Statistiche Istat per capire il Paese in cui viviamo

L'Italia e' tra le dieci nazioni con una dimensione agricola inferiore alla media UE

"Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo" offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici e sociali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.

Per quanto concerne l'agricoltura, si dà conto anche dei risultati economici delle aziende agricole in termini di competitività, dimensione e organizzazione.

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La dimensione media delle aziende agricole europee, in termini di superficie agricola utilizzata, è molto variabile – si legge sul sito dell'Istat – Agli estremi si trovano la Repubblica Ceca, con 130,2 ettari e Malta, con 1,2 ettari. L'Italia, con 11,0 ettari, si posiziona tra i dieci paesi con una dimensione inferiore alla media dell'Unione europea (16,6 ettari).

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I prodotti agroalimentari di qualità si confermano anche nel 2017 una componente importante del settore agroalimentare italiano e fattore di competitività delle realtà agricole locali, assumendo sempre più connotazioni rilevanti come fonte di reddito per lo sviluppo delle aree agricole montane e collinari, dove sono presenti oltre i tre quarti dei produttori (76,5%). Tra il 2007 e il 2017 sono notevolmente cresciuti sia la superficie complessiva (+81,7%) che i trasformatori (+33,4); più contenuto l’aumento dei produttori (+6,3%), tra i quali la componente femminile è limitata al 16,2%.

Nel 2016, l'agricoltura italiana ha mostrato una crescita della dimensione media aziendale quale effetto dell'accorpamento tra aziende. Crescono le superfici coltivate in regime biologico.

La dimensione media delle aziende agricole italiane ha mostrato sensibili differenze a livello territoriale: più grande nel Nord-ovest e più piccola nel Mezzogiorno. Forti diversità si sono riscontrate anche tra le regioni all'interno delle ripartizioni.

Nel 2015 le aziende agricole italiane hanno prodotto circa 158 euro di valore aggiunto per addetto ogni 100 euro di costo unitario del lavoro. Valore molto diversificato tra grandi aziende e piccole. Il grado di integrazione verticale in agricoltura ha assunto un valore pari al 60,3% e mediamente ogni azienda ha impiegato meno di un’unità di lavoro a tempo pieno (0,6). Le migliori performance in termini di competitività di costo si riscontrano nel Nord-ovest. Nel Mezzogiorno si registrano performance inferiori alla media sia per la produttività nominale del lavoro sia per il costo del lavoro per dipendente.


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