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Giornata SOI, gruppo di lavoro actinidia 2019

L'actinidia al tempo del cambiamento climatico

Il secondo Incontro Tecnico sulla coltivazione dell’Actinidia del gruppo di lavoro SOI (Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana) Actinidia, coordinato dal professor Xiloyannis in collaborazione con il professor Costa, e gli uffici tecnici di Apofruit, Agrintesa, Puntofrutta e Granfrutta Zani, si è svolto lo scorso 19 marzo 2019 a Latina, presso il Palazzo della Cultura, con una grande partecipazione di pubblico.

Il primo incontro si era svolto a Policoro nel 2018. Il terzo incontro previsto si svolgerà dopo il convengo internazionale di ottobre 2020 in Turchia; quindi sarà tra novembre e dicembre del 2020, in Romagna.

Anche questa volta, come a Policoro, i relatori sono stati sia i ricercatori sia i tecnici che operano a stretto e costante contatto con gli agricoltori, con l’obiettivo di trasferire velocemente le conoscenze e l’innovazione alle aziende agricole.

I relatori hanno trattato le principali tematiche relative alla progettazione e alla gestione degli impianti, con l’obiettivo di migliorare sia la quantità che la qualità delle produzioni, utilizzando tecniche di gestione sostenibili; qualità intesa non soltanto dal punto di vista estetico (peso e forma perfetta), ma anche dal punto di vista nutraceutico e di conservabilità in post raccolta.

Il saluto delle autorità

Il professor Maurizio Mulas ha aperto la giornata approfondendo, con dati e previsioni, il tema del cambiamento climatico in atto e gli impatti sulla frutticoltura. Le precipitazioni e gli eventi climatici in genere, probabilmente, si riorganizzeranno in "fasce climatiche", alcune delle quali potranno subire più precipitazioni, mentre altre potranno soffrire la siccità.

Secondo Mulas, dobbiamo comunque aspettarci più eventi "estremi" rispetto al passato e gli episodi delle ultime settimane lo confermano.

L'intervento del professor Guglielmo Costa (nella foto a destra) ha approfondito l'impatto dei cambiamenti climatici sull'actinidia e le soluzioni proposte per proteggersi delle principali malattie, per coltivare al meglio le nuove varietà, modificando l'ambiente con le protezioni plastiche o con le reti.

A corredo dell'intervento di Costa, sono seguiti gli interventi di due tecnici.

Giuliano Donati (Granfrutta Zani) ha parlato delle esperienze effettuate nel corso degli ultimi anni sulle coperture contro gli eventi climatici, incentrate sull'uso di reti antigrandine anche colorate e di teli antipioggia su varietà più delicate. Secondo Donati, le coperture sono strategiche per diminuire il rischio di PSA.

Sauro Graziani (Agrintesa) ha parlato invece delle esperienze fatte con l'uso di diversi colori di rete antigrandine e di teli antipioggia. Ultimamente, le reti sono diventate importanti anche per la protezione dalla cimice asiatica.

Da questa prima sessione è emerso, in generale, che l'uso delle coperture è strategico per far fronte ai cambiamenti climatici.

Secondo Costa, anche l'acqua rappresenta un tema estremamente importante che, forse, ridurrà l'espansione della coltura e porterà a selezionare aree e tecniche migliori per produzioni elevate e di alta qualità.

Proprio sul tema dell'acqua e della nutrizione si è concentrato l'intervento del professor Christos Xiloyannis (nella foto a destra), che ha visto lo spazio del convegno come opportunità per un aggiornamento tecnico sulla delicata coltura del kiwi rispetto ai cambiamenti climatici. L'actinidia è una pianta generosa, se gestita bene in termini di nutrizione e irrigazione. La gestione della nutrizione poi, deve fare il pari con la corretta gestione della parte aerea con potature e diradamenti che puntino a  fare qualità e quantità.

A proseguire il dibattito in tema di nutrizione e irrigazione sono intervenuti due tecnici.

Marco Mastroleo (Gruppo Irrigazione e Concimazione di Apofruit) ha parlato di esperienze di agricoltura di precisione e di bilanci idrici e nutrizionali personalizzati per le singole aziende. L'approccio adottato da Apofruit può portare alla riduzione dei consumi e al miglioramento della qualità della frutta. Questo tipo di informazioni sarà disponibile su un portale tecnico di proprietà della Cooperativa.

Fenis Girardi (Puntofrutta, Salvi) invece, ha parlato delle esperienze fatte dal suo gruppo in tema di gestione delle variabili ambientali attraverso tecniche agronomiche come baulature, frangivento e immagini satellitari.

Il terzo tema della giornata, le fitopatie emergenti, è stato introdotto dal ricercatore Marco Scortichini il quale ha portato alcuni casi studio di diffusione di patogeni, rapporto con l'ambiente circostante e con la salute del terreno. Problemi esasperati dal cambiamento climatico in atto. Scortichini ha spaziato tra le esperienze portate avanti dal suo gruppo di studio, casi proposti dai colleghi e proposte di ricerca per il futuro.

Ad approfondire l'argomento sono intervenuti due ricercatori.

Lorenzo Tosi ha parlato della famigerata morìa del kiwi. La fisiopatia è comparsa nel 2012 e ha colpito più del 60% dei frutteti veneti. Il problema principale sembra sia legato all'acqua in eccesso nei terreni durante la stagione delle piogge o che viene somministrata con metodi irrigui non adeguati (sommersione) e con volumi non corretti. Secondo Tosi, in questo senso è molto importante, prima dell’impianto, un'adeguata sistemazione del suolo (baulature) l'uso di sonde per misurare la quantità d'acqua nel terreno, l'apporto di sostanza organica e un serio lavoro finalizzato a migliorare la struttura del terreno con l’aumento dei macropori necessari per facilitare il drenaggio dell’acqua. Il kiwi è sensibile a stress radicali che poi portano in sofferenza l'apparato aereo e quindi alla morte della pianta.

Lara Maistrello (UniMoRe) ha parlato di cimice asiatica, dalle prime segnalazioni alla diffusione in quasi tutte le aree interessate dalla frutticoltura. Ha presentato diverse strategie di monitoraggio e di difesa ed ha parlato in maniera molto approfondita delle prospettive future relative alla difesa da questo insetto.

Tema dominante della giornata è stata anche la qualità che, secondo Xiloyannis, è sempre più apprezzata sul mercato, non solo in termini di pezzatura, forma ed estetica ma anche in termini nutraceutici come sostanza secca (e quindi zuccheri), contenuto in calcio, vitamine e sali minerali.

Su questo tema è intervenuto Andrea Grassi (Apofruit) approfondendo la dicotomia tra produzione di qualità e quantità, raccontando che, in realtà, questo dualismo non esiste perché la quantità è necessaria per fare reddito, ma mantenendo alta la qualità dei frutti. I paradigmi che permettono questo equilibrio variano molto in base ai territori e ai climi di produzione. I tecnici devono comprendere i meccanismi e i parametri che bisogna rispettare per ottenere il massimo dal proprio frutteto. La qualità è un insieme di molti fattori, riguarda sia l'aspetto estetico che la pezzatura, ma riguarda anche la conservabilità, la gestione della conservazione, la qualità dell'ambiente (per mantenere la fertilità anche per le generazioni future) e la qualità percepita, ovvero la capacità di dimostrare quello che si fa in campagna attraverso la comunicazione. Importante anche la gestione ottimale della raccolta per ottimizzare tutto quello che si fa in campagna durante l'anno e non commettere errori che potrebbero compromettere sia la qualità che la conservabilità dei frutti.

La sala che ha ospitato l'evento è stata allestita con dei punti informativi relativi alle nuove varietà ed ai relativi Club.

Erano presenti:

Jingold: ha partecipato perché la Provincia di Latina è molto importante per le loro produzioni e vorrebbero incrementare la loro presenza, grazie anche alla competenza dei produttori locali.

Zespri: oltre a fornire materiale vegetale di alta qualità ed una gestione mirata del mercato, offre assistenza tecnica e Techtrasfer. Zespri detiene brevetti internazionali, in particolare la varietà Gold 3, che commercializza in tutto il mondo producendo in Nuova Zelanda per l'emisfero Sud e Italia e Francia per il Nord

Dorì: porta in esposizione frutti provenienti dal Cile ma, in frigo hanno ancora frutti italiani prodotti a Cisterna. Presenta anche il "porta Kiwi" che ha la funzione di facilitare il consumo del frutto anche per il consumo del frutto come merenda da portare sempre con se.

Origine Group ha portato in esposizione le varietà HFR18 (Kiwi Rosso) e HFY01 (Kiwi Giallo), importate in Italia in collaborazione con i Vivai Zanzi e disponibili per la produzione in campo.

New Kiwiplant ha presentato due varietà di Kiawi giallo ancora siglate (in fase di sperimentazione), la Ac B501.22 e la Ac D498.337

La terza parte della giornata è stata dedicata a degli interessantissimi interventi tecnici, di approfondimento dei temi emersi durante il dibattito, a cura degli sponsor. Riportiamo l'elenco degli interventi.

- Ottavio Cacioppo: Fecondazione artificiale del kiwi Hongyang con il metodo Armafox

- Matteo Muzzolon, Biolchim Spa: Kiwi: diradamento dei fiori laterali e ingrossamento frutto

- Sara Costa, Agriges: Innovazione tecnologica per la gestione dell'actinidia al tempo del cambiamento climatico.

- Vito Buono, Sysmansrl ed Antonio Manes, Netsens srl: Tecnologie innovative per il monitoraggio meteo/suolo (Agrisense - IoT) e sistemi di supporto decisionale (Bluleaf - DSS) per la programmazione dell'irrigazione

- Mario Chiurazzi, ICL Italia Treviso: La concimazione sostenibile del kiwi per valorizzare la produzione e semplificare la gestione dell’actinidieto

In sala erano presenti anche le aziende che hanno sponsorizzato l'evento e che, per l'occasione, hanno allestito stand per interagire con i partecipanti. Si coglie l'occasione per ringraziarle del sostegno all'iniziativa: Agriges, Agrintech, Agrisystem, Biolchim, Fitotechniki, Geaplast, ICL Treviso, Jaffgreen, LG Italia, Manica, Netsens, Sysman, e Tymac.

Le presentazioni degli interventi sono a disposizione dei soci SOI in formato PDF sul sito soihs.it nella sezione dedicata al gruppo Actinidia.


Data di pubblicazione:



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