Focus su colture in campo aperto meccanizzabili

Paura e speranza: due facce della stessa medaglia per l'ortofrutta

Si respira aria di incertezza nel settore ortofrutticolo, a causa della pesante (non nuova) crisi economica. Il comparto orticolo si orienta in maniera più marcata su colture in campo aperto meccanizzabili (come pomodoro da industria, spinaci e cipolle) e meno su crop a ciclo lungo e a raccolta manuale. Rimane un punto interrogativo su meloni e angurie e sui programmi da attuare. Parallelamente, però, c'è speranza per un settore che non può permettersi di fermarsi e che, nonostante le difficoltà, non molla. L'ottimismo creatosi intorno alle prime vaccinazioni per il coronavirus sta, infatti, generando una sorta di velata positività anche tra i produttori.

Questo un po' il riassunto delle visite alle aziende, nelle ultime settimane, di un operatore del settore, il quale continua: "Di fronte a una crisi economica, chi può evitare di fare acquisti, evita. Anche le industrie di trasformazione vivono a regime ridotto. I programmi sono limitati a causa delle restrizioni nel canale Horeca. C'è una grande preoccupazione, inoltre, per il reperimento della manodopera, per via delle misure anti-coronavirus e per le leggi contro il caporalato. Questo è comunque un periodo dedicato alla pianificazione". 

Colture a ciclo lungo come peperoni e melanzane sono meno sotto i riflettori, ad esempio. "Questo dipende dai costi di produzione elevati, dal periodo molto lungo che va dalla semina a fine raccolta, con tutti i rischi annessi, come le fitopatie. Ma anche la mancata meccanizzazione di queste colture ha il suo peso, cosa che implica una maggiore forza lavoro".

Paura ma anche speranza
"La paura e lo stress legati all'attuale pandemia accompagnano me come accompagnano, in maniera evidente, tutti gli operatori del settore. La paura è il compagno fedele di chi opera in agricoltura, in questo periodo. Nonostante i timori, i produttori stanno però cercando di programmare o quanto meno ci pensano - conclude l'intervistato - A differenza della cosiddetta prima ondata del Covid-19, l'inizio delle vaccinazioni sta creando un'aura positiva. Se così non fosse stato, probabilmente avremmo vissuto uno stop più significativo".


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