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Poverta' in Italia: calo nel 2019, ma il 2020 non fa ben sperare

Nel 2019, si stimano quasi 1,7 milioni di famiglie in povertà assoluta (con un'incidenza pari al 6,4%), per un totale di quasi 4,6 milioni di individui (7,7%), in significativo calo rispetto al 2018, quando l'incidenza era pari, rispettivamente, al 7,0% e all'8,4%. A rivelarlo i dati Istat. In particolare, nel Mezzogiorno la povertà familiare scende dal 10,0% all'8,6% e quella individuale dall'11,4% al 10,1%. Anche nel Centro, la povertà degli individui residenti registra una riduzione significativa, dal 6,6% del 2018 al 5,6%. 


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La diminuzione della povertà assoluta si deve in gran parte al miglioramento, nel 2019, dei livelli di spesa delle famiglie meno abbienti. L'andamento positivo si è verificato in concomitanza dell'introduzione del Reddito di cittadinanza (che ha sostituito il Reddito di inclusione) e ha interessato, nella seconda parte del 2019, oltre un milione di famiglie in difficoltà. 

Povertà relativa
Nel 2019, le famiglie in condizioni di povertà relativa sono stimate pari a poco meno di 3 milioni (11,4%), per un totale di oltre 8,8 milioni di individui (14,7%). Rispetto al 2018, la situazione è sostanzialmente stabile in tutte le ripartizioni: nel Nord l'incidenza si attesta a 6,8%, con valori simili sia nel Nord-ovest sia nel Nord-est (rispettivamente 6,7% e 6,9%), mentre è pari al 21,1% nel Mezzogiorno.

Anche a livello individuale si registra una sostanziale stabilità in media nazionale (da 15,0% a 14,7%), che si riflette anche sul territorio. Sicilia (24,3%), Calabria (23,4%) e Puglia (22,0%) sono le regioni con la maggiore incidenza.


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L'intensità della povertà relativa si attesta al 23,8%, sostanzialmente stabile rispetto al 2018 (24,3%), e ancora una volta raggiunge il valore più elevato nel Mezzogiorno (25,0%) e il più basso nel Centro (21,9%).

Quanti nuovi poveri ha causato il coronavirus in Italia?
Negli ultimi mesi, la pandemia ha fatto aumentare di oltre un milione i nuovi poveri, i quali nel 2020 hanno bisogno di aiuto anche per mangiare, come effetto della crisi economica e sociale provocata dall'emergenza e dalla conseguente perdita di opportunità di lavoro. E' quanto stima la Coldiretti sulla base delle persone che hanno beneficiato di aiuti alimentari con i fondi Fead, distribuiti da associazioni caritatevoli. Queste registrano un aumento anche del 40% delle richieste di aiuto.

"Fra i nuovi poveri nel 2020 – sottolinea la Coldiretti – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso, che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici, e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie".

"Si tratta di persone e famiglie che mai prima d'ora – precisa la Coldiretti – avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche. Le situazioni di difficoltà sono diffuse lungo tutta la Penisola ma le maggiori criticità si registrano nel Mezzogiorno con il 20% degli indigenti che si trova in Campania, il 14% in Calabria e l'11% in Sicilia. Situazioni diffuse di bisogno alimentare si rilevano, però, anche nel Lazio (10%) e in Lombardia (9%) dove più duramente ha colpito l'emergenza sanitaria, secondo gli ultimi dati Fead".

Dall'inizio dell'emergenza, quasi 4 italiani su 10 (39%) hanno dichiarato di partecipare a iniziative di solidarietà per aiutare chi ha più bisogno. Ad esempio, nell'ambito dell'iniziativa la "spesa sospesa", operativa lungo tutta la Penisola, gli agricoltori di Campagna Amica hanno donato ai più bisognosi un milione di chili in frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualità e a chilometro zero.


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