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Clima teso per la campagna del pomodoro da industria

"L'iniziale incremento di ettari investiti in Italia centro-meridionale, circa il 10% in più rispetto al 2018, avrebbe fatto presagire un incremento di produzione; peccato che il clima abbia fatto da freno. Anche APOPA, all'inizio di questa campagna pomodoro da industria, registrava un +13% di ettari coltivati rispetto allo scorso anno; ad oggi, si registra un calo e un ritardo di produzione. Tuttavia, in data 25 agosto 2019, la produzione si è ridotta del 50% rispetto alla campagna precedente, nonostante l'incremento delle superfici". Così riporta a FreshPlaza Luciano Simonetti, presidente di Apopa.

"L'anticipo della primavera a marzo e il ritorno dell'inverno ad aprile-maggio hanno inficiato lo sviluppo delle piantine di pomodoro; inoltre, l'eccessiva piovosità di maggio ha sconvolto l'intera programmazione colturale, scombussolando i trapianti e la gestione dell'intera campagna. In questo scenario, purtroppo, molti agricoltori, colpiti dalle condizioni climatiche avverse, sono stati costretti a trapiantare nuovamente".

"APOPA è una delle associazioni più antiche della Campania. IL suo core business, oltre al pomodoro da industria, sono le pesche e albicocche destinate alla trasformazione. Conta 200 soci produttori per anno, operanti in quattro regioni produttive del bacino centro-meridionale, con una media di 10 ettari procapite".

"Per questa campagna, abbiamo programmato 2000 ettari, di cui 480 in Campania (ormai già raccolti), dove si registra uno standard produttivo lievemente in crescita. I nostri soci di Campania, Puglia, Molise e Basilicata hanno trapiantato per il 50% pomodoro tondo e per il 50% quello lungo. In Campania sta spopolando la coltivazione del tondo, che occupa il 75% della SAU dei nostri soci campani, mentre il lungo è coltivato solo per il 15%, lasciando spazio al pomodorino, tipologie ciliegino e datterino".

"Ancora molte sono le preoccupazioni che accompagnano questa campagna, non ancora terminata. Si teme un peggioramento climatico, che comporterebbe un'ulteriore perdita di prodotto. In questo specifico momento, stimiamo un decremento di produzione del 30% rispetto al 2018".

"L'inizio della campagna, in ritardo al Sud Italia di sole due settimane, ma sufficienti per farla coincidere con l'avvio di quella del Nord, non costituisce un problema. Ciò che spaventa davvero è la produzione inferiore. Se nel pre-campagna 2018 c'erano scorte oltre il livello fisiologico, per quest'anno si stima che le scorte siano ben al di sotto. Questo genera non poche tensioni".

Cosa chiede APOPA alle ditte sementiere?
"In virtù della tanto agognata sicurezza alimentare e ambientale, chiediamo semi che abbiano maggiori resistenze ai fitopatogeni, in modo da ridurre gli interventi chimici, risparmiando così sui costi di gestione e rendendo tutto più salubre per tutti. Inoltre, ci piacerebbe che il miglioramento genetico sia volto a migliorare anche il grado Brix, il colore e la croccantezza".

"APOPA sta collaborando con il CREA per mettere a punto delle tecniche agronomiche volte al miglioramento del tenore zuccherino delle bacche di pomodoro; le sperimentazioni dureranno per due anni e coinvolgeranno un'azienda del napoletano".

Contatti:
APOPA
Area Industriale-Loc. Pascarola
80023 Caivano (NA)
Tel: (+39) 081 8349549
Email: info@apopa.it
Web: https://www.apopa.it


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