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Dibattito in Spagna

Aprire o no le frontiere alla manodopera stagionale marocchina per la raccolta fragole?

Diverse associazioni, come Freshuelva, Interfresa, Asaja e Cooperativas Agroalimentarias, hanno tenuto una riunione sulla crisi in atto, per analizzare gli eventi che interessano il settore dei piccoli frutti a Huelva, in Spagna, compresa la possibile carenza di raccoglitori durante il picco nella produzione di fragole e altri piccoli frutti, nonché l'inizio della stagione delle drupacee, che coincide anche con quella degli agrumi. I confini con il Marocco, un Paese che fornisce al settore una parte significativa della manodopera, sono stati chiusi a causa del Coronavirus. Tuttavia, esistono diversi pareri sull'opportunità di forzare o meno l'arrivo di lavoratori stagionali stranieri, vista l'evoluzione della pandemia.

"La chiusura delle frontiere, dovuta alla diffusione del Coronavirus, ha fermato l'arrivo dei lavoratori marocchini: un blocco che può pesare negativamente sul settore, considerando che la produzione raggiungerà il picco nelle prossime settimane", ha dichiarato Rafael Dominguez, direttore di Freshuelva.

"Sono arrivati solo dal 35 al 45% dei lavoratori marocchini che ci aspettavamo in questo periodo. Stiamo aspettando che il Segretario di Stato confermi se potremo contare o meno sui lavoratori marocchini che abbiamo assunto", ha aggiunto. "Ci aspettavamo anche l'arrivo di lavoratori provenienti dai Paesi dell'Europa orientale, come Romania e Bulgaria, che non sono riusciti ad arrivare perché alcuni Paesi hanno chiuso le loro frontiere. Dobbiamo sapere quali soluzioni saranno adottate dalle pubbliche amministrazioni per garantire che la fornitura non venga interrotta", aggiunge Dominguez.

"Al momento esiste ancora una domanda nazionale e internazionale. Continuiamo a produrre e fornire sia il mercato interno che i nostri principali mercati di esportazione, come Germania, Francia e Regno Unito, adottando severe norme igieniche e sanitarie per la sicurezza di tutti i lavoratori. Abbiamo anche rifornito l'Italia nei suoi momenti di maggiore bisogno e vogliamo continuare a raggiungere tutta l'Europa. Resta da vedere come reagiranno gli altri Paesi dell'UE. Speriamo che ci sia flessibilità ai confini, in modo che il trasporto delle merci sia il più scorrevole possibile".

Ci sono diversi pareri sulla chiusura delle frontiere. Le istituzioni pubbliche chiedono l'apertura ai lavoratori temporanei, mentre altre società private consigliano di non fare eccezioni, per tutelare la sicurezza dei cittadini.

"Penso che sia un errore applicare le regole e i protocolli per alcuni settori e non per altri", ha dichiarato una società produttrice di piccoli frutti di Huelva, che ha preferito rimanere anonima. "Il prodotto viene ancora inviato al mercato senza problemi. Ci sono ancora ordinativi e l'ingresso dei prodotti alimentari non viene bloccato. E' una situazione delicata e ci riguarda tutti. In gioco c'è molto di più di un raccolto. E' vero che non saremo in grado di raccogliere tutto, ma dobbiamo ritenerci fortunati di continuare a lavorare e mantenere la fornitura”.

"Per migliorare questa situazione, sarebbe interessante se i supermercati non chiudessero a Pasqua, periodo che coincide con il picco della produzione dei piccoli frutti, quando spesso si verificano situazioni di stoccaggio massivo, simili a quelle che abbiamo visto in questi giorni, così come di sovrapproduzione. Se la grande distribuzione e i mercati centrali quest'anno chiudessero, potrebbe essere disastroso".


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