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Il CREA di Acireale fa il punto sui programmi di miglioramento genetico degli agrumi

Il CREA, con il suo centro di Olivicoltura, Frutticoltura ed Agrumicoltura, in collaborazione con il Dipartimento Di3A dell'Università di Catania, ha organizzato un convegno dal titolo "Strategie di miglioramento genetico e valorizzazione delle nuove varietà di agrumi" che si è tenuto ieri, 13 dicembre 2017, presso la sede dell'ente di Acireale, in provincia di Catania.



I lavori hanno visto contenuti di altissimo profilo tecnico scientifico, incentrati sui programmi di miglioramento genetico, ritenuti sempre più strategici per favorire l'innovazione in agrumicoltura, in quanto mirano a ottenere nuove varietà dalle migliorate caratteristiche organolettiche e maggiormente resistenti a stress biotici e abiotici.

Il parterre dei relatori era costituito da cinque5 ricercatori provenienti da Stati Uniti, Australia, Corea del Sud, Spagna ed Uruguay, tra i maggiori esperti di breeding e di genetica degli agrumi, i quali hanno descritto le attività di in corso presso i loro centri di ricerca.

Dopo i saluti istituzionali del direttore del Centro di ricerca siciliano, Paolo Rapisarda, e del preside della Facoltà di Agraria di Catania, Salvatore Cosentino, i lavori sono entrati nel merito con la relazioni scientifiche di Malcolm Smith, del dipartimento di Agricoltura di Bundaberg in Australia, Paolo Aleza dell'istituto di ricerca agraria di Valencia in Spagna, Kwan Jeong Song dell'istituto di ricerca agraria di Jeju in Corea, Fernando Rivas dell'istituto di ricerca agraria di Salto in Uruguay e di Fred Gmitter del centri di ricerca agrumicola dell'Università della Florida, a Lake Alfred, negli Usa.



Al centro non solo tecniche di breeding, ma soprattutto le innovazioni varietali, tese all'allungamento del calendario di produzione degli agrumi, che tengano conto delle resistenze alle fitopatie incombenti.

Altro aspetto affrontato è stato quello delle tendenze dei consumi, dove vige l'esaltazione del sapore, o l'attenzione alle proprietà salutistiche, all'assenza di semi, alla facilità al consumo (sbucciatura facile), all'aspetto del frutto e, più complessivamente, alle novità in commercio ottenute dalle nuove combinazioni di colori, sapori e forma del prodotto.

Elementi, questi ultimi, che sembrano accomunare gli interessi dei consumatori dei tre continenti e dei due sub continenti, accomunati dagli stessi orientamenti, sebbene con qualche distinguo.

Nel contesto del breeding agumicolo mondiale, il programma del CREA di Acireale con metodi convenzionali oggi gode di rinnovata vitalità grazie al supporto di aziende ed OP (OP Armonia, Oranfrizer, OP Esperidio e OP Rosaria) che hanno mostrato particolare interesse nel supportare l'innovazione varietale "made in Italy".

Durante il convegno è emerso inoltre che il Governo italiano ha impegnato 8 milioni di euro per l'applicazione delle new breeding techniques (cisgenesi e genome editing) in agricoltura. Nell'ambito di tale progetto, che riguarderà numerose colture di interesse agrario in tutto il territorio nazionale, il centro di Acireale sarà coinvolto nel miglioramento genetico dell'arancio dolce attraverso i suddetti metodi biotecnologici.



Nei prossimi giorni saranno organizzate, infine, visite tecniche presso alcune delle aziende agrumicole e vivaistiche più innovative di Basilicata, Calabria e Puglia, cui prenderà parte anche l'Agronomo Francesco Perri, noto esperto e consulente in agrumicoltura.