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Azienda Palmisano Angelo Vito, nuova socia Op APOC

Migliorare la qualità dei prodotti e innovare, ma farlo da soli è difficile

Una piccola realtà a produzione integrata, con terreni tra Turi, Sammichele di Bari e Casamassima, nel sud-est barese (Puglia), appena entrata a far parte dell'Organizzazione di produttori APOC. Parliamo dell'azienda Palmisano Angelo Vito, fondata intorno al 1984-85 e gestita da Angelo Vito e dal figlio Antonello.

"Abbiamo iniziato con ciliegie e uva da tavola e, negli ultimi anni, stiamo testando la coltivazione di albicocche e olive da olio - racconta Antonello - La nostra mission aziendale si basa sul migliorare la qualità dei prodotti che forniamo e sull'innovare l'azienda stessa. Farlo da soli è, però, molto difficile. Perciò, da un mese siamo diventati soci dell'Op APOC: questo ci garantisce un confronto costante con gli altri produttori. Inoltre, la Op ci offre supporto nelle strategie di produzione, oltre che occuparsi della commercializzazione dei nostri prodotti".


(Foto fornita da Antonello Palmisano)

In merito alle proteste sulle ciliegie che si susseguono da giorni, fuori e dentro i social, la famiglia Palmisano conferma un forte calo dei prezzi, a fronte di un'annata eccezionale dal punto di vista produttivo. "Grazie al supporto dell'Op APOC, siamo riusciti a spuntare qualcosa in più, ma si resta purtroppo incastrati nei meccanismi che guidano la formazione dei prezzi, quest'anno. Sulle piante, e quindi sui mercati, si registra una forte sovrapproduzione e, come sempre accade, al crescere dell'offerta le quotazioni calano".

"Fa male - spiega Antonello - perché nella nostra azienda, nonostante la resa maggiore per ciliegio, siamo riusciti a mantenere l'elevato standard degli anni precedenti, sia per qualità sia per calibro. Offriamo dimensioni adeguate, un frutto sano e non marcescente, non c'è stato alcun attacco da parte di patogeni o insetti". 


(Foto fornite da Antonello Palmisano)

Per quanto riguarda l'uva da tavola, l'azienda Palmisano effettua una raccolta tardiva, tra ottobre e dicembre, prevalentemente di varietà Italia. Sta sperimentando anche cultivar apirene. "Siamo ora nella fase tra l'allegagione e l'acinellatura".

Prima la tradizione, poi l'innovazione
"L'agricoltura sta diventando sempre più difficile, molto burocratica e più tecnologica. Abbiamo bisogno di uno sguardo che vada oltre la nostra singola azienda", sostiene Antonello, che ha avuto un percorso formativo diverso prima di dedicarsi completamente all'azienda di famiglia. 


(Foto fornita da Antonello Palmisano)

"Inoltre, non si può lavorare in campagna con l'idea che l'agricoltura andrà male. Bisogna crederci e farne il proprio core business. Questo però partendo dalla tradizione, perché ciò che è vecchio non è detto che vada per forza rimpiazzato. Occorre raccogliere e recuperare tutto quanto di buono è stato fatto finora, con la consapevolezza di doversi rimettere al passo con i tempi, quanto prima".

"In un futuro prossimo, la mia speranza è quella di rendere la nostra azienda più ecocompatibile ed ecosostenibile, di apportare delle innovazioni tecnologiche, di riuscire a migliorare le varie fasi di lavorazione. E in questo contiamo sul supporto strategico della Op APOC, naturalmente", conclude Antonello.

Per maggiori informazioni:
Antonello Palmisano
+39 328 8981656 
Palmisano Angelo Vito
Turi (BA)
antonello.palmisano@gmail.com

APOC
Via R. Wagner K1 (P.co Arbostella)
84131 Salerno
+39 (0)89 331758
www.apocsalerno.it


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