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Enorme impatto della pandemia Covid-19

Spagna: in crisi il settore fragole e piccoli frutti

La mancanza di manodopera nella provincia spagnola di Huelva e le restrizioni alla mobilità delle persone, sia europee che provenienti dai paesi terzi, a causa dalla crisi sanitaria di Covid-19, hanno reso quasi inevitabile che i produttori di bacche della Spagna siano stati costretti ad abbandonare parte delle colture e alcuni, infatti, lo stanno già facendo.

Allo stesso tempo, il consumo di piccoli frutti è diminuito notevolmente, mentre la produzione è in pieno corso e ciò fa sì che l'offerta sia superiore alla domanda.

Di fronte a questa situazione, le organizzazioni agrarie hanno chiesto il sostegno delle amministrazioni per facilitare la ricerca di manodopera. Interfresa ha inoltrato questa richiesta alla Sottodelegazione del Governo di Huelva e al Consiglio del Lavoro del Governo andaluso e Freshuelva ha fatto lo stesso con il Ministero dell'Agricoltura.

Il direttore di Freshuelva, Rafael Domínguez, riferisce che il ritmo di raccolta delle fragole è stato rallentato a causa della mancanza di braccianti e che parte della produzione resta negli stabilimenti. Domínguez afferma che, attualmente, i produttori stanno ricorrendo alla fornitura dei loro frutti all'industria di trasformazione. Se agire in questo modo diventerà difficile per i coltivatori, essi abbandoneranno immediatamente parte delle loro colture.

Il direttore di Freshuelva sottolinea che la maggior parte della produzione di fragole destinata all'industria della trasformazione viene di solito raccolta a maggio e giugno, il che dà un'idea della situazione eccezionale di questa campagna. "La frutta oggi viene destinata alla trasformazione due mesi prima del solito e i raccolti vengono abbandonati".

Per quanto riguarda il consumo, Domínguez afferma che la situazione sta causando una riduzione della vendita di frutta nei piccoli negozi e nei mercati comunali. Inoltre, la chiusura dei ristoranti e dei mercatini rionali ha peggiorato le cose. Tutto questo si traduce in perdite significative per il settore. La maggior parte delle vendite si effettua nelle catene di supermercati, che in condizioni normali rappresentano il 50% del volume totale e che non hanno la capacità di compensare la perdita di altri canali di smercio.

Inoltre, il consumo di frutti di bosco, come quello di altri prodotti, è diminuito in tutta Europa e il fatto che i camion stiano tornando vuoti ha aumentato i costi di esportazione verso i paesi dell'Unione Europea.

In questo scenario, Freshuelva ha chiesto al governo misure di credito ed esenzioni fiscali come quelle concesse ad altri settori.

Fonte: huelvainformacion.es


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