulizia del castagneto, reti e macchine per la raccolta dei frutti. Ancora una volta, nel settore della meccanizzazione forte la presenza di Facma che esponeva numerosi modelli di raccoglitrici semoventi.

Domenica 4 luglio, a completamento della manifestazione, è stato possibile effettuare visite a castagneti di nuova concezione di questa importante zona di produzione. 

E' dalla fine degli anni '80 che in Francia si impiantano questi nuovi castagneti da frutto, nati con lo scopo di incrementare la produzione di castagne e marroni: sono posizionati prevalentemente a quota variabili dai 300 ai 700/800 mt di altitudine, in aree vocate di montagna. Questi impianti sono caratterizzati da sesti d'impianto ben definiti (10x10 oppure 8x8 o 10x8), ai quali si applica una potatura adeguata per mantenere la taglia ridotta, evitando così la competizione fra le piante. Si interviene invece meccanicamente per le operazioni di pulizia e, soprattutto, si interviene per ridurre i rischi della siccità, con impianti di irrigazione, soprattutto con sprinkler.

Gli apporti di acqua al castagneto che consente un incremento della produzione di castagne notevole e anche una buona produzione di funghi, in grado di integrare in maniera interessante il reddito del produttore.  

Le giornate di Mazeyrolles sono state l'occasione per Luciano Trentini, che rappresenta il CSDC nel Progetto Castagna, di partecipare ai lavori di avvio del progetto nel quale il Centro di Marradi partecipa in qualità di partner insieme a: Union Chataigne-Francia, Arge-Austria, FundationCastilla y Leon-Spagna, e Coopenela-Portogallo.

Organismo gestore di questo progetto è AANA - Francia. Il progetto fa parte di un programma europeo ERASMUS+ che ha come obiettivo prioritario la predisposizione di un programma di scambi formativi fra gli attori della filiera castanicola che operano a livello europeo, al fine di consolidare un settore considerato in difficoltà ma ricco di un crescente numero di opportunità. 

"Sono convinto - afferma Trentini - che in futuro la castanicoltura italiana possa intraprendere, come in altri Paesi, un rapido processo di modernizzazione attraverso la realizzazione di nuovi impianti, collocati in aree di montagna vocate, in affiancamento a quella castanicoltura tradizionale che fino a oggi tanto ha dato al settore, ma che spesso, a causa anche di vincoli e difficoltà burocratiche, non sembra essere in grado di recuperare il terreno perduto". 

"Per lo sviluppo del settore - conclude Trentini - sarà fondamentale il coinvolgimento dei giovani che debbono poter operare con regole semplici, essere motivati anche economicamente e adeguatamente formati. Per fare questo il CSDC – Centro di Studio e Documentazione sul Castagno è pronto a dare il proprio contributo".


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