Negli ultimi tempi, pare ci sia stato un aumento graduale della domanda di ortaggi quali broccoletti, cavoli e finocchi, ma per via dei costi di produzione elevati, ai coltivatori non rimane molto margine di guadagno. Stabile la campagna del carciofo per le aziende di trasformazione, con prezzi costanti e guadagni molto vicini al costo stesso di produzione. In piena campagna il pomodoro da industria: i trapianti sono iniziati circa venti giorni fa. Questa l'analisi di Giuseppe Bracone (nella foto sotto), coordinatore dell'omonima azienda agricola, situata nel distretto pugliese della Capitanata (Foggia).

"La coltivazione del pomodoro da industria vede al momento aspetti positivi e negativi. Positivi perché, innanzitutto, il costo del carburante è ai minimi storici (0,42-0,50 euro al litro): un vantaggio importante, che vede un netto risparmio per la preparazione del terreno pre-trapianto. Altro fattore favorevole è stato l'anticipo dell'erogazione di risorse idriche, laddove siano presenti condotte del Consorzio di bonifica della Capitanata, erogazione in primis prevista solo dal mese di giugno, a causa dell'inverno senza piogge. Questo aveva lasciato i coltivatori di pomodori senza speranza, ma le precipitazioni di circa 48 ore nel mese di aprile hanno spinto il Consorzio di bonifica ad anticipare l'erogazione dell'acqua per uso irriguo", continua Bracone.
Il lato negativo è rappresentato dallo scioglimento di quel "simbolico" tavolo di trattativa tra le industrie conserviere e i produttori di pomodoro (cfr. FreshPlaza del 7/05/2020). "Non c'è speranza di aumenti per il prodotto finale".
Critica anche la fase di trapianto del pomodoro, che, accavallandosi alla raccolta di asparago, vede il problema della manodopera sempre più allarmante. "A causa delle restrizioni emesse per contrastare la diffusione del Covid-19, molti braccianti provenienti dall'Est Europa non riescono ad arrivare in Italia".

E un'ultimo commento, Bracone lo fa sulla campagna asparagi. "Ci sono sempre meno introiti per i produttori della Capitanata. Ormai da giorni, le quotazioni all'origine non superano l'euro. Se si pensa ai costi di lavorazione del prodotto, i bassi margini di guadagno spingono i produttori a lasciare il prodotto in campo, in alcuni casi".
"Si spera in un'estate non molto torrida e che tutti i prodotti agricoli italiani vengano sempre più apprezzati, perché dietro ogni singola referenza c'è davvero tanto sacrificio", conclude il produttore.