La certificazione di un prodotto non è una medaglia per chi la detiene, bensì una rete di protezione per il consumatore. La legge non impone di produrre e vendere prodotti biologici. Però, fatta la scelta, la norma stabilisce le regole, fra le quali l'assoggettamento a un sistema di controllo. Un prodotto certificato così deve passare due livelli di controllo: quelli previsti per qualsiasi alimento e quelli specifici del biologico. La certificazione in sé è una sintesi; il valore aggiunto va ricercato nelle attività di controllo effettuate su chi produce e/o immette il prodotto sul mercato.
25 anni di esperienza nella certificazione bio
"L'impresa che non si adegua agli standard produttivi richiesti un po' da tutti i canali commerciali, corre un rischio di natura strategica". A dirlo è Angelo Maugeri CEO di Ecogruppo Italia Srl, azienda impegnata, da oltre 25 anni, proprio sul fronte della certificazione biologica, che vanta inoltre una grande esperienza nel settore ortofrutticolo internazionale. 
Angelo Maugeri
Garanzie per il consumatore
"Non può esserci sul mercato un prodotto biologico non certificato - sottolinea Maugeri - Il termine 'biologico', il logo europeo associato a queste merci e il codice identificativo dell'ente di controllo possono comparire solo su prodotti certificati. Ogni altro uso è perseguibile. Per quanto riguarda la garanzia nei confronti del consumatore, un aspetto spesso sottovalutato è che i controlli non sono semplicemente sul prodotto, ma su tutta la filiera".
Occorre essere consapevoli che, ad esempio, il pomodoro fresco o le pere che acquistiamo al supermercato non provengono direttamente da chi li ha coltivati in campagna. I passaggi sono molteplici e, se i controlli riguardassero solo la produzione, aumenterebbero il rischio che arrivi in vendita un prodotto differente o difforme da quello che il consumatore genuinamente crede di acquistare. Il prodotto e chi lo detiene, invece, sono controllati a ogni passaggio. Sotto la lente vi sono anche quelle figure di intermediazione commerciale che magari la merce non la vedono neanche.
Ecogruppo ItaliaCon un organico di 15 dipendenti e la collaborazione di una settantina di ispettori professionisti, Ecogruppo Italia controlla e certifica oltre 5.000 operatori nazionali e circa 400 in Bulgaria. La sede centrale è a Catania, a cui si aggiungono uffici periferici in Calabria, in Puglia, in Piemonte e in Bulgaria. Per le operazioni internazionali, l'azienda si avvale di partnership con enti di controllo esteri, in modo da poter fornire alla clientela le certificazioni richieste dai paesi extra UE.
Focus sul settore ortofrutticolo
"La normativa è in evoluzione e talora i segnali che arrivano dall'Italia e dall'Unione Europea sembrano in conflitto - spiega Maugeri - La politica agricola comunitaria si indirizza e assegna fondi per incentivare la conversione all'agricoltura biologica, ritenendola fondamentale per la salvaguardia dell'ambiente e per la salute umana. Un decreto legislativo recentemente entrato in vigore in Italia, però, sembra deprimere il settore nella sua interezza. La burocrazia rimane pesante e, a fianco dei provvedimenti sanzionatori classici, sono state introdotte multe amministrative di rilievo, talvolta senza distinguere fra un'irregolarità genuina o non voluta e un reale tentativo di frode".

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