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Nuova Zelanda in allerta per la cimice asiatica

La Nuova Zelanda è in allerta per un'invasione della cimice asiatica (Halyomorpha halys), parassita tristemente noto, che è considerato il più grande rischio alla biosicurezza che il paese deva affrontare.

Gli agricoltori europei hanno già riportato danni su larga scala. L'Italia è stata colpita particolarmente forte in estate, con danni alle colture frutticole di mele, pere, kiwi, uva e drupacee che superano i 400 milioni di euro. Ciò sta portando alcuni agricoltori ad abbandonare per sempre i loro campi.

Gli scienziati neozelandesi stanno lavorando insieme ai colleghi italiani per contribuire allo sviluppo di nuovi metodi per il monitoraggio e il controllo degli insetti. Come la Nuova Zelanda, anche l'Italia ha una grande gamma di prodotti ortofrutticoli, spesso coltivati in lotti misti relativamente piccoli. Questo sistema favorisce la diffusione della cimice, dal momento che può facilmente passare da una coltura a un'altra.

"Ci sono sistemi di coltivazione mista dove in un campo ci possono essere kiwi e in un altro pere - spiega Catherine Duthie, del Ministero delle industrie primarie (MPI) - Quindi ciò fornisce un'opportunità molto buona ai parassiti per spostarsi e nutrirsi dei loro frutti preferiti". 

Halyomorpha halys è originaria dell'Asia, dove il suo numero viene tenuto sotto controllo da predatori naturali come la vespa samurai, che deposita le sue uova all'interno delle uova della cimice. La vespa samurai ha le stesse dimensioni di una formica e non presenta tutte le abitudini fastidiose della vespa comune. Il rilascio di questa vespa in Nuova Zelanda è stato approvato in caso dovesse verificarsi un'invasione della cimice asiatica.

Fonte: stuff.co.nz

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