La Regione promuove iniziative volte a salvaguardare gli agrumeti caratteristici

Tutela del cedro e dell'arancio biondo calabresi

Gli agrumeti caratteristici, così detti perché posti in zone vocate alla coltivazione di specie agrumicole in cui le condizioni climatiche e ambientali conferiscono al prodotto particolari qualità, sono definiti, anche per legge, come aree di particolare pregio varietale, paesaggistico, storico e ambientale.

Ne esistono anche in Calabria e sono per lo più legati alla produzione del cedro dell’area costiera tirrenica e dell'arancio biondo di Trebisacce, nell'area costiera ionica. Ora la Regione ha deciso di scendere in campo per tutelarli. 


Cedro a Santa Maria del Cedro (CS).

Con una missiva indirizzata ai sindaci dei Comuni di Aieta, Belvedere Marittimo, Bonifati, Buonvicino, Cetraro, Diamante, Grisolia, Maierà, Orsomarso, Papasidero, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Sangineto, Santa Domenica Talao, Santa Maria del Cedro, Scalea, Tortora, Verbicaro e Trebisacce, oltre che al Consorzio del Cedro di Calabria, si formalizza la volontà di "destinare risorse finanziarie a favore degli agrumeti caratteristici che maggiormente necessitino di una valorizzazione, in virtù del loro pregio e della contestuale, preoccupante contrazione delle relative produzioni. Saranno assicurati aiuti economici, a parziale copertura degli investimenti per interventi di recupero, salvaguardia e ripristino".

Inoltre, a breve sarà pubblicato un apposito bando finalizzato alla valorizzazione del bergamotto, un'altra delle produzioni peculiari calabresi. Intanto, per quanto concerne cedro e arancio biondo, al termine della definizione dell’attività di raccolta di osservazioni e proposte, con scadenza fissata all'8 agosto prossimo, si passerà alla fase operativa.

Arancio biondo tardivo di Trebisacce
"E' una varietà della specie Citrus sinensis L., che si coltiva in agro del comune di Trebisacce, nell'alto Ionio, in provincia di Cosenza. Si diffuse dall'inizio del 1900 fino a raggiungere, alla fine degli anni '80, una superficie superiore a 100 ettari, rappresentando un'importante fonte di reddito per gli agricoltori locali. Attualmente, la superficie interessata a questa coltura si è ridotta a circa 50 ettari. I frutti, a polpa dolce, presentano pochi semi e la maturazione avviene dall'inizio di maggio a tutto luglio". Così spiega Luigi Gallo dell'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC) - Ce.D.A. n.2 - Castrovillari (CS).

La produzione media per pianta è pari a circa 50 kg e quella totale annua stimata è pari a circa 1.000 tonnellate. Il prezzo medio al produttore è pari a circa 0,50 euro/kg, mentre quello medio degli altri agrumi nella Pianura di Sibari non supera 0,20 euro/kg.

Arancio biondo di Trebisacce (Foto di Luigi Gallo)

"Da una prima indagine svolta dall'ARSAC risulta che l'arancio biondo di Trebisacce, per il suo gusto particolare, continua a essere molto apprezzato per il consumo tal quale, per le spremute e per la trasformazione in altri prodotti. Ciò nonostante, la presenza di altre varietà tardive senza semi e ritenute più competitive sui mercati. Da qui l'importanza di un progetto di valorizzazione che miri alla conservazione in situ della biodiversità e riconsideri la tecnica agronomica e la difesa delle piante in una visione di sostenibilità ambientale", continua Gallo.

Altro aspetto importante è l'approfondimento della conoscenza degli aspetti genetici, biochimici ed organolettici (zuccheri, acidità, grado brix, rapporto acidi/zuccheri, ecc.).

Arancio biondo di Trebisacce (Foto di Luigi Gallo)

"Queste prime azioni sono alla base di un possibile e contestuale progetto di valorizzazione e rilancio, che porterebbe all'integrazione del reddito di molte famiglie di piccoli coltivatori – conclude Gallo – Da questo punto di vista, va considerata la peculiarità di tutta l'area di coltivazione dell'arancio biondo di Trebisacce, che ben si presta alla realizzazione di itinerari e percorsi didattici che comprendano anche il consumo sul posto dell'arancio biondo, sia tal quale sia trasformato. Per approfondire le conoscenze delle sue caratteristiche particolari, l'ARSAC, ha coinvolto prestigiosi Istituti di ricerca in uno specifico progetto".


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