La scelta dell'impianto irriguo in agrumicoltura

L'agrumicoltura siciliana sta vivendo, per effetto del virus della Tristeza (CTV), un intenso processo di rinnovamento che sta comportando l'estirpazione di buona parte dei vecchi agrumeti e la realizzazione di nuovi impianti, utilizzando portinnesti tolleranti al virus. In questo contesto, in cui si sta disegnando il comparto agrumicolo del domani, l'imprenditore agricolo è chiamato ad effettuare un insieme di scelte, tutte strettamente interconnesse fra loro, che vanno dalla sistemazione del terreno alla densità d'impianto, alla scelta di portinnesto e cultivar, fino a quella del tipo di impianto d'irriguo.

Carmelo Asero

Per comprendere meglio gli aspetti legati all'irrigazione in agrumicoltura, ci siamo avvalsi dell'expertise di un professionista nel settore: Carmelo Asero, agronomo di lungo corso ed esperto in agrumicoltura.

La microirrigazione
"La linea guida, nel caso dell'irrigazione degli agrumeti – esordisce Asero - è data dalla razionalizzazione della gestione delle sempre più deficitarie risorse idriche; in quest'ottica, la microirrigazione sta certamente rivestendo un ruolo centrale. L'applicazione di questa tecnica presuppone ovviamente una disponibilità di acqua in azienda alquanto costante. Laddove l'acqua è disponibile con intervalli superiori ai 10 giorni, la microirrigazione diventa di difficile applicazione".

Anche la qualità delle acque ha grande importanza
"Un'elevata presenza di impurità solide di varia natura può compromettere la risorsa idrica - spiega il professionista - e, in assenza di idonei sistemi di filtrazione, il buon funzionamento dell'impianto irriguo. Anche in presenza di acque calcaree, alquanto diffuse in molti areali agrumicoli, vanno adottate opportune precauzioni per limitare il rischio di occlusione dei gocciolatoi. Nelle condizioni in cui i suddetti aspetti, in particolare la turnazione, non costituiscono un fattore limitante, l'irrigazione a goccia offre una serie di indubbi vantaggi che consistono nella possibilità di ridurre, a parità di risposta delle piante, i volumi di adacquamento, in una maggiore efficienza della tecnica della fertirrigazione, in una riduzione dei costi di realizzazione e di gestione dell'impianto irriguo, a confronto con i sistemi tradizionali".

Foto 1: microirrigazione realizzata con una doppia ala gocciolante 

Una corretta irrigazione limita l'insorgenza di fitopatie
"Anche sotto il profilo fitosanitario, l'irrigazione a goccia implica dei vantaggi - precisa l'agronomo - in quanto consente agevolmente di evitare eccessi idrici nel terreno e, conseguentemente, limitare l'insorgenza di patologie degli apparati radicali, cui peraltro diversi portinnesti di attuale utilizzo sono suscettibili; quest'ultimo aspetto ha una maggiore incidenza, in presenza di terreni alquanto pesanti. Un sistema irriguo oggi particolarmente diffuso nei moderni agrumeti consiste nella microirrigazione realizzata con una doppia ala gocciolante stesa sulla superficie del terreno ai due lati della pianta (vedi foto foto n° 1). La distanza dalle piante varia con l'età dell'agrumeto in quanto le due ali vengono progressivamente allontanate sino a essere posizionate, su piante adulte, a una distanza dal colletto di circa un metro".

I limiti della doppia ala gocciolante in regime di agricoltura biologica
"Al di là delle condizioni strutturali presenti in azienda - avverte l'intervistato - un aspetto che a mio avviso va tenuto in debita considerazione è relativo al tipo di gestione del suolo che si intende adottare. Nelle condizioni appena descritte, la presenza delle ali gocciolanti sulla superficie del terreno condiziona il controllo della flora spontanea, limitando sensibilmente, in quella fascia di terreno, l'impiego di mezzi meccanici e inducendo spesso le aziende al diserbo chimico. Per questo motivo, la suddetta tipologia di impianto irriguo poco si adatta all'agricoltura biologica o ad aziende che non intendono ricorrere al diserbo chimico. Sono in effetti in fase di valutazione sistemi alternativi di controllo delle erbe spontanee in prossimità delle ali gocciolanti poste in superficie, ma ad oggi presentano limiti di diversa natura. Nelle suddette condizioni, una valida soluzione è costituita dalla sub-irrigazione che, comportando l'interramento delle ali gocciolanti, risolve il problema dell'ingombro superficiale".

Questo sistema, la cui applicazione presuppone un'ottima qualità delle acque e una loro attenta filtrazione, costituisce una valida soluzione alle problematiche sopra citate e meriterebbe probabilmente una maggiore attenzione.

Foto 2: irrigazione a baffo 

Il sistema d'irrigazione a baffo
Laddove, per diversi motivi, non sia possibile adottare l'irrigazione a goccia, bisogna ricorrere ad altri sistemi tra cui il più diffuso è il tradizionale impianto irriguo per aspersione sotto chioma, detto "a baffo".

"L'irrigazione a baffo - riferisce Asero - vede tutte le condotte interrate, con un tubo che sale lungo il tronco della pianta e si apre a formare una T, alle cui estremità vengono applicati due erogatori a spruzzo con portate, che oscillano intorno ai 100 litri/h (vedi foto n° 2). Questo sistema irriguo non comporta ingombro di condotte e lascia, quindi, libero l'agricoltore nella gestione del terreno; tuttavia, non consente di ottenere lo stesso risparmio idrico dell'irrigazione a goccia. In queste condizioni, un'attenta gestione dell'irrigazione diventa ancora più importante". Sotto questo profilo, sarebbe certamente auspicabile una maggiore diffusione in agrumicoltura di strumenti di supporto alla gestione della tecnica irrigua, che possano fornire agli agrumicoltori indicazioni sui tempi e sui quantitativi di acqua da erogare.

Foto 3: sensore da terreno, cioè un tensiometro

"Probabilmente, un deciso input a un uso più sostenibile dell'acqua irrigua - conclude Carmelo Asero - potrebbe derivare da un'attenta validazione e da un utilizzo su larga scala di sensori da applicare nel terreno (vedi foto n° 3) o di altri sistemi che possano indicare la corretta gestione dell'irrigazione".

Contatti:
Dr. Agr. Carmelo Asero
Tel.: +39 3683289661
Email: bico.asero@tiscali.it


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