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Al via la campagna nel Nord Italia

Ucraina nuovo competitor nella produzione del pomodoro da industria

"Nel segmento dei trasformati durante la pandemia si è creata una duplice situazione: il settore retail ha trainato le vendite con prezzi e richieste elevati, mentre il mercato horeca è drammaticamente crollato. Adesso con la ripartenza è in ripresa anche se procede con molta fatica. Una doppia situazione per cui il mercato industriale ha poco prodotto, mentre l'horeca ha congrue giacenze di magazzino".

Freshplaza ha raggiunto telefonicamente Bruna Saviotti, amministratore delegato di Tomato Farm, azienda del Gruppo Gavio, per fare il punto sulla campagna del pomodoro da industria nel Nord Italia.

In foto, Bruna Saviotti, amministratore delegato di Tomato Farm e Camillo Conti, responsabile commerciale del gruppo.

"Adesso tra i competitor si affaccia anche l'Ucraina - precisa Bruna Saviotti - che sta crescendo molto anche in virtù dei fondi comunitari di cui ha beneficiato parallelamente alla fertilità dei terreni vergini poco sfruttati. Insomma l'Italia, pur restando leader mondiale nella produzione di derivati di pomodoro, potrebbe vedere vacillare la sua posizione, a meno di non trovare, nel giro di pochi anni, il modo di aumentare le rese in campo".

La filiera del pomodoro italiano per l'industria è ben organizzata con costi elevati in rapporto ai principali competitor della penisola iberica. Un settore che - soprattutto nel segmento dei concentrati – risente molto della competizione estera.

Tomato Farm, nell'ampio stabilimento di Pozzolo Formigaro (AL)  lavora elevati quantitativi di pomodoro, conferito per l'80% da organizzazioni di produttori che gravitano nel raggio 50 km dall'industria. Si tratta di un marchio a filiera corta che pone grande attenzione all'ambiente e all'innovazione di prodotto e di processo. Nel laboratorio aziendale il raccolto viene trasformato in polpe, passate, semiconcentrati e concentrati in grandi formati tra cui spiccano il cubettato e una polpa fine, ottenuti entrambi da pomodoro pelato.

La capacità produttiva giornaliera è di 1500 tonnellate di pomodoro da cui si ottengono: polpe, passate e semilavorati, destinati per l'80% al settore industriale e per il 20% ai canali horeca e retail. La Tomato Farm esporta il 60% della produzione in Europa, Africa, Australia, Stati Uniti e Canada.

La campagna del pomodoro da industria partirà  in tutto il nord Italia  la prossima settimana. Si prevede - così dicono gli agricoltori - una produzione tra le migliori degli ultimi anni, sebbene alcuni areali, in particolare il ferrarese, siano stati colpiti da violente grandinate e nubufragi.

"C'è da dire - puntualizza l'amministratore delegato - che siamo in campo aperto, pertanto non possiamo prevedere ciò che accadrà nei prossimi 70 giorni, durante la campagna. Speriamo non sopraggiungano problemi legati alle fitopatie più diffuse del pomodoro o eventi climatici avversi".

Nel nord Italia gli areali di riferimento sono le province di Pavia, Alessandria, Ferrara, Parma, Mantova e Piacenza. Quest'ultima, in testa con oltre 10.000 ettari, rappresenta la provincia capofila per l'elevata specializzazione nella lavorazione del pomodoro e dei suoi derivati. Sul totale dei prodotti ottenuti dalla trasformazione del pomodoro nel 2019, le polpe sono aumentate del 7,8% ed i concentrati diminuiti del 12,3%, mentre le passate restano sostanzialmente invariate rispetto al 2018.

"In merito all'accordo siglato tra le organizzazioni dei produttori e industria sul prezzo del pomodoro per la campagna Nord Italia 2020 - conclude Saviotti - abbiamo chiuso a 88 euro/tonnellata, in assoluto il prezzo più alto a livello mondiale se consideriamo che la Spagna ha siglato l'accordo a 74 euro/tonnellata franco campo. Se poi aggiungiamo che in Italia facciamo i conti con gli elevati costi di produzione, le rese produttive inferiori rispetto ai competitor, comprendiamo quanto diventa complicato posizionare nei mercati i nostri prodotti finiti, soprattutto quelli ad alta concentrazione".

I dati della campagna del pomodoro da industria  2019 

La fotografia che emerge dall'analisi dei dati sui prodotti finiti, raccolti ed elaborati dall'Organizzazione interprofessionale Oi pomodoro da industria del Nord Italia, in base alle comunicazioni giunte dai 29 stabilimenti facenti capo alle 22 imprese di trasformazione del Nord Italia sono i seguenti: sono stati trasformate oltre 2,3 milioni di tonnellate di materia prima, coltivata su 36.600 ettari.

I prodotti finiti ottenuti sono: polpa (41% con utilizzo di 962.320 tonnellate di materia prima); passate (29% pari a 675.182 tonnellate), concentrati (29% pari a 672.266 tonnellate) e sughi (1% con 28.946 tonnellate).

Contatti:
Tomato Farm Spa
Strada Bissone, 1
15068 Pozzolo Formigaro (AL)
Tel.: (+39) 0143 419083
Email: info@tomatofarmspa.it
Web: www.tomatofarmspa.itv


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