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Fra due anni la Spagna produrra' le arance Shiranuhi

La bellezza risiede all'interno, come dimostrano le arance Shiranui. Questi agrumi giapponesi, esteticamente bruttini, sono diventati un successo negli Stati Uniti, dove vengono commercializzate sotto il nome Sumo Citrus (in riferimento ai lottatori di sumo giapponesi), o rikishi (力士), per via delle loro grandi dimensioni.

Questa varietà dal sapore molto dolce, un ibrido di arancia Navelate, pompelmo e mandarino, è più grande del normale, ha una buccia spessa con protuberanze sulla parte superiore che la fanno sembrare un limone. Nonostante il suo aspetto insolito, ha conquistato i social network grazie agli influencer e, di conseguenza, si è imposta sul mercato statunitense.

AC Brands, l’azienda che sta dietro la varietà Sumo Citrus, ha svolto un'attenta attività di marketing negli Stati Uniti per conquistare i consumatori. Al fine di giustificarne il prezzo (che è leggermente più alto delle altre arance) e il fatto che viene commercializzata solo da gennaio ad aprile, la presentano come un prodotto che richiede tanta cura lungo tutta la sua catena di produzione.

"Probabilmente è il frutto più coccolato al mondo", ha affermato l'azienda. La promozione ha dato i suoi frutti: da marzo 2018, le vendite negli Stati Uniti sono aumentate di circa il 35% all’anno.

Un agrume con una giornata dedicata
Questa "arancia brutta ma buona" è in realtà chiamata Shiranuhi o Shiranui (不知 火). E' nata nel 1972 in Giappone, dove è così popolare che le è stata dedicata persino una giornata, il 1° marzo, quando il Giappone celebra il Dekopon Day. Le arance Shiranui sono commercializzate con il marchio Dekopon in Giappone, e il nome del marchio ha finito per sostituire il nome della varietà.

La stessa cosa è successa nel resto del mondo. In Brasile e negli Stati Uniti, le arance Shiranui sono conosciute come arance Kinsei e Sumo Citrus, i marchi con cui sono rispettivamente commercializzate su questi mercati.

Tra due anni sarà legale produrle in Spagna
L'Istituto valenciano di ricerca agraria (IVIA) sta valutando questo frutto da gennaio, anche se questa famosa varietà non può ancora essere piantata in Spagna.

"E' in fase di quarantena per evitare di introdurre agenti patogeni che non autoctoni", ha affermato Mari Carmen Vives, ricercatrice presso il Centro per la protezione delle piante e la biotecnologia dell'IVIA.

Il processo di sanificazione dura un anno e mezzo e consiste nell'eliminazione dei patogeni mediante microinnesto. "Una volta sanificato, sarà distribuito ai vivai che installeranno le loro piantagioni base e le riprodurranno in modo che gli agricoltori possano acquistarne le piantine", ha affermato Vives.

Pertanto, la Spagna sarà in grado di produrre questa arancia di tendenza entro il 2023.

Fonte: niusdiario.es  


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