Le proposte del Crea per affrontare i mutamenti in corso nel comparto dell'agroalimentare

"Eventi, servizi, prodotti e luoghi fisici": a colloquio con FreshPlaza, Salvatore Parlato, presidente del Crea, sintetizza le modalità d'incontro tra il più importante ente di ricerca per l'agroalimentare italiano e il mondo della produzione. "Mai più ricerche nel cassetto - ci assicura Parlato, al termine della presentazione del nuovo piano triennale - il catalogo di quello che mettiamo a disposizione al grande fabbisogno delle aziende".

La presentazione agli stakeholder e alle istituzioni, alla presenza del ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, è avvenuta nel corso di "Nuova agricoltura, nuova ricerca, il ruolo del Crea", un convegno a Roma che è servito a candidare il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria al ruolo di protagonista nelle sfide proposte dai mutamenti in corso nel comparto dell'agroalimentare dal punto di vista climatico, della sostenibilità, delle tecnologie.

Produrre di più, con meno acqua e agrofarmaci, salvaguardare fertilità, sicurezza alimentare e del lavoro, biodiversità e, ancora, intercettare la richiesta crescente di qualità, difendere il prodotto nazionale da fenomeni di agropirateria, come il cosiddetto "italian sounding". Il ruolo della ricerca pubblica è tutto dentro queste sfide, al centro di una rete di relazioni con la politica (Mipaaft, il ministero vigilante su Crea, Regioni, Parlamento), mondo della conoscenza (atenei e altri enti di ricerca), organismi internazionali (Fao, Ocse, cooperazione ecc...), produzioni e cittadini.

La "visione" del Crea è quella di "un sistema decisionale basato sulla conoscenza e una ricerca di qualità, coerente con le sfide globali ma calibrata sui fabbisogni nazionali e finalizzata a consolidare sempre più il Made in Italy agroalimentare: ecco la strategia vincente di un'agricoltura italiana che sa rinnovarsi, mantenendo la propria identità e incrementando la sua competitività", ha illustrato Parlato.

Tra gli interventi, anche quello del sottosegretario di Stato Alessandra Pesce, che ha sottolineato il ruolo fondamentale della ricerca per il rilancio dell'agricoltura; di Filippo Gallinella, presidente della Commissione agricoltura della Camera dei deputati, di Leonardo Di Gioia (coordinatore degli assessori regionali all'Agricoltura), Giuseppe Carli e Paolo Marchesini (Assosementi), Luigi Scordamaglia (presidente di Federalimentare), l'ambasciatore Pierfrancesco Sacco (rappresentante permanente dell'Italia presso le organizzazioni delle Nazioni unite a Roma) e rappresentanti di Cia, Maurizio Di Zio, e Confagricoltura, Donato Rossi.

In piedi, l'ambasciatore Pierfrancesco Sacco, Giuseppe Carli (Assosementi) Maurizio Di Zio (Cia), Donato Rossi, Confagricoltura

Scordamaglia ha auspicato un ruolo della ricerca pubblica "autorevole, super partes, e professionale in grado di fornire dati oggettivi di supporto nella battaglia contro l'italian sounding che ci costa oltre 90 miliardi di euro, di cui un 10% di vera e propria contraffazione, vale più di tre volte il nostro vero export agroalimentare e impedisce di creare in Italia 100.000 posti di lavoro in più. Nel mondo, la tavola made in Italy deve essere sinonimo di qualità. E i numeri di Horizon 2020 da un lato indicano priorità come quella di produrre in modo sostenibile ma dall'altro evidenziano criticità: finora siamo stati i primi nei progetti di innovazione ma purtroppo anche i primi per frammentazione. Ora dobbiamo puntare nella filiera al gioco di squadra e al dialogo, in particolare tra produzioni agricole e industriali".

Quattro le direttrici su cui si concentreranno i progetti Crea: cambiamenti climatici, con particolare attenzione ad acqua e suolo in quanto risorse strategiche del Paese; biodiversità e biotecnologie, con l'intento di preservare le varietà tipiche della tradizione italiana; agricoltura digitale, mirata ad una piattaforma nazionale per la gestione avanzata delle produzioni agricole e forestali; ambiente e qualità per certificare e tracciare prodotti sempre più riconoscibili e sostenibili.

Accanto ai progetti, saranno realizzate infrastrutture della ricerca in grado di elaborare soluzioni efficaci e tempestive sui temi più sensibili del settore. "Per esempio, per fronteggiare le invasioni biologiche di organismi e microrganismi alieni dannosi all'agricoltura, in modo adeguato e con livelli di sicurezza biologica pari agli standard dei Paesi più avanzati, il Crea ha avviato la realizzazione di due Laboratori da Quarantena, uno a Firenze per il controllo di Insetti-Acari-Nematodi e uno a Roma per il controllo di Virus-Batteri-Funghi - ha proseguito Parlato - due laboratori opereranno in sinergia tra loro e in stretto rapporto con la struttura del Servizio Fitosanitario Centrale del Mipaaft e con i Servizi Fitosanitari Regionali, per assicurare un tempestivo supporto diagnostico, essenziale per circoscrivere i fenomeni".

"Inoltre, per aumentare e rendere sempre più disponibile il patrimonio di conoscenze, saranno avviate piattaforme integrate ed evolute in grado di identificare e contrastare le frodi alimentari, assicurare la certificazione delle sementi, facilitare il miglioramento genetico, fornire modelli di analisi, sviluppo, previsione e valutazione d'impatto sia quantitativi che qualitativi. Senza dimenticare l'innovazione, con la creazione di due Tecnopoli dedicati, uno a Lodi (su zootecnia, sementi, foraggi e bioenergie) e uno a Monterotondo (su economia circolare, agricoltura e zootecnia digitale, recupero e gestione biodiversità); a Rieti, invece, nascerà il Centro nazionale di agricoltura digitale. Una ricerca, insomma, davvero in campo, accanto a chi lavora e produce".

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2300 dipendenti metà dei quali ricercatori e tecnologi, 2000 pubblicazioni scientifiche l'anno, 700 brevetti e 100 aziende e campi sperimentali per un totale di 5000 ettari, 12 centri di ricerca, metà di filiera e l'altra metà trasversali, grandi progetti, infrastrutture per la ricerca come le piattaforme tecnologiche e le "tecnopoli" dell'innovazione di Monterotondo, Lodi e Rieti: ecco le risorse che Crea mette a disposizione per una "corsa all'eccellenza della ricerca" già avviata ma che ha bisogno di farsi conoscere, di concentrarsi su grandi progetti "cruciali", li ha definiti Parlato, "focalizzando gli obiettivi".

Prima della tavola rotonda finale, il convegno ha previsto una sessione su "Fare ricerca e impresa con il Crea" durante la quale è stato possibile ascoltare le testimonianze di chi già collabora fruttuosamente con l'ente di ricerca, da Piero Manzoni (AD del gruppo Neorurale che vorrebbe replicare a Monterotondo l'esperienza di trasformazione di 1500 ettari di area degradata in una ad alto contenuto ambientale come è riuscita a fare a 18 km dal centro di Milano); Silvia Candiani (AD Microsoft Italia con cui Crea lavora al progetto Agri-Digit, agricoltura 4.0 come gli esperimenti sulla tracciabilità delle singole arance), Alessandro Ruggieri (rettore dell'Università della Tuscia con cui Crea sta rilanciando il Centro di eccellenza dell'olio di Rieti ed è partner nel nuovissimo corso di laurea di agricoltura digitale).

E' intervenuto anche Giacomo Suglia, presidente di Nu.VaU.T, il primo consorzio di 24 aziende che investe nella ricerca pubblica grazie ad una partnership con il Crea, per sviluppare nuove tecniche "rispettose dell'ambiente e degli operatori - spiega Suglia a Freshplaza - e nuove varietà di uva da tavola 100% made in Italy. L'Italia, infatti, è terza nel mondo e prima in Europa nella produzione di uva da tavola". L'accordo con Crea riguarda 12 varietà già registrate e 24 da registrare entro giugno 2019 per un investimento di 1,5 mln in dieci anni.

"La Ricerca è un motore di sviluppo culturale, tecnologico ed economico fondamentale nella vita di un Paese, senza di essa non c'è futuro - ha dichiarato nelle sue conclusioni il ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio - il Crea rappresenta il principale ente di ricerca applicata e operativa a servizio delle aziende agricole, uno strumento fondamentale da valorizzare nel migliore dei modi per lo sviluppo della ricerca e dell'analisi economica del settore agroalimentare".

"Stiamo vivendo una fase nuova rispetto al passato che implica esigenze diverse. Dobbiamo investire di più in ricerca, innovazione e tecnologia ma soprattutto dobbiamo investire in modo mirato, con lo scopo di fronteggiare le sfide del sistema agroalimentare, in termini di innovazione, competitività e sostenibilità. La missione del Ministero sarà quella di accompagnare questo percorso. Dobbiamo fare squadra perché davanti c'è la grande occasione europea di Horizon 2020, dove il nostro Paese deve essere alla guida di uno sviluppo delle linee di studio e di innovazione e soprattutto dobbiamo fare il salto di qualità sulla ricerca agricola e agroalimentare italiana, dando spazio alle capacità, alla passione dei nostri ricercatori e il Crea dovrà essere sempre più forte ed efficiente a livello internazionale".

Autore: C.A. per FreshPlaza


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