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Il mirtillo, da coltura estensiva a intensiva grazie alle tecniche in fuori suolo

"La coltivazione del mirtillo sta aumentando rapidamente in tutto il mondo e, insieme ad essa, la richiesta del substrato in fibra di cocco su cui coltivare", afferma Wim Roosen dell'azienda Dutch Plantin. Il mirtillo era una coltura in pieno campo, ma oggi la maggior parte dei nuovi progetti utilizza tecniche di coltivazione idroponica, offrendo nuove opportunità e, naturalmente, presentando nuove sfide.

Ettari di piante di mirtillo, tutte ben allineate e protette dalle condizioni meteo, in serre con strutture in alluminio. E' uno spettacolo conosciuto per Wim Roosen della Dutch Plantin. La coltivazione in fuori suolo del mirtilli è in crescita.

"La domanda da parte del commercio al dettaglio di una fornitura costante e per tutto l'anno, è una delle cause dello sviluppo del settore produttivo del mirtillo", afferma Wim. "Inoltre, grazie alle nuove conoscenze e varietà, le rese delle produzioni in fuori suolo continuano ad aumentare, rendendo più interessante una coltivazione intensiva. Anche la manodopera, che comunque rimane un problema, diventa più gestibile grazie a nuove varietà con frutti più grandi, che aumentano la resa per metro quadrato. Raccogliere 7-8 kg l'ora, invece di 4-5 kg, si traduce in una riduzione dei costi, il che rende il prodotto più economico e quindi più interessante per i supermercati e i consumatori".

I numeri mostrano che la resa per metro quadrato di una coltivazione idroponica può essere fino a 5 volte superiore a quella della produzione in pieno campo. "La resa media in campo aperto, in tutto il mondo, è di circa 6 tonnellate per ettaro, per substrati che vanno dalle 20 alle 30 tonnellate", stima Wim, mostrando così perché molte delle nuove aziende di coltivazione di mirtilli abbiano scelto la tecnica idroponica in fuori suolo.

"Quello che vediamo, quello che vede il nostro giovane Julio in Messico, è che nel suo Paese ci sono 5.500 ettari di mirtilli. Cresce molto rapidamente e l'80% dei nuovi coltivatori sceglie il fuori suolo. E questo è solo l'inizio. La maggior parte dei coltivatori messicani lavora in pieno campo, ma un numero crescente di nuovi agricoltori opta per le colture protette. A causa delle rese più elevate, vogliono avere una sorta di assicurazione, proteggendo il raccolto con uno schermo o una rete. Le soluzioni per l'irrigazione, la protezione biologica delle colture, e persino le soluzioni per il controllo degli eventi climatici, fanno sì che i mirtilli crescano sempre di più come colture in serra. Quella del mirtillo era una coltura estensiva, ma sta diventando sempre più intensiva".

Il trend dei mirtilli vede l'ascesa di mercati come il Messico, così come Paesi come il Perù e la Colombia. "Mentre vediamo che in Cile, storicamente un importante attore sul mercato dei mirtilli, proprio come negli Stati Uniti e in Canada, molti coltivatori che vogliono raggiungere rese più elevate preferiscono estendere le colture, mentre i coltivatori di Messico, Perù e Colombia hanno scelto di intensificare le coltivazioni e raggiungere le stesse rese con superfici ridotte. Questi mercati sono in piena attività". Inoltre, Wim indica il Marocco come un protagonista importante per l'esportazione verso l'UE.

Il crescente mercato dei mirtilli è molto importante per la Dutch Plantin, poiché sempre più coltivatori scelgono di coltivare su substrato in fibra di cocco. Uno sviluppo notevole, poiché si credeva che le piante prosperassero meglio su un substrato a basso pH. "Prima si pensava che nel substrato dovesse esserci la torba o la perlite, o che il pH del substrato dovesse essere abbassato aggiungendo muschio di torba. Oggi i coltivatori vedono che i mirtilli crescono bene anche sulla fibra di cocco pura. Questa tipologia di substrato è nata in Messico oltre un decennio fa, e i risultati si stanno diffondendo in tutto il mondo".

I coltivatori sono ottimisti al riguardo, ma per essere sicuri la Duth Plantin sta facendo una prova quinquennale in Spagna. "Vogliamo conoscere i risultati esatti, prima di dire che coltivare sul cocco puro sia meglio che su una miscela – ma vediamo che i coltivatori hanno già deciso in tal senso. Delle nuove aziende di coltivazione in Messico, il trenta per cento ora acquista una miscela con la torba, il settanta per cento acquista cocco puro".

Importante nella scelta del substrato è la qualità e la stabilità del prodotto, aggiunge Wim, mostrando la miscela Coco-10 creata da midollo, fibra e trucioli, per garantire una crescita ottimale del raccolto. "In generale, nel mercato dei substrati c'è una grande distanza tra i fornitori che vendono prodotti stabili di alta qualità, trasformati attraverso l’utilizzo di macchine affidabili e immagazzinati per ottenere maturazione e umidità preferite, e i fornitori che optano per un processo veloce, anche se sentiamo da molti coltivatori che i risultati non sono quello che si aspettavano, né quello che si sarebbero aspettati. Il mix e le preferenze del substrato possono differire da coltivatore a coltivatore, ma la qualità e la stabilità sono comunque importanti".

L'aumento dell’utilizzo del cocco può essere una tendenza importante, poiché c'è una carenza di torba e in generale, una tendenza a evitarne l’uso. "Per i mirtilli, in particolare, abbiamo visto che il terriccio può essere un buon prodotto, ma solo quando l'industria del terriccio è vicina e conveniente. Diversamente, i coltivatori tendono a cercare un altro tipo di substrato".

Tuttavia, anche se l'offerta globale di cocco è in aumento, i fornitori potrebbero non essere in grado di rispondere alla crescente domanda di substrati. "La domanda di substrati crescerà enormemente nei prossimi trent'anni, e inoltre c'è una tendenza a ridurre lo sfruttamento della torba. Ora si parla del Messico come di un mercato in crescita, ma le previsioni prevedono che la domanda cinese influirà sul mercato globale. A nostro avviso, dovranno essere utilizzati substrati diversi in quelle colture e in quelle regioni", secondo Wim. "Ad esempio, il cocco è di solito il migliore  substrato nelle regioni più calde, mentre la lana di roccia può essere la soluzione giusta nelle regioni più fredde. In questo modo è possibile rispondere alla crescente domanda in tutto il mondo".

Per maggiori informazioni 

Dutch Plantin
T: +91-422 25 62 501 
T: +31-492 74 75 60 

Data di pubblicazione:
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