A cura di Ottavio Cacioppo

Alla scoperta della ciliegia tropicale Acerola

Pianta cespugliosa originaria dell'America Centrale, ricchissima di vitamina C, eccellente antiossidante e benefica per la salute umana. Gli esseri umani devono assumerne dagli alimenti almeno 45 mg (dose giornaliera per persona adulta).

La vitamina C si trova nella frutta e negli ortaggi, in particolare nel kiwi, negli agrumi, ma anche in ortaggi quali peperoni, cavolfiori, broccoli.

Un frutto di kiwi da 100 g, quello con la polpa verde smeraldo, cultivar Hayward, ne contiene 100 mg, più del doppio di un'arancia, a parità di peso.

Le varietà di acerola contengono vitamina C in misura 10 volte superiore al kiwi, cioè 1 grammo di vitamina C per 100 g di frutti (parte commestibile; alcune varietà ne contengono 50 volte di più rispetto al citato frutto e circa 100 volte di più rispetto agli agrumi, ossia 5 grammi x 100 grammi di frutti.

L'acerola viene coltivata per il consumo dei frutti e per la trasformazione industriale, in particolare nel campo farmacologico.

Classificazione botanica
Nome scientifico: Malpighia punici follia
Famiglia: Malpighiaceae
Ordine: Malpighiales
Genere: Malpighia

L'acerola (nome con cui è conosciuta in Brasile), denominata anche ciliegia antillea, Barbados Cherry (inglese), somiglia a quella europea.

Cenni storici
L'acerola, nata nelle Indie Occidentali, conosciuta e consumata dagli abitanti delle Antille dell'America centrale e settentrionale del Sud Atlantico. Pianta rustica e di facile coltivazione, è un arbusto di circa 3 metri di altezza, con foglie scure di piccole dimensioni, fiori bianchi rosati che si presentano raggruppati e che fioriscono tutto l'anno, il frutto si forma dopo circa un mese e ha 3 semi, il gusto è poco acidulo, il profumo è simile a quello dell'uva.

L'acerola si distingue in base al colore dei frutti, rossi o arancioni, e predilige il clima tropicale, sub tropicale e semiarido, Il sesto d'impianto più comune è 4m x 4, ossia 625 piante per ettaro. Possiamo ipotizzare, per la coltivazione in Italia, che possano prestarsi le aree più temperate del sud (Sicilia-Calabria-Puglia) o in altre in coltura protetta.

Coltivata senza particolare interesse fino al 1940, anno in cui i portoricani scoprono, nei frutti, un contenuto ricchissimo di vitamina C o acido ascorbico.

In Brasile (stato di Bahia) è coltivata per scopi commerciali da oltre mezzo secolo, lasso di tempo in cui sono progredite le tecniche colturali e la qualità dei frutti. A Bahia, a Veracruz a 100 km dalla capitale, c'è un Centro statale di ricerca di grande importanza, ove viene curata una delle più grandi collezioni botaniche di frutticoltura tropicale e sub tropicale del mondo, compresa l'acerola.

Le varietà si distinguono in dolci e acide: quest'ultime hanno un contenuto più elevato di vitamina C e trovano impiego nell'industria, in particolare quella farmaceutica.

La riproduzione viene fatta per via gamica, utilizzando i semi e le avversità più importanti sono: una malattia crittogamica, Oidio o mal bianco, favorita dall'eccesso di umidità e una parassitosi da Nematodi, la quale danneggia l'apparato radicale.

Aspetti nutrizionali
Contiene vitamina A, B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina),calcio, fosforo,ferro, vitamina C.

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Data di pubblicazione:



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