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Dati Ismea dal 3 al 9 giugno 2019

Frutta: quotazioni in flessione

Per tutti i prodotti frutticoli monitorati, la prima settimana di giugno 2019 si è conclusa sulla base di quotazioni in flessione. Per il comparto delle drupacee tale andamento è frutto sia del fisiologico incremento dell'offerta nazionale (con caratteristiche qualitative non sempre soddisfacenti) sia alla costante presenza sui mercati di merce spagnola, esitata a prezzi concorrenziali. Relativamente alle fragole, a incidere sul prezzo medio è stato l'andamento teso al ribasso osservato negli areali meridionali della penisola, giunti ormai a fine campagna. Per mele e pere si è registrata una minore attività della domanda. In settimana, inoltre, si registra l'esordio sui mercati delle primissime quote di uva da tavola Victoria di provenienza catanese.

Mele da consumo fresco: in progressivo assottigliamento le disponibilità sui mercati per l'approssimarsi della fine della campagna di commercializzazione. L'offerta, è risultata prevalentemente rappresentata dal prodotto proveniente dagli areali del Trentino Alto Adige e da limitate quote di provenienza piemontese. Sotto il profilo degli scambi, il mercato è risultato ulteriormente rallentato, con un livello di giacenze ancora piuttosto elevato. Limitati sono risultati i volumi scambiati sia sul circuito interno che estero a fronte di una minore attività della domanda. Ciò ha influito anche sulle quotazioni. Una generale flessione dei prezzi, infatti, è stata osservata nelle aree altoatesine, mentre sulla piazza di Trento, solo per la Renetta i listini sono stati rivisti al ribasso al fine di incentivare le vendite.

Pere da consumo fresco: limitatissime quote di prodotto di provenienza modenese sono state esitate sui mercati, scambiate sulla base di quotazioni in calo a fronte dei minori quantitativi richiesti.

Fragole: quotazioni in flessione rispetto alla precedente rilevazione.  Si può considerare conclusa la campagna di commercializzazione negli areali metapontini e salernitani. Gli ultimi quantitativi esitati sui mercati, hanno trovato adeguato collocamento sulla base di quotazioni stabili o in lieve flessione. Nel bacino produttivo casertano e napoletano, invece, l'innalzamento termico registrato in settimana, ha accelerato il processo di maturazione dei frutti e spinto le operazioni di raccolta. All'incremento dell'offerta è corrisposta una costante richiesta con quotazioni che hanno mostrato una fisiologica flessione.

Di contro negli areali settentrionali della penisola sulla base di prezzi tesi al rialzo si sono svolte le vendite sulle piazze di Verona e Forlì, dove un'offerta in calo - unitamente a una qualità rispondente alle esigenze del mercato - hanno reso possibile un collocamento agevole del prodotto sui mercati. Nel cuneese, le vendite sono risultate rallentate dalla presenza sul mercato di merce proveniente dagli altri areali della penisola, con quotazioni che hanno mostrato una flessione.

Ciliegie: l'innalzamento delle temperature ha favorito sia la maturazione dei frutti, con conseguente incremento delle quantità raccolte, sia lo standard qualitativo del prodotto, risultato in sensibile miglioramento. Nel barese si è intensificata la raccolta, con volumi in progressivo aumento. All'incremento dell'offerta, tuttavia, non è corrisposta un'adeguata richiesta, cui ha contribuito la presenza sui mercati di merce di provenienza turca, esitata a prezzi concorrenziali verso la quale si è rivolta la domanda. In tale contesto le contrattazioni concluse si sono svolte sulla base di quotazioni cedenti.

Nel modenese invece, l'innalzamento termico, se da un lato ha permesso al prodotto di raggiungere un apprezzabile standard qualitativo, dall'altro ha determinato l'accavallamento tra le differenti varietà, che si è inevitabilmente tradotto in un surplus di offerta per il mercato, con quotazioni che hanno evidenziato una fisiologica flessione. Inoltre, si registra l'ingresso sui mercati delle prime quote di varietà Giorgia di provenienza veronese. L'offerta avviata sui mercati è stata ceduta sulla base di quotazioni in calo rispetto all'esordio della precedente campagna.

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Albicocche: l'innalzamento termico ha favorito il processo di maturazione dei frutti e spinto le operazioni di raccolta in tutti gli areali vocati della penisola, con disponibilità in forte incremento. Negli areali emiliano-romagnoli, fin dalle prime battute l'offerta è risultata in sensibile aumento. A questo ha contribuito il repentino incremento delle temperature che ha determinato la contemporanea maturazione delle produzioni precoci e medie. I quantitativi immessi sul circuito distributivo sono stati oggetto di una limitata attività della domanda, sia per la presenza di merce di provenienza spagnola esitata a prezzi concorrenziali, sia per un profilo qualitativo non sempre adeguato, a causa delle piogge delle precedenti settimane.

Nel metapontino si sono intensificate le operazioni di raccolta. Il prodotto, avviato sul circuito distributivo, ha incontrato una discreta richiesta cui ha contribuito l'incremento termico che ha incentivato il consumo. I prezzi hanno comunque mostrato una flessione da ritenersi fisiologica per le aumentate disponibilità. Primi stacchi anche negli areali campani, dove è apparso più fluido il collocamento per il prodotto napoletano e casertano, per il quale non si registrano grossi problemi di ordine qualitativo, con quotazioni che si sono attestate su valori superiori all'esordio della precedente campagna.

Nel salernitano, invece, la merce è risultata interessata da spaccature e limitata shelf life, a causa delle avverse condizioni climatiche delle precedenti settimane. I quantitativi selezionati, immessi sul mercato, sono stati ceduti sulla base di quotazioni in calo rispetto all'esordio dello scorso anno. 

Pesche e nettarine: in ritardo di circa due settimane rispetto alla precedente campagna, nelle aree vocate del cosentino, hanno avuto inizio le operazioni di raccolta. I primi quantitativi hanno presentato un calibro mediamente più piccolo rispetto alla norma e le quantità sono al momento limitate. I prezzi di esordio si sono attestati su valori inferiori allo scorso anno per le pesche, in funzione di consumi ancora limitati, mentre per le nettarine, una migliore richiesta ha permesso alle quotazioni di posizionarsi su valori omologhi a quelli registrati nel 2017.

Primi stacchi anche nel salernitano, dove la merce a causa delle avverse condizioni climatiche delle precedenti settimane, ha presentato problematiche qualitative legate alla spaccatura dei frutti e scarsa shelf life. I quantitativi di prodotto selezionato, immessi sul mercato, hanno risentito della presenza della merce spagnola esitata a prezzi concorrenziali. Le limitate contrattazioni concluse si sono svolte sulla base di quotazioni in calo rispetto all'esordio dello scorso anno. Prosegue la raccolta nel metapontino con quantitativi in progressivo incremento. La merce immessa sul circuito commerciale è stata oggetto di una discreta richiesta. Rispetto alla precedente settimana, i prezzi hanno mostrato una flessione cui ha contribuito  l'immissione sul mercato di merce di calibro inferiore.

Inoltre, la raccolta si è estesa ai siti produttivi del centro-nord della penisola. I primi stacchi hanno presentato un calibro inferiore alla media e un grado zuccherino non del tutto soddisfacente. Le quotazioni di esordio si sono posizionate su livelli inferiori a quelli raggiunti nella precedente campagna.

Meloni e angurie: con l'inizio del mese di giugno si vanno progressivamente intensificando le operazioni di raccolta in tutti gli areali di coltivazione mentre l'aumento delle temperature ha favorito l'incremento delle richieste di questo prodotto tipicamente estivo. In particolare, per i meloni e le angurie di origine siciliana il mercato è stato particolarmente dinamico e la limitata offerta disponibile è stata facilmente collocata sui mercati.

Uva da tavola: al via nelle aree precoci del catanese la raccolta della varietà Victoria in coltura protetta. I limitati quantitativi pronti alla raccolta, immessi sul mercato, sono stati oggetto di una discreta attività della domanda. In tale contesto la merce è stata scambiata sulla base di quotazioni in incremento rispetto all'esordio della scorsa campagna di commercializzazione. 

Fonte: ismeamercati.it


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