E' indispensabile che anche quest'anno giunga la deroga per l'uso dei fumiganti a base di cloropocrina (cfr. notizia correlata), però occorre anche guardare avanti e rendersi conto che, prima o poi, l'Unione europea potrebbe deciderne la messa al bando, così come capitò anni fa per il bromuro di metile.
E' il pensiero espresso da un ricercatore del settore ortofrutticolo che segue anche la fragola. Un pensiero dettato dal buon senso: se si parla di deroga, si deve anche capire che prima o poi questa non sarà più concessa. Nel momento in cui il Ministero (della Sanità in questo caso, e non si è mai capito il perché) concede la deroga, deve investire fondi per cercare alternative.

Foto: www.siia.info/fumigazioni/
"Esistono ricerche effettuate negli anni passati - aggiunge il ricercatore - che hanno dato buoni risultati. Si tratta di biofumigazioni che vanno integrate a pratiche agronomiche meno impattanti e che sfruttano meno il terreno. Le rese sono inferiori, ma di poco. Poi si dovrebbero scegliere varietà rustiche e più resistenti al raddoppio. Un'altra ricerca integrava la biofumigazione alla solarizzazione e ha dato risultati altrettanto efficaci".
L'unico ostacolo a queste pratiche alternative è che sono meno comode. La fumigazione tradizionale è comoda, la effettua una ditta esterna, è veloce ed efficace. Le altre soluzioni biologiche sono più dispendiose in termini di tempo e impegno.
"Sono certo che la deroga arriverà in tempo utile - è l'auspicio dell'esperto - ma allo stesso modo credo che si debba guardare in avanti, perché prima o poi in tutta l'Unione europea questo e altri principi attivi saranno eliminati. Non si può programmare la produzione a colpi di deroghe".