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Commenti da Sardegna e Basilicata

L'Italia e' aperta ma il binomio turismo-commercio ortofrutticolo preoccupa

Dopo importanti perdite per il settore turistico e alberghiero, la riapertura delle regioni italiane dopo il lockdown dovrebbe risollevare i fatturati dell'intero indotto, perché in crisi non sono soltanto le strutture ricettive dal nord al sud della Penisola, ma anche tutto il commercio per la fornitura di beni e servizi, incluso quello ortofrutticolo.

La possibilità di viaggiare tra regioni, in vigore dal 3 giugno 2020, di cui tanto si è parlato, non ha ancora convinto i turisti. Infatti, molti sono gli italiani che, tuttora, non hanno programmato le prossime vacanze estive, sia per la situazione sanitaria che per la crisi economica. I dubbi sono ancora molti e gli operatori sono preoccupati.

Foto d'archivio.

Dalla Sardegna, dopo il dietrofront sulla richiesta di un passaporto sanitario ai turisti, a parlarci è Salvatore Lotta de L'Orto di Eleonora: "Nell'isola, il turismo ancora non si vede e credo che la stagione sarà duramente compromessa, se consideriamo che, ai primi giorni di giugno, molte strutture ancora non hanno dato segnali di riapertura. Nello scorso anno, già nella prima decade di maggio, avevamo importanti ordinativi dai villaggi turistici, attualmente, invece, contiamo soltanto alcune forniture per la catena Horeca".

"Il problema ci riguarda solo in parte, proprio perché il turismo non rappresenta il nostro core business. Con il passare degli anni, siamo riusciti a posizionarci bene in altri canali e mercati del nord Italia, ma sono tante le realtà agricole sull'isola per le quali il turismo rappresenta la maggior fonte di guadagno. E se non dovesse riprendersi l'intero indotto, rischierebbero di non vendere le proprie produzioni".

Dalla Basilicata, in cui turismo e agricoltura sono i capisaldi dell'economia regionale, ci giunge il commento di Francesco Viggiano, della Fe.Vi. Frutta (nella foto a destra). "Notiamo una ripresa molto timida, ma dai villaggi turistici ancora non abbiamo richieste. Stiamo fornendo soltanto alcuni lidi e ristoranti. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, abbiamo ripreso con soltanto il 30% dei nostri abituali clienti, senza considerare che abbiamo perso già 3 mesi (marzo-aprile-maggio) di vendite verso le strutture ricettive locali. Le prossime due settimane saranno decisive: se la curva dei nuovi contagi dovesse seguire lo stesso trend positivo di questi giorni, anche dopo la totale riapertura dei confini regionali, si potrebbe avere un boom di prenotazioni verso mete turistiche e, quindi, la decisione degli italiani di concedersi qualche giorno di ferie".

"Un'emergenza pandemica, scoppiata proprio a ridosso delle festività pasquali e delle altre ricorrenze nazionali, che ha cambiato radicalmente le abitudini dei viaggiatori, ridimensionato i bilanci delle aziende e, di conseguenza, ridotto gli investimenti dell'intero indotto turistico".

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