Incontro Centro di Sperimentazione Laimburg e Università di Bologna

La frutticoltura 4.0 è realtà grazie alla collaborazione fra ricercatori

Il direttore del Centro di Sperimentazione Laimburg, Michael Oberhuber, e il direttore dell'Istituto di Frutti e Viticoltura del Centro, Walter Guerra, hanno visitato il programma di Frutticoltura di precisione dell'Università di Bologna, presso il Centro Sperimentale Agrario di Cadriano (Bologna), nel quadro dei rapporti di collaborazione tra le due istituzioni, attivi da numerosi decenni. Ad accoglierli, Luca Corelli Grappadelli, responsabile scientifico di questi programmi, e Luigi Manfrini e Gianmarco Bortolotti, punte di diamante di questo programma in corso da oltre 20 anni presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell'Università di Bologna.

Un momento della visita

Entrambe le Istituzioni sono attente a ogni innovazione tecnologica capace di aumentare la sostenibilità delle produzioni frutti-viticole, aumentando o mantenendo il potenziale produttivo ma con ridotti input di acqua, energia fossile e prodotti antiparassitari. "Questi obiettivi sono già perseguibili con molte delle tecnologie oggi esistenti – sostiene Corelli Grappadelli – se le combiniamo in configurazioni di frutteto innovative, come quelle che stiamo testando in S3O".

Figura 1

Nel frutteto dimostrativo di questo progetto, finanziato su fondi POR-FESR 2014-2020 della Regione Emilia Romagna (S3O.it), sono infatti installate reti antigrandine e antinsetto, insieme a teli antipioggia, che permettono di cambiare il microclima all'interno del frutteto, con un abbattimento del 50% circa della radiazione disponibile (Fig. 1). Ciò si traduce in una riduzione della richiesta evapotraspiratoria all'interno delle coperture del 34% rispetto all'ambiente, 15% in più rispetto ad un frutteto sotto sola rete antigrandine (Fig. 2).

Figura 2

Questi dati sono stati calcolati dal Consorzio del Canale Emiliano Romagnolo (CER), partner del progetto che, grazie a centraline meteo collocate nel frutteto, ha potuto realizzare un piano irriguo ad hoc, con una riduzione del 50% dei volumi irrigui applicati. "Ciò non ha comportato riduzioni nella produzione, e la qualità dei frutti è risultata migliore rispetto al controllo", commenta Manfrini, citando i dati della campagna 2020, riportati nei grafici di figura 4.

Figura 4

Il Centro di Sperimentazione Laimburg ha lanciato nella primavera di quest'anno il progetto LIDO (Laimburg Integrated Digital Orchard, http://www.laimburg.it/it/progetti-pubblicazioni/LIDO.asp) sotto la responsabilità di Walter Guerra, finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR 2014–2020, "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione"). La finalità di LIDO è di creare un ambito di sperimentazione e dimostrazione di tecnologie innovative, sviluppate sia da istituti di ricerca che da aziende private. Nell'ambito di LIDO, nel sito di Laimburg sono in fase di allestimento due campi di prova: un meleto con la varietà Rosy Glow Pink Lady® allevato con un sistema multiasse di nuova creazione e un vigneto in collina con pendenza di 30° già preesistente.

"Si tratta di un laboratorio di pieno campo ove sperimentare modelli, tecnologie sensoristiche e di trasmissione dati, metodi di controllo combinati tra loro, un vero e proprio sistema di sistemi", commenta Guerra. Il coinvolgimento del territorio e delle aziende che su di esso insistono è fondamentale.

"L'approccio multi-attore tra ricercatori, consulenti, aziende e agricoltori e il collegamento al parco tecnologico NOI Techpark di Bolzano ne fanno un nucleo per innovazione condivisa e trasferimento tecnologico", aggiunge il direttore Oberhuber.

Sia LIDO che S3O sono innovativi anche perché, per consentire di testare le nuove tecnologie, sono dotati di connessioni alla rete elettrica, a Internet su larga banda, e di altre infrastrutture innovative, come sistemi di irrigazione dotati di centraline di controllo di ultima generazione, che si possono configurare in assetti Internet of Things (IoT). In S3O, da agosto 2020 l'irrigazione è gestita in modalità 100% IoT, ovvero completamente automatica, pilotata direttamente da IRRIFRAME del CER. Questa innovazione potrà presto essere estesa ad aziende commerciali dotate di centraline di controllo dell'irrigazione "smart".

Sia S3O che LIDO si pongono al momento in Italia come leader nel settore della Frutti-Viticoltura di precisione, e condividono da un lato il modello di dimostratori di tecnologie esistenti ma non testate in queste configurazioni; dall'altro sono anche siti di prova di nuove soluzioni. E' il caso ad esempio dello sviluppo - nell'ambito di S3O - di un veicolo ad alimentazione elettrica, in grado di svolgere operazioni colturali nel frutteto, in modo autonomo, pur se sottoposto a sorveglianza da remoto.

Questo "rover" sta completando con successo il programma di sviluppo previsto dal progetto. Ha già dimostrato non solo capacità di navigazione autonoma su un percorso prefissato, ma anche il movimento all'interno di filari con distanza interfilare molto stretta, in cui il sistema di autoguida deve mantenere la direzione senza entrare in collisione con gli alberi, che sono a soli 10-20 cm dalla macchina. Questo veicolo potrà sostituire un trattore convenzionale, eliminando una significativa quota del consumo di energia fossile del frutteto, contribuendo a renderlo sempre più carbon-free. Inoltre, servirà anche come veicolo sentinella, dotato di sensori in grado di misurare parametri funzionali delle chiome, da utilizzare in contesti di Big Data e di Realtà Virtuale.

Uno degli aspetti che questi frutteti stanno evidenziando, stante il grande numero di piattaforme di sensori e attuatori implementati, riguarda il crescente problema della standardizzazione dei formati di comunicazione, la riduzione dei consumi per la loro maggior durata, e infine una semplificazione della gestione per il frutti-viticoltore di tutta questa innovazione. E' in questa direzione che si potranno, auspicabilmente, instaurare sinergie tra i due progetti, visto che presso l'Università di Bologna è già operativa una piattaforma digitale per la gestione unificata di dati provenienti da un grande numero di sensori diversi, potenzialmente estendibile ad altri distretti produttivi.

Entrambi i progetti prevedono la realizzazione di Open Day e workshop dedicati a specialisti. Per S3O la data esatta deve essere ancora stabilita, ma il prossimo Open Day sarà a settembre 2021.

Per maggiori informazioni:
S3O: luca.corelli@unibo.it 
gianmarco.bortolotti@unibo.it 
LIDO: walter.guerra@laimburg.it 
CER: chiari@consorziocer.it 


Data di pubblicazione:
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