Le aziende di vertical farming affrontano la nuova situazione post-pandemia

La crisi pandemica generata dall'incontrollato diffondersi del Covid-19 sta avendo un impatto enorme su molte industrie, a causa delle misure adottate in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e sugli alimenti. Anche l'agricoltura verticale è stata colpita dal virus, poiché molte aziende forniscono i loro prodotti ortofrutticoli alla rete Horeca, oggi impossibilitata a operare. Ora la maggior parte dei ristoranti sono chiusi, e perciò i fornitori devono trovare delle soluzioni per i loro prodotti. Abbiamo contattato aziende specializzate nel vertical farming in diversi Paesi per vedere quali misure abbiano intrapreso per combattere il Covid-19.

Cosa fare con i prodotti?
"Molti hanno subito delle chiusure totali, con annullamento di tutti gli ordinativi, quindi adesso puntano sulla consegna a domicilio e sulla CSA (Community Supported Agriculture). Attraverso le pagine dei gruppi di quartiere su Facebook, ad esempio, promuovono presso i loro vicini la vendita di microgreen freschi", afferma Larry Hountz della City Hydro Systems, azienda di coltivazione di microgreen nella città di Baltimora. "Questa soluzione probabilmente continuerà anche dopo che saranno riaperti i ristoranti e la gente tornerà a mangiare fuori, per mantenere un nuovo flusso di entrate".

Larry e Zhanna Hountz della City Hydro Farm mostrano i loro micro-ortaggi freschi.

Ottimizzare le giacenze
Anche Ard van de Kreeke della Growx con sede ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, afferma che gli ordini sono cessati del tutto. "Il periodo di crescita della maggior parte di questi prodotti è di 4 o 5 settimane, quindi se devo consegnare entro 4 settimane devo seminare adesso. Non posso fermare la produzione. Per le prossime tre settimane, dovremo liberarci di tutto quello che produce la nostra serra. Ora proviamo a raccogliere tutto e a fare in modo che i nostri clienti producano trasformati, pur di non scartare il prodotto".

Un dipendente raccoglie lattuga fresca presso la Growx

Vendita diretta ai clienti
A Taiwan, il team della YesHealth Taiwan sta creando un marchio di insalate per portare i consumatori a un consumo più frequente del prodotto. "La percentuale di vendita diretta al consumatore è ora di circa il 35%", afferma Stella Tsai della YesHealth Taiwan. "A Taiwan, l’azienda ha tre principali canali di vendita: il primo è quello all'ingrosso, il secondo è la vendita diretta al consumatore finale e il terzo agli hotel e ai ristoranti. Di questi, i primi due sono i più importanti. Il Covid-19 ha causato una riduzione del 30% per il settore alberghiero e della ristorazione, a causa della mancanza di clienti. Ma, allo stesso tempo, le vendite al commercio all'ingrosso e ai consumatori finali, attraverso il nostro negozio online, sono aumentate di oltre il 40%. Questo perché le persone vogliono acquistare verdure e cucinare a casa".

Grahame Dunling della Uns Farms, un’azienda verticale su larga scala all'interno di un complesso di magazzini situato negli Emirati Arabi Uniti, afferma: "Poiché i nostri distributori gestiscono le vendite sia al settore Horeca che al dettaglio, noi ci occupiamo della coltivazione. Pertanto, abbiamo diversificato, così da non dipendere troppo da determinati segmenti di mercato, come lo sono i nostri distributori".

Il direttore della Jesper Hansen del gruppo YesHealth controlla i prodotti

Altre destinazioni?
Poiché la maggior parte dei ristoranti sono chiusi, la gran parte delle opzioni sembra essere fuori dalla loro portata. Tsai commenta: "Con molti ristoranti chiusi, abbiamo dovuto prendere in considerazione delle alternative. Fortunatamente, trasformiamo già parte del nostro raccolto in integratori. Ad esempio, abbiamo trasformato il nostro cavolo verde in polvere probiotica, che fa bene allo stomaco".

"Il sostegno al settore dell'ospitalità che ho visto a livello locale, mi ha sorpreso. Molte richieste di delivery, utilizzo del take away, raccolta fondi attraverso GoFundMe ecc. Rimaniamo uniti e ce la faremo", aggiunge Hountz.

Cosa fare adesso?
Dunling continua: "La nostra vision è da sempre rivolgerci alle masse contribuendo a contrastare la dipendenza dalle importazioni e sviluppare un'autonomia alimentare. Tutto ciò che possiamo fare ora è continuare a fornire le nostre insalate fresche, poiché la coltivazione indoor ci consente di essere relativamente sicuri rispetto ai fattori esterni".

L’azienda di vertical farming Uns City Farm

La Hydro City Farm ha ancora un’abbondante fornitura da smaltire, ma ci sono alcune preoccupazioni, come le forniture a clienti cinesi che non hanno ancora ripreso le loro attività: "Sono ancora in coprifuoco: una persona è autorizzata a lasciare la propria abitazione ogni 3-4 giorni, per acquistare alimenti e altri oggetti, ed è così da dicembre. A meno che questo non sia un virus stagionale e le temperature calde riescano a sconfiggerlo, vivremo questa situazione ancora per un po' di tempo".

Per maggiori informazioni:
City Hydro Systems
Larry Hountz, Owner
larry@city-hydro.com
www.city-hydro.com 

 

Growx Amsterdam
Ard van de Kreeke, Owner
www.growx.co

 

Uns Farms
Mehlam Murtaza, Owner
Grahame Dunling, CEO
grahame@unsfarms.com 
www.unsfarms.com 

 

YesHealth Taiwan
Jesper Hansen, International Business Development Director
jesperhansen@yeshealth.com.tw
www.yeshealth.com.tw 


Data di pubblicazione:
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