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Tante brassiche e prezzi in confusione

"Svolgere un'attenta e mirata programmazione delle brassiche è diventato fondamentale, specie per quelle aziende agricole che sono specializzate in orticoltura. Questa operazione, solitamente implementata nel mese di maggio, permetterà di capire quanti ettari, quali varietà e quando mettere a dimora le piantine. E' necessario avere un preciso calendario produttivo per garantire volumi e qualità  costanti ai mercati, dall'inizio alla fine della stagione, oltre a evitare problemi di surplus di prodotto e guerre commerciali", cosi spiega l'agronomo pugliese Pasquale Napolitano.

"Il cavolfiore, ad esempio, viene programmato a seconda dei cicli colturali. Si parte da cultivar che necessitano di 70 giorni dall'epoca di trapianto (fine luglio) alla maturazione del corimbo, si prosegue con quelle varietà che abbisognano di 90-100 giorni, per poi concludere con quelle a 240 giorni (trapiantati a fine settembre)".

"Attualmente, siamo nel pieno della raccolta della maggior parte delle brassiche; una campagna che, solitamente, ha inizio nella prima decade di ottobre con le cultivar precoci e prosegue per tutto aprile. La campagna 2019 vede un anticipo di oltre 15 giorni, dovuto sia all'andamento climatico piuttosto caldo, sia ai venti di Scirocco. Si registra, infatti, un accavallamento di molte varietà e quindi a un'offerta maggiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un trend climatico che, nonostante le piogge anche intense, sta proseguendo anche in questi ultimi giorni".

Invece, un produttore ci racconta: "La commercializzazione delle brassiche è ormai aperta da oltre un mese, ma sul mercato sembra esserci una grossa confusione a livello di prezzi. Le quotazioni, infatti, oscillano da 0,30 ai 1,50 €/kg, mettendo così a dura prova i buyer nel comprendere quale potrebbe essere il prezzo giusto. Una grossa percentuale di prodotto non presenta caratteristiche commerciali ideali, ma spesso queste situazioni sono visibili solo nel momento della spesa. Quello che più spaventa, però, sono le temperature. Si potrebbe ipotizzare un grosso vuoto dell'offerta su tutte le varietà a partire già da febbraio, specie se l'inverno tarderà ad arrivare".


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