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Focus sul mercato mondiale dei mirtilli

I prezzi elevati e il crescente consumo di mirtilli degli ultimi anni hanno fatto sì che volumi e areali di coltivazione aumentassero. Soprattutto in Sud America è in corso una battaglia per aggiudicarsi la prima posizione tra Cile (al primo posto) e Perù (al secondo). Allo stato attuale, i volumi sembrano crescere più rapidamente del ritmo di acquisto da parte del consumatore e ciò mette le quotazioni sotto pressione sul mercato globale.

Sudafrica: i dati provvisori mostrano una crescita di 4.000 ton e la prospettiva di un'ulteriore crescita
L'attuale stagione delle esportazioni è terminata in Sudafrica. I risultati finali non si conoscono ancora, ma secondo gli ultimi dati sono state esportate 12.200 tonnellate, ovvero 4.000 ton in più rispetto alla stagione 2018/19 (7.572 ton). Questa crescita è in linea con le aspettative del settore.

Nei prossimi anni si dovrebbero aggiungere altri 1.000 ettari, che nei prossimi cinque anni porteranno la superficie totale a 3.400 ha. Nel 2013 la superficie era ancora di 437 ha. Capo Occidentale è la zona di coltivazione dominante per i mirtilli, ma la coltura è presente in ogni parte del Paese e ciò è possibile grazie allo sviluppo di varietà che hanno bisogno di temperature non troppo basse. Nei primi anni di coltivazione dei mirtilli c'erano ancora pochi coltivatori ed esportatori sul mercato.

I prezzi domestici sono diminuiti notevolmente. Il livello più basso mai raggiunto è stato a dicembre 2019, con 1,48 euro/kg. Quattro anni fa la quotazione era di 12,70 euro/kg.

Messico: prezzi bassi destano preoccupazione tra i coltivatori
In Messico la stagione dei mirtilli va da settembre a giugno, raggiungendo il picco tra febbraio e aprile. Quest'anno si è verificato un ritardo causato da temperature più basse nel Paese, ma ciò non ha avuto alcun impatto su volume e qualità. Il quantitativo di mirtilli messicani è in aumento e ciò mette sotto pressione i prezzi. Sul mercato ci sono più nazioni che offrono volumi maggiori e di buona qualità, perciò i mirtilli migliori non si vendono più così facilmente sul mercato. Di conseguenza, i coltivatori messicani stanno spostando l'attenzione sulla coltivazione di cultivar speciali, come la Jumbo. Il mercato più importante per il Paese resta il Nord America.

Cile: cresce la coltivazione di mirtilli biologici
In Cile la maggior parte dei mirtilli proviene dal centro della nazione. I volumi, inoltre, sono superiori a quelli dell'anno scorso. La maggior parte dei mirtilli viene inviata negli Stati Uniti, ma il volume è in calo. Al contrario, le esportazioni verso Europa e Asia stanno aumentando. Il Cile si sta concentrando sulla coltivazione di mirtilli biologici, tanto che nel 2019 il volume è aumentato del 35% rispetto al 2018.

Perù: lotta per accaparrarsi il primo posto
Negli ultimi anni il Perù è cresciuto parecchio in termini di produzione ed export di mirtilli. Attualmente è in competizione con il vicino Cile per la conquista della prima posizione come mercato d'esportazione di mirtilli a livello globale. Come succede per il Cile, la maggior parte dei volumi peruviani viene inviata negli Stati Uniti, ma l'export verso Europa e Asia è in aumento.

Paesi Bassi: grandi volumi di mirtilli sul mercato
Secondo gli importatori olandesi la vendita di mirtilli al momento procede in maniera difficoltosa nel senso che i volumi sono enormi e le vendite non sono proporzionate. Il volume a disposizione è notevole e arriva più dal Cile che dal Perù. I prezzi sono su un livello basso fin dal periodo natalizio. Di conseguenza, la qualità delle bacche è molto variabile. Nel frattempo, i primi mirtilli marocchini sono in fase di raccolta.

Germania: il Perù domina il mercato
Al momento, in Germania i mirtilli arrivano principalmente da Perù, Cile e Marocco, che non sono le uniche origini, il che significa che sul mercato c'è un eccesso di offerta e, di conseguenza, una pressione sui prezzi. Un commerciante che acquista i suoi prodotti principalmente al mercato all'ingrosso di Francoforte, dichiara: "Notiamo che ogni anno a gennaio e febbraio il potere d'acquisto è basso e la domanda è relativamente poca. Il settore al dettaglio cerca di contrastare questa situazione offrendo i mirtilli in promozione. Tuttavia, anche nel commercio all'ingrosso è presente una grande varietà di merce". I calibri grandi della varietà popolare Duke si vendono a un prezzo medio di 4,75 euro nei mercati all'ingrosso tedeschi.

Inoltre, in Germania si coltivano sempre più mirtilli. Nello stato federato della Bassa Sassonia otto aziende si sono unite e hanno formato la Blaubeergarten GmbH, incrementando il loro valore commerciale. I mirtilli tedeschi vengono selezionati e confezionati in un unico sito per tutta la stagione (da giugno ad agosto). "Il nostro passo successivo sarà prolungare il più possibile la campagna avvalendoci di tecniche di stoccaggio refrigerato moderne. Inoltre, sul breve termine, in questo stesso sito vogliamo smistare e imballare mirtilli biologici".

Francia: quattro origini sul mercato
In Francia la domanda di mirtilli aumenta anno dopo anno. Al momento sul mercato ci sono quattro origini, ovvero Perù, Cile, Spagna e Marocco. Il mirtillo cileno è sul mercato con prezzi bassi; già dall'inizio della stagione aveva mostrato una qualità migliore rispetto all'anno scorso. Nel complesso, il livello qualitativo risulta più basso rispetto a quello di altri Paesi. Ciò è dovuto soprattutto alla lunga distanza (oltre 5 settimane per via marittima) e alle vecchie varietà coltivate dalla nazione.

Italia: i coltivatori vogliono prolungare la stagione
Attualmente non ci sono mirtilli italiani sul mercato. All'ingrosso si trova prodotto peruviano a prezzi tra 12 e 13,50 euro a vaschetta. L'Italia vuole prolungare la sua stagione di produzione per dipendere meno dall'estero. Le superfici dedicate alla coltivazione di mirtilli sono in forte crescita. Il consumo è incentivato dalla buona reputazione di superfood che vanta il frutto. Il packaging si sta evolvendo per un consumo snack.

"Al momento abbiamo una stagione di 4-5 mesi" dichiara il direttore di un'azienda italiana. "Con le nuove varietà e le nuove tecniche di coltivazione possiamo arrivare a 8 mesi. Durante l'anno, i prezzi per questo prodotto sono stabili. In Italia, i costi di produzione sono alti e l'80% almeno è rappresentato dal costo della manodopera. I mirtilli di alta qualità ricevono la preferenza dei clienti".

Spagna: atteso un surplus e un accavallamento nella stagione
A Huelva la raccolta dei mirtilli è cominciata con le prime varietà, ma i volumi sono limitati. La stagione è iniziata un po' prima quest'anno, ma il clima piovoso non aiuta lo sviluppo di questi frutti. Inoltre, non si dovrebbero registrare volumi significativi fino a metà febbraio. La presenza del Marocco è in aumento sul mercato europeo, ma la maggior parte delle aziende spagnole importano da Cile e Perù e gli ultimi mirtilli dal Sudafrica. Inoltre il Messico comincia a prendere piede in Europa. I grandi volumi dal Cile arriveranno solo nelle settimane 7, 8 e 9 e ciò determinerà un accavallamento con l'inizio della stagione spagnola. Al momento, i mirtilli spagnoli hanno prezzi soddisfacenti e un po' più alti di quelli ottenuti dai frutti cileni.

La stagione scorsa si è verificato un surplus che ha avuto conseguenze disastrose per il settore. Quest'anno si prevede una situazione persino peggiore. Negli ultimi sette anni il comparto è cresciuto molto e ancora non si è raggiunta la capacità massima in termini di superfici coltivate e volumi. Il 70% dei volumi arriva ad aprile e maggio, quando le varietà Star e Ventura raggiungono il picco.

Cina: più nazioni esportano sul mercato
In Cina ci sono diverse zone di produzione per i mirtilli, ma attualmente la stagione non è ancora cominciata, in quanto partirà intorno a marzo-aprile. L'offerta di mirtilli è costituita al momento sostanzialmente da produzioni importate. I due principali fornitori di mirtilli per la Cina sono Cile e Perù. Il Perù ha cominciato a esportare a settembre e le vendite sono state soddisfacenti, con prezzi adeguati. Il Cile è arrivato un po' più tardi, quando la stagione peruviana era quasi terminata e cominciavano le festività cinesi.

Inoltre, sono sempre di più i Paesi che ottengono l'accesso per l'export di mirtilli in Cina. Nel 2019, l'Argentina ha esportato in Cina per la prima volta, ma è arrivata su un mercato difficile. La concorrenza con Perù e Cile ha influito sulle vendite di mirtilli argentini che, non essendo ancora molto conosciuti, devono sapersi distinguere meglio sul mercato.

A ottobre anche l'Uruguay ha effettuato la sua prima consegna in Cina. Per questo Paese è difficile competere perché deve sostenere una tariffa d'importazione elevata del 30%, mentre i due principali concorrenti, ovvero Cile e Perù, non devono sostenere tariffe di importazione. Alla fine del 2019, il Messico ha ottenuto un accordo con la Cina per esportare i mirtilli nel Paese. L'offerta di questi piccoli frutti aumenta ogni anno e anche la domanda segue questa tendenza. Pertanto il mercato dei mirtilli si sta sviluppando bene in Cina.

Stati Uniti: mercato in ripresa dai prezzi bassi di dicembre
Negli Stati Uniti i prezzi dei mirtilli stanno nuovamente aumentando fino a livelli normali. A dicembre, i prezzi erano diminuiti a causa dei grandi volumi presenti. La quotazione è addirittura scesa sotto la soglia di pareggio e la situazione è risultata completamente opposta a quella di dicembre 2018, quando i prezzi sul mercato erano alti. Essendo aumentati i Paesi che esportano mirtilli negli Usa, a dicembre i volumi erano cresciuti. Oltre che da nazioni produttrici tradizionali come Cile e Argentina, negli Stati Uniti arriva un numero maggiore di mirtilli anche da Perù e Messico. Il Cile continua a essere il player dominante in questo settore. Un volume limitato arriva anche dalla California.

Australia: rapporti discordanti sulle prospettive di stagione
Il picco della stagione australiana dei mirtilli è in vista, ma sono discordanti i rapporti relativi alle condizioni di coltivazione. Sembra che la siccità stia influenzando le aree di coltivazione settentrionali nel Nuovo Galles del Sud, come anche la carenza idrica e i danni dovuti a temporali e grandine registrati all'inizio della primavera. Altri rapporti parlano di un grande volume di mirtilli di alta qualità e quindi di una lunga stagione. A gennaio anche le coltivazioni in Tasmania e Victoria sono in piena fioritura. Sebbene la produzione nel Paese sia cresciuta di oltre il 42% tra il 2017 e il 2018, l'export australiano è diminuito del 38% nello stesso periodo.

Nuova Zelanda: si spera in un'annata come quella del 2019
In Nuova Zelanda i coltivatori sperano in una stagione come quella dell'anno scorso, quando è stato raggiunto il livello record di consumo di 7 milioni di vaschette di mirtilli e il fatturato di vendita nei supermercati è stato di 14,9 milioni di euro.


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