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Di Rossella Gigli

Ma a chi conviene gettare la croce addosso alla ricerca e all'innovazione varietale in agricoltura?

L'inchiesta della trasmissione Report dal titolo "L'insostenibile brevetto", trasmessa ieri sera dalla Rai, e che ha puntato il dito contro i brevetti esistenti su talune produzioni agricole, lascia perplessi. Il quadro che è stato dipinto dall'inchiesta sembrerebbe infatti quello di una colossale imposizione, da parte di poche multinazionali, nei confronti del mondo agricolo, "costretto" ad acquistare le innovazioni varietali - e le tecniche a supporto delle stesse - addirittura pagandone le royalties!

Cioè è come se qualcuno si scandalizzasse se un'automobile di marca - che è un mezzo altamente inquinante, ma d'altro canto indispensabile, progettato e realizzato mediante tecnologie d'avanguardia e dunque protetto da brevetto - comporti anche un pagamento, nel momento in cui si decide di utilizzarla.

Se la ricerca e l'innovazione varietale in agricoltura servissero soltanto, come è stato detto in trasmissione, a "vendere pesticidi" o a "rendere una mela un po' più gialla o un po' più rossa", dubito che qualcuno sarebbe disposto a investire (a monte) o a pagare (a valle) per averne i frutti.

Qualora l'obiettivo della trasmissione fosse stato quello di riflettere sull'esigenza di finanziare la ricerca pubblica in agricoltura, senza lasciarla in appannaggio a compagnie private che (per dovere di cronaca) investono milioni di dollari l'anno in innovazione, direi che l'intento non è stato raggiunto.

Criminalizzare i brevetti vegetali, infatti, significa insinuare nell'opinione pubblica il dubbio che chiunque intenda apportare miglioramenti nel settore agricolo, lo faccia solo a scopo di lucro; quando è evidente che la ricerca (tanto quella pubblica, quanto quella privata) si sforza di rispondere a ben altre esigenze produttive, come la lotta alle principali fitopatie delle colture e/o l'ottenimento di un maggiore appeal commerciale delle produzioni e/o un loro più elevato valore nutrizionale, a tutto vantaggio degli agricoltori e dei consumatori.

Il vero scandalo, semmai, è la frode e il furto ai danni della proprietà intellettuale che, a pieno titolo di legge, viene attribuita ai brevetti vegetali, così come a qualsiasi altro prodotto coperto da copyright.

Clicca qui per rivedere la puntata di Report di ieri.

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Commenti recenti:


Condivido quanto da lei scritto.
Ancora una volta la TV fa leva sulla emozionabilità del pubblico raccontando solo la propria (superficiale) posizione , evitando accuratamente un contradditorio con la comunità scientifica..

D''altra parte questo è il paese in cui la TV sponsorizza dei metodi di cura facendo leva sulla disperazione della gente

Carlo dalmonte, Brisighella - 2013/11/12 08:09:32.000


"Cara Rossella, perdonami, sono all''estero per lavoro e non ho visto la trasmissione che citi. Qualche commento generale posso comunque farlo. Il tema è tremendamente complesso. Da anni lavoro in programmi internazionali di cooperazione allo sviluppo e tuttavia non ho ancora maturato una convinzione precisa su questo tema. Da un lato, come agronomo, non ho dubbi che la ricerca vada sviluppata e tutelata e che, nell''economia di mercato, possa fare profitto dalla propria attività di registrazione delle varietà selezionate. Dall''altro, mi chiedo sempre quali siano i limiti in questo ambito - stiamo parlando di cibo, non di automobili, quindi di una faccenda molto più sensibile - in modo che gli interessi di consumatori e piccoli produttori siano tutelati. Credo che i rischi insiti nello sviluppo di OGM; per esempio, siano evidenti, proprio per il rischio di "monopolizzare" il know-how del cibo a livello globale. Ecco, credo che questo possa essere il tema centrale e la chiave per affrontare il problema: i brevetti portano a monopolio? Se così fosse, credo dovremmo guardarli con sospetto. Se rimangono all''interno di un libero mercato in cui occupano un segmento a fianco di altri in cui l''accesso al know-how varietale è libero, sono invece elementi di stimolo al miglioramento complessivo. Nel melo, siamo in questa situazione. Se guardiamo alla produzione di mais argentino, per esempio, forse qualche timore in più dovremmo averlo. Che ne pensi?"
Dario Caccamisi, Kabul - 2013/11/12 07:17:12.000


D''accordissimo cara Rossella: è necessaria una politica agricola globale che possa trovare la giusta soluzione d''equilibrio. Bertrand Russell ha affrontato il tema del governo globale ormai oltre cinquant''anni fa e non molto è migliorato. Hai ragione, le bocche da sfamare crescono: purtroppo l''esperienza dice che il modello che abbiamo sviluppato finora non funziona completamente in questa direzione. Personalmente penso che il modello proposto dalle grandi multinazionali non porti a miglioramenti. Per questo c''è bisogno di una seria politica agricola globale libera dalla corruzione e dalle cialtronerie. Un''utopia? Temo di si.
Dario Caccamisi, Kabul - 2013/11/12 07:54:02.000


"E'' assolutamente sbagliato pensare che i prodotti agricoli brevettati non siano validi o arrechino danno a taluni o indebito arricchimento ad altri, coltivo con successo un kiweto della varietà Jintao, sono seguito costantemente da un agronomo incaricato e a spese del Consorzio, il quale non solo mi indica la migliore strategia colturale, ma mi vieta categoricamente di usare prodotti non registrati sulla coltura o non utilizzabbili perchè non rientro con i tempi di carenza per la raccolta. Penso che i prodotti brevettati siano un valido aiuto alla ns agricoltura in ginocchio da tempo, ma la filiera deve essere completa dalla pianta alla vendita dei frutto.
Non sono daccordo che sia brevettata la pianta e poi il frutto non sai a chi venderlo, questa si che è pura speculazione da parte dei vivaisti, per non parlare del controllo sanitario che è continuo e costante per quanto riguarda la produzione di kiwi Jintao da parte del consozio "Kiwi Gold" ."
Ferdinando Punturiero responsabile az. agr. Chindamo Maria, Rosarno (RC) - 2013/11/12 13:34:56.000


Sono pienamente d''accordo, purtroppo esiste un gruppo di gente convinta così di fare del bene all''agricoltura senza comprendere che qui si rischia il fallimento. Rammento sempre l''opera compiuta da dott. Strampelli nel miglioramento genetico del frumento duro che oggi ci permette di coltivare varietà capaci di produrre fino a 100 ql di grano. In ogni caso c''è il problema di fondo che nel settore agricolo tutti si sentono in grado di esprimere un giudizio, anche chi non ne ha le competenze e tende a dare un''immagine errata di quello che è il mondo della ricerca e del miglioramento genetico.
Fernando Di Chio, foggia - 2013/11/12 09:35:49.000


Cara Rossella, le tue riflessioni mi atterriscono, come si fa a non capire che con la scusa di sfamare tutti (problema iper complesso che non posso sviluppare in questo commento) si rischiano di perdere tutte le varieta'' esistenti di preziosissimi vegetali e di diventare DIPENDENTI dalle grandi multinazionali. Sono un agronomo e lavoro con le banane, settore completamente in F1, da tanti anni, e guarda caso da qualche tempo ci si affretta a recuperare i semi di varieta'' di banane (conservati poi in Belgio germogliati in gel) proprio perche'' le fitopatie presenti prendono il sopravvento e rischiano di uccidere tutte le piante, la Gross Mitchell insegna. Come e'' possibile non vedere il disegno del controllo dell''alimentazione?? Ma perche'' questa rivoluzione e'' cominciata in modo massivo su Soia e Mais che ormai sono quasi esclusivamente OGM? Perche'' dici che la trasmissione non ha contraddittorio quando la sola BASF si e'' presentata con il suo delegato in italia mentre la Monsanto non ne ha voluto sapere? Se vogliamo essere critici ok, ma non disinformiamo per piacere. E meno male che anche altri prima di me si sono accorti dell''assurdo paragone cibo-auto, ma quelli per loro fortuna sono all''estero, lontano da un paese che non sa piu'' neanche riconoscere l''informazione imparziale e libera.
Filippo De Martino, Civitavecchia - 2013/11/12 10:12:56.000


"La posizione di Rossella e di Carlo Dalmonte è condivisibile; ritengo che la televisione generalista ed in tempi così ristretti, senza esperti "veri", non dovrebbe occuparsi di temi tanto complessi senza correre il rischio di fare cattiva informazione o disinformazione. Ben vengano dibattiti scientifici, magari comprendenti scienziati non di parte e coi tempi a disposizione necessari: posso comprendere che per i non addetti ai lavori non creeranno sensazionalismi ma saranno molto utili a chi veramente interessato e con la mente sgombra da pregiudizi. Cordiali saluti."
Francesco Donati, Faenza - 2013/11/12 19:26:25.000


posso garantire che, è il politico a non volere la ricerca.
Esisteva un progetto, di ricerca di nuove cultivar e migliorare la specie esistente con Istituto Sperimentale di Frutticoltura, il CNR e il Ministero dell''Agricoltura.
La sperimentazione, i vari vivai con nuovi innesti, dovevano essere fatti su beni confiscati confinanti con un centro ricerche di oltre 25 ettari.
La manodopera, anche per il centro, era a carico dell''Associazione.
Fu avviato una sperimentazione di pero-melo con la buccia della melaannurca.
furono messe a regime oltre 500 piante di nocciolo di Giffoni , ogni tre alberi aveva il suo innesto particolare.
Furono fatte pubblicazioni scientifiche con l''aiuto dell''ISF , e Ministero ( Ministro Alemanno) tutto a spese dell''Associazione Acli terra.
A Aprile 2009 , tutto è andato perso e i politici di turno si rallegrarono, delle mie disgrazie giudiziarie causate da un collaboratore infedele ( sentenza può essere consegnata ).
Acli terra non ha saputo e voluto gestire il patrimonio creato dal 2003 al 30/3/2009 e oggi il terreno viene utilizzato a cerci o grano.

Al politico interessava, andare da Alemanno e essere assunto a € 6.600,00 al mese parlando male del progetto.
posso inviarti le pubblicazioni scientifiche

E'' tutto passato, ora non vi è più la forza e la volontà.

Gaetano Manna
gaetano manna, formia - 2013/11/12 18:28:37.000


Cara Rossella, il vero problema e che gli agricoltori non hanno un accesso diretto con la realtà, sono invece perennemente ed inevitabilmente coinvolti in processi di costruzione e ricostruzione che altri tracciano e sicuramente anche per loro interessi. La piramide capovolta non riesce a stare in equilibrio, dobbiamo rimetterla a posto è inevitabile.
Nell’ambito di questo approccio le tecnologie, inteso in senso lato non hanno un accesso diretto con la realtà, sono invece coinvolte in processi costruiti dall’uomo con arte, con maestria ma tengono conto del territorio e dell’uomo?

francesco, Grottaglie - 2013/11/12 17:47:20.000


Trovo necessaria la ricerca e la sperimentazione nel campo dell''agricoltura. Nuove varietà possono aiutare noi agricoltori a coltivare meglio e forse anche a vendere meglio le nostre produzioni. Legittimo il diritto di tutela alla proprietà intellettuale del frutto di tale ricerca e sperimentazione da parte delle aziende private che investono in questo. Non trovo invece utile a nessuno quei contratti capestro che limitano la commercializzazione del frutto.
Teresa Diomede, Rutigliano (BA) - 2013/11/13 07:51:32.000


"GABANELLI PARLA COME MANGI! Scusami Rossella per l''intrusione e per il tono perentorio. Le frasi fatte, per definizione, sono il peggiore espediente per fare informazione, ma vista la generale ignoranza- soprattutto politica-, su un tema determinante come l''alimentazione, la mia esortazione assume un significato diverso e inedito. Non un invito alla semplicità d''espressione ma alla necessità di essere informati quando si parla di semi, di varietà, di agricoltura, di cibo, fast o slow che sia. Un invito ad affinare la capacità di discernimento quando guardiamo la Tv o leggiamo spunti interessanti come questo su FreshPlaza. Un''esortazione ad una maggiore responsabilità. A chi conviene gettare la croce addosso alla ricerca? Il tuo quesito rimane senza risposta. Milena Gabanelli è un''ottima giornalista, ma quando piove sul suo orticello sui colli bolognesi, dà sempre la colpa "alle multinazionali", e non al governo ladro. L''Italia ha dato i natali a Nazareno Strampelli, come ricorda Fernando da Foggia, ma ha delegato ad altri la politica agricola da almeno 50 anni e ha progressivamente svuotato di contenuti la propria rete di ricerca pubblica. è vero che gli ogm hanno 20 anni come scrive, urlando in maiuscolo, il buon Leo. ma questo è l''anno del primo raccolto di mais RR in Friuli. Da qui il ritorno di fiamma - con gli stessi immutati argomenti - dell''ambientalismo più bacchettone e della caccia alle streghe della contaminazione genica (in una nazione dove si sparge cloroformio e diossina in pieno campo). Non ci bastano 20 anni di ritardo tecnico? Anni in cui non sono stati i nostri ricercatori a dormire, come testimonia Raffaele Testolin da Udine, ma la politica ad ostacolarne in ogni modo l''attività di miglioramento genetico (e ora - se non bastasse - ci pensano anche i giornalisti tivvù). Ben vengano biologico, biodinamico, tipico, km zero, se servono a differenziare le produzioni e a creare valore. Ma l''agricolltura professionale è -anche -altro. Appellarsi alla fame del mondo, attuale e futura, suona un po'' ipocrita. Siamo in un''economia di mercato. Non spetta all''agricoltore sfamare, deve competere. Con colleghi stranieri più avvantaggiati dal punti di vista tecnico (e non solo). Basta questo per capire la fame d''innovazione, anche in agricoltura. E per fortuna che in questo clima c''è chi ha continuato a investire in ricerca, che ha continuato a brevettare le proprie innovazioni, varietà e mezzi tecnici. Gli Ogm spaventano e non sono privi di rischi. Il consumo di pesticidi non aumenta parallelamente alla diffusione degli ogm, come dice Massimo Benuzzi da Cesena, bensì per colpa della diffusione della resistenza tra le malerbe. Un problema da risolvere con scienza e coscienza . Ma se siamo sempre clamorosamente in ritardo, non ci possiamo permettere di dare un contributo, nè alla sicurezza alimentare nè a quella ambientale. La cicala non si può permettere di fare la schizzinosa quando chiede le scorte invernali alla formica."
Lorenzo Tosi, Bologna - 2013/11/13 18:19:40.000


gent.ma Rossella Gigli,
mi sembra che in ogni caso sia provato e riprovato che l''immissione delle colture OGM resistenti al glifosate abbia portato ad un aumento dell''uso di glifosate stesso e quindi di pesticidi. Pertanto l''affermazione di report mi sembra perfettamente congrua e veritiera. Per cui i giornalisti di Report avranno fatto errori ma detto anche molte verità...
Massimo Benuzzi, cesena - 2013/11/13 08:09:59.000


"Mi sono sentito veramente piccolo, brutto, sporco e cattivo, a lavorare nel campo dei brevetti su varietà vegetali. Mi consola solo il fatto che è facile riconoscere quanto è stato fazioso il servizio. A me ha colpito molto la mancanza di una domanda: perchè i produttori si ostinano a piantare soia e colza round up ready o riso clearfield o mele "un po'' più gialle o un po'' più rosse"? Come mai non hanno mai chiesto "ma perchè coltivate queste nuove varietà brevettate"?"
Maurizio Ventura, Cesena - 2013/11/12 14:08:09.000


Rossella, nell''articolo a commento della trasmissione report ha riassunto le perplessità di molti che lavorano nella ricerca e nella selezione di nuove varietà. Grazie anche a nome di altri colleghi
Raffaele Testolin
Università di Udine
Raffaele Testolin, Udine - 2013/11/12 12:31:05.000


Buonasera. Io coltivo 20 ha di pero biologico, 1 di mele e 2,5 di vite. In azienda facciamo ampio uso di tecnologie innovative. Direi anzi che molto spesso la nostra azienda è stata pioniera e sperimentatrice di tecniche poi usate nell''integrato. Non siamo quindi tacciabili di pregiudizio verso l''innovazione. Trovo invece pregiudiziale il contenuto dell''articolo. Il discorso sugli OGM è inequivocabilmete aberrante. Non arrivo proprio a capire come possa un operatore del settore non capire che gli OGM sono una sciagura per l''agricoltura. Posso con certezza affermare che la biodiversità nelle aziende agricole è una ricchezza economica non solo ecologica. Esprimo forte contrarietà verso tutto ciò che limita o annulla la libertà, la professionalità, l''indipendenza, e l''orgoglio di produrre cibi sani e accessibili per la popolazione e gli OGM rientrano a pieno titolo in tutti questi casi. Per quanto riguarda i brevetti sulle innovazioni varietali ho molte riserve di ordine intellettuale oltre a puntualizzare il fatto che, come accade ad esempio per i grani di forza, si ricercano i record di quantità e le qualità di molitura tralasciando pericolosamente le caratteristiche nutrizionali complesse.
vainer rebecchi, Ravarino (MO) - 2013/11/13 19:20:12.000


Ciao Dario, grazie per il tuo contributo. Certamente il rischio di eventuali monopoli va affrontato; credo non si possa farlo senza una forte politica agricola che finanzi in modo convinto la ricerca pubblica. Ma bisogna anche avere le idee chiare sulla direzione che si vuole prendere: nel frattempo che si cercano i fondi e che si prova a mettersi d''accordo sui fondamentali, avremo fatto in tempo ad arrivare a dieci miliardi di bocche da sfamare.
Rossella, Roma - 2013/11/12 07:44:26.000


Caro Filippo, grazie per il tuo contributo a questa discussione. Concordo con te che preservare la biodiversita'' sia cruciale se vogliamo davvero sfamare il mondo; credo anche che le stesse aziende sementiere abbiano altrettanto a cuore questo aspetto. Non esiste infatti alcun breeding possibile senza una banca sementi in partenza ricca, vasta e diversificata.
Rossella, Roma - 2013/11/12 11:29:05.000


Grazie, Lorenzo, per questo tuo contributo nel quale tocchi proprio il nodo della questione: il ritardo - culturale, tecnologico, competitivo - che il nostro Paese (non solo quello agricolo) ha accumulato negli anni e che ritengo difficilmente colmabile, tanto piu'' nella fase di totale entropia in cui ci troviamo...
Rossella, Roma - 2013/11/13 18:29:59.000


Sig. Rebecchi, Lei afferma che gli OGM sono una sciagura per l''agricoltura, ma bisogna anche capirsi su cosa voglia dire OGM. Se per OGM intendiamo le monocolture estensive geneticamente uniformate a determinati standard, che sono una iattura per la biodiversita'', posso concordare con Lei. Se per OGM intendiamo tecniche di miglioramento varietale che ottengono i medesimi risultati dell''ibridazione classica ma in tempi minori e/o con una maggiore efficacia, dubito che l''agricoltura non possa trarne vantaggio. Ricordo a tutti che la tecnologia biotech ha gia'' salvato specie frutticole dall''estinzione, come la papaya, e potrebbe far sopravvivere oggi la produzione di banane in diversi stati africani. OGM inoltre comprende organismi transgenici e cisgenici, questi ultimi ottenuti lavorando nell''ambito della stessa specie, proprio come accade nel breeding classico.
Rossella, Roma - 2013/11/14 08:42:32.000


"BUONASERA, NON HO CAPITO SE CHI HA SCRITTO L''ARTICOLO COMPRENDE CHE L''INNOVAZIONE DI CUI SI PARLAVA NEL "REPORT" DI IERI SERA NON E'' LA CONSUETA IBRIDAZIONE PRATICATA DA SECOLI, MA LA PIU'' RECENTE MODIFICAZIONE DEI GENI CHIAMATA APPUNTO OGM, NON E'' QUESTA LA SEDE PER SPIEGARE COSA SONO GLI OGM, COSA CHE MI SEMBRA SIA STATO FATTO COMPIUTAMENTE IERI SERA, QUELLO CHE MI SEMBRA STRANO E'' APPUNTO LO STUPORE CHE DIMOSTRANO CERTE TRASMISSIONI, DICIAMO "CONTRO GLI OGM" A DISTANZA DI CIRCA 20 ANNI DALLA LORO DIFFUSIONE, SEMBRA QUASI (E NON E'' IL PRIMO CASO) CHE UN CERTO TIPO DI "ECOLOGISTI " LAVORI PER FAR CREDERE ALLA GENTE CHE IL PROBLEMA "E'' CIRCOSCRITTO" , CHE E'' "LONTANO DA NOI" .
LA REALTA'' E'' CHE E'' UNA COSA GRAVISSIMA DI PROPORZIONI PLANETARIE, REPORT LO HA SPIEGATO BENISSIMO, PERO'' CON IL TRAGICO ERRORE DI CONSIDERARLA COME UNA COSA CHE PARTE ORA, MENTRE INVECE E'' INIZIATA 20 ANNI FA E ADESSO NON SE NE CONOSCE LA DIFFUSIONE E LA GRAVITA''. PERSONALMENTE HO CURATO INIZIATIVE E UNA CONFERENZA APPUNTO 20 ANNI FA PER AVVERTIRE LA GENTE DEL PERICOLO DEL MONOPOLIO DEGLI OGM.
CONSIGLIO DI LEGGERE FRANCARDO "I SEMI DEL FUTURO"
LEO"
LEO, GAVORRANO - 2013/11/12 18:13:23.000


"Buongiorno da vincenzo ferrari
se può servire la mia percezione. Senza rivedere il servizio, per non condizionare il ricordo.
Mi è rimasta l''analisi che la ricerca, per commissione "commerciale" può essere pilotata ed indirizzata al miglioramento della "resa commerciale" del prodotto lavorato (impasto) trascurando lo studio degli effetti consequenziali sulla salute umana."
vincenzo, Pulsano TA - 2013/11/12 11:34:31.000



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