Riduzione dei residui da fitofarmaci: prospettive per l'orticoltura del Sudest siciliano

"Agenti di biocontrollo e composti naturali per la produzione nei sistemi integrati, al fine di ridurre la presenza di residui di fitofarmaci: prospettive agroecologiche per la fascia trasformata del Sud Est della Sicilia". Questo il tema al centro del workshop internazionale che si è tenuto nei giorni scorsi in Sicilia presso la sede della PromoterGroup a Vittoria (RG), con il patrocinio dell'Università di Catania, dell'Ordine degli Agronomi di Ragusa, di Foragri, Itaka Crop Solutions e Bresov. Quest'ultimo è un progetto finanziato dall'Unione Europea nell'ambito programma di ricerca e innovazione Horizon 2020.

Da sx. Nigro, Branca, Faben, Hamada, Leskovar

L'obiettivo principale era quello di informare i produttori e i tecnici della fascia trasformata del sud-est della Sicilia sull'uso dei prodotti biostimolanti utili per la coltivazione delle principali ortive in serra e in campo aperto.

Al tavolo dei relatori, un parterre di esperti di altissimo profilo internazionale che, con la moderazione del giornalista Roberto Faben, si sono avvicendati negli interventi programmati a cominciare da Veronica Tuccio di PromoterGroup, la quale ha parlato delle opportunità di utilizzo dei fondi interprofessionali per le imprese agricole.

E' seguito l'intervento di Roberto Bianchi, direttore Foragri che ha parlato dell'importanza della divulgazione della formazione professionale nelle aziende agricole ed ancora la relazione di Daniel Leskovar docente della Texas A&M University, che ha relazionato di applicazione dei bioregolatori per la produzione sostenibile delle coltivazioni orticole.

Di biostimolanti per la concia dei semi di pomodoro e patate, finalizzato al controllo delle fitopatie ha invece discusso Walid Hamada, docente all'Istitute National de Agronomique di Tunisi. Poi il turno di Ferdinando Branca, docente di Orticoltura e Floricoltura dell'Università di Catania, che ha parlato del progetto H2020 Bresov e dei moderni mezzi per la protezione delle colture in coltura biologica.

Ha chiuso il Workshop Internazionale Sebastian Nigro, agronomo di Itaka Crop Solutions, che ha parlato delle nuove prospettive per il comparto agricolo a residuo zero.

Da sx. Tuccio, Faben (moderatore) e Bianchi

Il consumatore è l'attore finale principale della filiera ortofrutticola, determinando consumi e trend di mercato. Il processo decisivo che porta all'acquisto o meno di un prodotto ha visto negli ultimi 10-15 anni il consumatore orientarsi sempre più verso i prodotti BIO, coinvolgendo in questo indirizzo anche la GDO, che nel tempo ha riservato sempre più spazio ai prodotti sostenibili e a contenuto residuo di fitofarmaci, imposti dalla normativa vigente.

Dal workshop è infatti emerso come l'impiego dei biostimolanti e dei prodotti per il biocontrollo possono essere le valide alternative all'impiego di prodotti chimici di sintesi, migliorando la sostenibilità delle aziende agricole e tutelando l'ambiente. In particolare, è emerso come in agricoltura ormai non si parli soltanto di cura delle piante ma addirittura di vaccinazione delle stesse, come ha spiegato Hamada.

Qui sotto: video intervista al Prof. Ferdinando Branca

L'utilizzo di biostimolanti ha determinato e continuerà a farlo, nell'ultimo decennio una costante progressiva riduzione dei principali mezzi chimici impiegati in orticoltura.

Diversi microrganismi, generalmente denominati batteri promotori della crescita delle piante (plant growth promoter bacteria - PGPBs) e/o micorrize (plant growth promoter rhizosphere – PGPRs), migliorano le prestazioni e la salute delle colture svolgendo un ruolo positivo nel fornire alla pianta nutrienti e fitormoni, nel bio-controllo di agenti patogeni, nel miglioramento della struttura del suolo, nella chelazione e/o nella degradazione di composti inorganici, e nel bio-risanamento (phytoremediation) di terreni contaminati da metalli pesanti e altri inquinanti del suolo.

Alcuni composti naturali (NCs), come i glucosinolati (GLSs) o la propoli, sono ampiamente utilizzati per il controllo degli agenti patogeni negli agrosistemi biologici e l'elenco dei NCs utili a questo scopo è lungo e in continuo aggiornamento.


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