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Terremerse crea la filiera in 7 regioni e garantisce il ritiro delle produzioni

'Guerra' dichiarata alla Turchia: 600 ettari di nocciolo italiano in cinque anni

Seicento ettari di nocciolo in 5 anni: è il progetto che la cooperativa Terremerse sta per mettere in atto, al fine di creare una filiera del nocciolo, a favore dei propri associati. La Cooperativa, oltre a garantire sempre il ritiro totale delle produzioni, realizzerà a Ravenna un impianto per gestire le fasi di lavorazione e conservazione, fino alla vendita, e tre centri periferici (Marche, Toscana, Umbria) per gestire le operazioni di campionatura e prima separazione dei lotti di prodotto, per un investimento complessivo di circa 1,5 milioni di euro.

Sono 7 le regioni coinvolte nel progetto: Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Marche, Toscana, Lazio e Umbria. "Questo progetto - si legge in una nota aziendale - è per Terremerse un'iniziativa di massima importanza. Rappresenta la volontà di diventare attori di una filiera di qualità, tracciabile e 100% italiana. Il nostro Paese, infatti, è attualmente carente di questo prodotto, che viene quindi importato dall'estero, in particolare dalla Turchia. Il 75% del prodotto che la Cooperativa raccoglierà verrà venduto a un'importante azienda e il restante 25% sarà commercializzato sul mercato alle migliori condizioni".

"Considerata la durata media di un impianto (30 anni) e dal confronto con altre specie frutticole e con il vigneto, le spese maggiori nella realizzazione di un corileto sono dovute solamente all'acquisto delle piante certificate e all'eventuale realizzazione dell'impianto d'irrigazione".

Terremerse offre agli agricoltori che aderiranno il contratto di coltivazione a un prezzo costituito in parte (70%) dal costo standard di produzione (rivalutato su base triennale) più un margine stabilito, e in parte (30%) da una media dei prezzi di borsa.

Lo sviluppo del nocciolo è spinto dalla diversificazione del rischio, principalmente ambientale, derivante dai cambiamenti climatici. Si tratta, infatti, di una pianta caratterizzata da notevole rusticità, motivo per cui può essere coltivata in diversi areali dotati di peculiarità pedo-climatiche tra loro differenti, e può rappresentare un'opportunità per alcune fasce territoriali che hanno subito negli anni l'abbandono dell'agricoltura.

Stabilità di approvvigionamento e qualità per la domanda dell'industria, da un lato, e continuità e sicurezza del reddito nel tempo per le imprese agricole, dall'altro, rendono il nocciolo una valida alternativa di differenziazione.

Per maggiori informazioni
Progetto nocciolo

Data di pubblicazione:

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