Il reportage fotografico del Global Tomato Congress

Gli sviluppi del settore pomodoro

Dalle sementi alla vendita al dettaglio, passando per tutti gli anelli della filiera. Questo il gruppo target del Global Tomato Congress, tenutosi di recente a Rotterdam, nei Paesi Bassi. Visitatori e relatori hanno discusso su come il settore del pomodoro possa continuare a crescere. Concentrarsi sulla diversità può essere una garanzia, ma ci sono state anche alcune voci discordanti.

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Troppi pomodori?
Un esempio arriva da Stephan Weist della tedesca REWE Group. Il manager ha riferito che il Gruppo si è ritrovato non meno di 870 SKU (unità di stoccaggio) di pomodori. Secondo Stephan, questo rende (inutilmente) difficile la scelta per il consumatore, il quale acquista soprattutto poche varietà o i suoi marchi preferiti. Stephan vorrebbe quindi tornare a "solo" 24 SKU, anche per evitare grattacapi logistici al rivenditore.

Questo non sarà facile perché i breeder, tra gli altri, sviluppano costantemente nuove varietà che, in collaborazione o meno con gli operatori commerciali, finiscono sugli scaffali in una vasta gamma di imballaggi. Arend Schot di Syngenta ha sottolineato la tendenza del "romantico retrò": i consumatori vogliono cucinare i pomodori come facevano le loro nonne. Le società di breeding stanno rispondendo con nuove varietà "antiche".

Jörg Werner (Rijk Zwaan), Pilar Checa (Syngenta), Cees Kortekaas (Axia Vegetable Seeds) e Hans Verwegen (Enza Zaden).

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Concept nella filiera dei pomodori
Non si tratta più solo di varietà create dalle società sementiere, ma di concept completi sviluppati intorno alle cultivar e commercializzati insieme ai coltivatori, e persino alla Gdo.

"Siamo in grado di preparare un concept e una strategia di comunicazione, ma non siamo la parte esecutiva", hanno detto durante la tavola rotonda Jörg Werner (Rijk Zwaan), Pilar Checa (Syngenta), Cees Kortekaas (Axia Vegetable Seeds) e Hans Verwegen (Enza Zaden). Alla fine, questi concept vengono realizzati dal settore al dettaglio.


Jasper Verhoeven


Peter Klapwijk (2Harvest), Piet Hein van Baar (Signify), Theo Tekstra e Leo Lansbergen (Fluence by Osram)

Illuminazione e tecnica
Oltre alla tavola rotonda principale, ci sono stati anche due dibattiti durante i quali sono state discusse le strategie su imballaggio e coltivazione.

Durante i dibattiti, tra gli altri, si è discusso sul controllo del virus ToBRFV (Tomato Brown Rugose Fruit Virus), oltre all'utilizzo della luce diffusa (Svensson) e all'uso di tecniche per ottimizzare le condizioni climatiche (KUBO). La partecipazione dei coltivatori olandesi di pomodori non è stata numerosa a Rotterdam, a differenza dei colleghi belgi.

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Maura Maxwell ha intervistato David Del Pino di Freshtrategy e Antonio Domene di CASI in una sezione del programma incentrato sulla Spagna.

Coltivazione per tutto l'anno
Nel corso del convegno, anche Piet Hein van Baar della Signify, Theo Tekstra e Leo Lansbergen della Fluence by Osram e Peter Klapwijk della 2Harvest hanno parlato degli ultimi sviluppi in illuminazione nella produzione dei pomodori.

Aggiungendo la luce artificiale nelle serre, l'Europa nord-occidentale riesce sempre più a produrre e commercializzare pomodori tutto l'anno. Ciò potrebbe danneggiare la Spagna e il Marocco, ad esempio, anche se le esportazioni dal Marocco sono aumentate. E ci sono anche sviluppi in corso. La "crisi" spagnola sta costringendo i coltivatori e le organizzazioni di vendita a lavorare insieme e, in tempi difficili, si è più disponibili, secondo David Del Pino della Freshtrategy e Antonio Domene della CASI.

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