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Ottobre 2019: il quarto più caldo degli ultimi 150 anni

E' terminato da pochi giorni un mese di ottobre fuori dagli schemi, caratterizzato da tanto sole, poche piogge e temperature al di sopra delle medie stagionali (con punte anche di 30°C); fenomeni climatici che l'hanno contrassegnato come il quarto ottobre più caldo degli ultimi 150 anni.

A farne le spese è stato proprio il comparto agricolo, già duramente compromesso dai fattori climatici e commerciali dei mesi precedenti. In queste ultime settimane, infatti, a causa delle alte temperature, oltre alla perdita di molti grappoli d'uva, alla precoce maturazione delle verdure e alla riduzione dei consumi di frutta tipicamente autunnale, gli agricoltori hanno dovuto affrontare l'emergenza siccità, in particolar modo in Puglia e Basilicata.

Sono state proprio le orticole - carciofi, insalate, verze, finocchi - le referenze per le quali gli agricoltori si sono ritrovati con produzioni troppo in anticipo. Una situazione che ha determinato un surplus di prodotto in commercio e, di conseguenza, prezzi non molto entusiasmasti, nonostante si trattasse di prodotti del tutto invernali e quindi nuovi sui bancali.

Un ottobre preoccupante anche per alcuni invasi del meridione. L'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale ha pubblicato alcuni dati circa i livelli delle dighe lucane: 51 milioni di metri cubi di acqua in meno per l'invaso di Monte Cotugno, mentre per la diga del Pertusillo sono 45 milioni i metri cubi di acqua in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Situazione analoga anche per i bacini di San Giuliano, Camastra e Gannano con rispettivamente 20, 7 e 2 milioni di metri cubi di acqua in meno rispetto al 2018.

Si passa da lunghi e intensi periodi di siccità a brevi ma violente precipitazioni. Questi eventi meteorologici estremi, con quantitativi di pioggia superiori, in un solo giorno, a quelli che dovrebbero cadere in 3 mesi, sono sempre più frequenti e distruttivi.

In questi ultimi giorni, il nostro Paese è attraversato da alcune perturbazioni che hanno portato piogge e brusco calo termico. Sembra quindi che novembre abbia esordito con un clima più invernale; in realtà, le previsioni non promettono nulla di buono. Infatti, dopo una brevissima tregua nel ponte di Ognissanti, alcune regioni centro-meridionali, specie quelle adriatiche, vedranno l'ennesima risalita dell'alta pressione, con temperature fino a 24-25°C per buona parte della settimana.


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