Il commento della CIA

UE: passo avanti per lo stop delle pratiche sleali nell'agroalimentare

La Commissione Agricoltura dell'Europarlamento e i rappresentanti dei paesi UE hanno dato il via libera ai rispettivi emendamenti della direttiva UE contro le pratiche sleali nel settore agroalimentare.

Il negoziato tra le istituzioni europee per arrivare a una definizione comune delle nuove norme potrebbe partire già il 24 ottobre, dopo che la plenaria di Strasburgo avrà dato l'ok al testo votato ieri sera dalla Comagri. L'obiettivo è avere entro dicembre regole europee che vietano i comportamenti sleali degli acquirenti (soprattutto catene di supermercati) nei confronti dei fornitori (agricoltori e imprese della trasformazione) nel settore alimentare, come pagamenti ritardati per prodotti deperibili o la revoca unilaterale di accordi scritti.

"Prosegue con successo l'iter che consentirà agli agricoltori di arrivare finalmente a una normativa europea che combatta le pratiche commerciali sleali lungo tutta la filiera". Così CIA-Agricoltori Italiani sul via libera della Commissione Agricoltura del Parlamento UE alla Relazione De Castro contro le pratiche sleali, approvata con 38 sì e solo 4 no da parte dei deputati.

"Si tratta di un passo molto significativo e atteso da anni - spiega CIA - che permetterà maggiore equità nei rapporti contrattuali tra gli attori della filiera alimentare e offrirà agli agricoltori europei gli strumenti necessari per migliorare la loro posizione negoziale rispetto agli altri operatori".

"La normativa - frutto del lavoro congiunto di più Commissioni parlamentari e alla prova del voto in Plenaria a fine ottobre - definisce le pratiche sleali, garantisce che i contratti concordati siano rispettati, introduce un monitoraggio europeo oltre a procedure che facilitano la denuncia di azioni scorrette".

"E' necessario, ora, il supporto della Commissione e del Consiglio UE per ottenere la nuova normativa entro la fine del 2018 - conclude CIA - così da poter integrare e rafforzare le attuali regole presenti già in 20 Stati membri".


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