Poverta': ogni anno da Italmercati 6000 tonnellate di cibo per i piu' fragili

"Questa iniziativa di solidarietà va ad integrare quanto già viene fatto stabilmente nella gran parte dei mercati all'ingrosso italiani, dove vengono recuperati e rimessi in circolazione i prodotti invenduti destinandoli ai bisognosi. questo partendo dall'idea che l'ortofrutta, che è un alimento importante, sia accessibile anche alle persone in difficoltà" ha affermato Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati, presentando ieri 11 dicembre a Roma il progetto "Frutta che frutta non spreca" promosso da Italmercati e finanziato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

"La rete di Italmercati (10 mercati all'ingrosso in tutta italia) - ha proseguito Pallottini - raccoglie ogni anno 6.000 tonnellate di cibo ancora buono da mangiare, ma non più buono da vendere lo ridistribuisce nei circuiti solidali. Al Centro agroalimentare di Roma, in particolare, ne vengono recuperate circa 1000 tonnellate ogni anno". 

Sono intervenuti Felice Assenza, direttore generale delle Politiche internazionali e dell'Unione europea del Mipaaft e presidente del Tavolo nazionale per la lotta agli sprechi e all'assistenza alimentare, Matteo Guidi, amministratore delegato di Last Minute Market Impresa Sociale, Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia, Alessandro Pinna, presidente dell'associazione isola solidale.

Ha coordinato Andrea Segrè, presidente del Centro agroalimentare di Bologna e presidente di Last Minute Market Impresa Sociale.

Obiettivo generale di "Frutta che frutta non spreca" è la sperimentazione della trasformazione delle eccedenze ortofrutticole degli operatori dei mercati agroalimentari aderenti a Italmercati attraverso la realizzazione, all'interno del mercato stesso, di un laboratorio di trasformazione e confezionamento gestito da un'organizzazione no profit del terzo settore (Isola Solidale) con la supervisione e il coordinamento di last minute market impresa sociale.

Gli altri partner del progetto sono l'Acli di Roma e provincia, il Dipartimento di Scienze e tecnologie agro-alimentari dell'Università di Bologna e Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a Base Cellulosica). La sperimentazione pilota è stata sviluppata presso il Centro agroalimentare di Roma, e il modello potrà successivamente essere esteso ad altre sedi.

"A Roma - ha spiegato Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia - ci sono 500 mila persone in povertà alimentare. Noi come Acli ogni giorno con il progetto 'Il cibo che serve' accompagniamo al pasto almeno 2 mila indigenti. Un numero alto, per la tanta fatica che fanno i volontari, ma basso perché i poveri sono molti di più. Con 'Frutta che frutta non spreca' si è dato un grande impulso allo sviluppo di sviluppo di quanto viene già fatto. Questa buona pratica non fa altro che essere un ulteriore tassello di un modello di economia circolare, che è una grande potenzialità. con questa iniziativa, inoltre, produciamo valore economico, sociale e relazionale".

"E' fondamentale – ha sottolineato Alessandro Pinna, presidente dell'associazione Isola Solidale che accoglie i detenuti grazie alle leggi 266/91, 460/97 e 328/2000 - puntare su tutte quelle iniziative che possano contribuire a riabilitare e formare coloro che sono (o sono stati) detenuti. Solo con queste iniziative come 'Frutta che frutta non spreca' si può pensare di offrire loro un'altra chance allontanandoli definitivamente dagli ambienti che li hanno portati su strade sbagliate".

"Frutta che frutta non spreca" è in linea con l'obiettivo SDG2 della FAO in quanto nasce non solo con l'obiettivo di ridurre gli sprechi, ma si propone anche di aiutare gli indigenti e garantire loro una sana e corretta alimentazione. Infatti, frutta e verdura spesso sono carenti nella dieta delle persone in difficoltà.

L'iniziativa proposta da Italmercati, in collaborazione con i partner progettuali, si propone quindi d'individuare una nuova modalità di gestione e redistribuzione della merce rimasta invenduta presso i mercati generali, attraverso un processo innovativo di logistica e trasformazione.

In sintesi, i prodotti in eccedenza disponibili presso i mercati all'ingrosso verranno monitorati dalle Acli di Roma e provincia, attraverso un sistema digitalizzato, selezionati, in parte destinati freschi ad organizzazioni non lucrative, in parte trasformati presso il mercato, attraverso un laboratorio di nuova concezione.

Gli obiettivi principali che si pone il progetto sono i seguenti: recuperare in maniera innovativa la maggior quantità possibile di eccedenze; estendere la shelf-life dei prodotti "in eccedenza" e quindi aumentare le possibilità di utilizzo; valorizzare il recupero per fini sociali sia del prodotto fresco che del trasformato; sperimentare un nuovo modello di trasformazione che utilizzi come materie prime le eccedenze e che coinvolga il terzo settore; aumentare le competenze del terzo settore.

Nello specifico, è stato realizzato, all'interno del CAR, un'esperienza pilota di laboratorio "sociale" di trasformazione che partendo da un "prodotto test" (ad esempio conserve vegetali, verdura disidratata, semilavorati per la ristorazione) permetta di sperimentare la sostenibilità di un nuovo modello di recupero e trasformazione delle eccedenze a fini sociali.

Il laboratorio è gestito dall'Isola Solidale, il cui personale (2 persone) sarà formato dai partner di progetto ognuno per le tematiche di propria competenza (Haccp e buone pratiche di trasformazione, sicurezza sul lavoro, utilizzo dei macchinari, pratiche amministrative, logistica, etc..). Le materie prime utilizzate per la trasformazione sono eccedenze donate dagli operatori del mercato e selezionate dal personale delle Acli di Roma e provincia. Il prodotto finito potrà essere reso disponibile ad Onlus del territorio che siano interessate ad utilizzarlo e a collocarlo su "mercati sociali" o tradizionali. 


Data di pubblicazione :



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