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In volo i primi droni per il monitoraggio degli agrumeti siciliani

Effettuati i primi voli dei droni su alcune aziende agrumicole della Piana di Catania, il monitoraggio dello stress idrico degli agrumeti previsto dal progetto "A.C.Q.U.A. – Agrumicoltura Consapevole della Qualità e Uso dell'Acqua". Il progetto è promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia e dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar) dell'Università di Catania, con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation.

Dopo l'avvio della mappatura dei fabbisogni e delle condizioni irrigue in un centinaio di aziende agrumicole "campione" su tutto il territorio siciliano, adesso è stata avviata anche la seconda fase del progetto che permetterà di avere un quadro generale, su tutto il territorio isolano, dell'uso e delle pratiche di utilizzo delle risorse idriche.

"Abbiamo iniziato - spiega Antonio Cancelliere, Ordinario di Costruzioni Idrauliche, Marittime e Idrologia al Dicar e responsabile scientifico del progetto - il monitoraggio ad alta risoluzione degli indicatori di stress idrico degli agrumeti, con l'impiego di tecnologie innovative, attraverso droni dotati di speciali sensori (telecamere multispettrali). L'individuazione di eventuali situazioni di stress idrico delle piante consente di migliorare le pratiche irrigue e in definitiva di ottimizzare l'uso dell'acqua in agrumicoltura".

Veduta aerea ripresa dal drone

"Dal punto di vista tecnico e scientifico – aggiunge il professore - il progetto ha una duplice finalità: da un lato si intende contribuire alla definizione di un quadro conoscitivo sull'uso dell'acqua nella filiera produttiva agrumicola in Sicilia, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, attraverso un'attività di raccolta dati e la successiva elaborazione attraverso tecniche WebGIS. Parallelamente, saranno sviluppate azioni di tipo dimostrativo, volte a diffondere metodologie innovative per l'uso sostenibile delle risorse idriche, tramite l'utilizzo di droni e la realizzazione di un impianto di irrigazione pilota".

"Le attività progettuali – aggiunge Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia - procedono come da cronoprogramma. Abbiamo coinvolto i consorzi di tutela delle produzioni di qualità e le singole aziende associate e non al Distretto, in tutti i territori agrumetati della Sicilia, in modo da avere un approccio sistemico, il primo del genere, al tema dell'irrigazione e delle risorse idriche in agrumicoltura. Al termine delle attività avremo un quadro definito delle esigenze, delle eccellenze che ci sono, ma anche delle criticità che certo non mancano su tutto il territorio siciliano".

"La mappatura - conclude Argentati - a cui stanno lavorando i nostri rilevatori e la rilevazione fatta con i droni offriranno dati empirici e scientifici preziosi, che il Dicar dell'Università di Catania elaborerà in modo unitario, per avere un quadro specifico della situazione. È nostro compito supportare le imprese della filiera agrumicola, su tutto il territorio regionale, nell'affrontare processi di conoscenza e ottimizzazione delle risorse dal punto di vista della qualità, dell'efficienza, della riduzione dei costi e, naturalmente, nel rispetto dell'ambiente. L'acqua è una risorsa fondamentale e dobbiamo imparare a utilizzarla in modo intelligente".


Data di pubblicazione:



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