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Focus sul mercato mondiale dei mirtilli

Grazie alla fine anticipata della stagione europea dei mirtilli il Sudafrica è riuscito a incrementare le esportazioni nel continente. È stata una necessità, dal momento che la produzione del paese è cresciuta drasticamente, con una conseguente pressione sui prezzi. Attualmente in Europa il commercio è concentrato sui mirtilli argentini, ma ci si preoccupa della qualità di quelli peruviani. Non è questo il caso tra gli importatori USA, che hanno assistito ad un incremento del volume in arrivo dal Perù. L'Argentina sta avendo una buona stagione e riporta cifre d'esportazione più elevate.

Sudafrica: drastico aumento nei volumi
In Sudafrica la raccolta è cominciata a giugno. I produttori mirano a colmare il divario sul mercato tra le settimane 37 e la 47, quindi le esportazioni continueranno. La produzione totale per la stagione 2017-18 è di 10mila-11mila ton, una crescita sostanziale rispetto alle 5.869 ton raccolte nella campagna 2016-17. L'anno scorso le esportazioni hanno raggiunto le 4.154 ton e la prospettiva di questa stagione è di raggiungere le 8mila ton.

I produttori hanno indicato che il volume maggiore mette sotto pressione i prezzi. Anche se le cifre ufficiali indicano che la superficie coltivata è rimasta invariata a 1.598 ettari, alcuni esperti ritengono che gli ettari siano già oltre 2mila. Le nuove piantagioni si trovano principalmente nel nord del paese, dove si possono coltivare le bacche grazie alle varietà geneticamente modificate per resistere ai climi più caldi (low chill). Tradizionalmente le colture si trovano a sud e a ovest della regione del Capo.

La maggior parte delle esportazioni è destinata al Regno Unito, che rappresenta il 60% circa di tutte le esportazioni. Segue l'UE, con il 30% delle esportazioni, Africa (6%), Asia (3%) e Medio Oriente (1%) sono mercati più piccoli. La fine della stagione europea ha determinato una buona richiesta di mirtilli.



Aumentano le esportazioni di mirtilli argentini
L'export di mirtilli argentino è aumentato del 35% nel periodo fino alla settimana 40, rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Il paese ha esportato 4.234 ton di bacche, rispetto alle 3.111 ton del 2016.

È stata registrata una crescita sia nelle spedizioni aeree che in quelle marittime. Per quanto riguarda la prima categoria, il volume è passato da 2.849 ton a 3.383 ton, registrando un aumento del 18%. Un produttore ha affermato: "In qualità di coltivatori abbiamo pianificato meglio e di conseguenza abbiamo avuto una stagione migliore". Vista la situazione dell'anno scorso, il settore in questa stagione si è preparato introducendo diversi cambiamenti in produzione, logistica e commercio. Per esempio, è stata prestata un'attenzione maggiore al trasporto marittimo, rispetto a quello aereo.

Gli esportatori vedono buone opportunità per questa stagione, tenendo conto della situazione nei paesi vicini. Un operatore ha spiegato: "Nelle ultime settimane il Perù ha esportato di più negli Stati Uniti, anche se inizialmente ha preferito spedire in Cina". Il Cile sembra essere indietro rispetto alle stime. "Ciò è molto importante, perché siamo ottimisti per i prezzi delle settimane 48, 49 e 50".

USA: il Perù richiede una quota di mercato maggiore
Con la fine della stagione interna il mercato passa alle importazioni da Sud America e Messico. Al momento, secondo un commerciante, la fornitura arriva principalmente da Argentina e Perù e, in misura minore, dal Messico. I volumi da Perù e Cile dovrebbero continuare ad aumentare nelle prossime settimane. "Nel complesso dal Sud America arrivano volumi maggiori". Il commerciante ha riportato che Argentina e Perù si aspettano una crescita del 20% in questa stagione.

Il Perù sembra essere pronto a giocare un ruolo più dominante sul mercato USA. Il paese può avvantaggiarsi del gap che solitamente a dicembre si lasciano indietro le stagioni di Argentina e Cile. Secondo le aspettative di n importatore, in quelle settimane il Perù spedirà volumi maggiori.

La richiesta di mirtilli è buona e quindi i prezzi sono leggermente più alti di quelli dell'anno scorso. Il limite più basso è di 20 dollari FOB, ma potrebbe aumentare a 30 dollari. Un commerciante ha affermato che con il giorno del ringraziamento e le festività di dicembre dietro l'angolo, la richiesta di mirtilli presumibilmente aumenterà.

Il commercio olandese soddisfatto della frutta d'importazione

In Nord Europa la stagione dei mirtilli è terminata. In circolazione ci sono ancora alcuni piccoli volumi europei, soprattutto dalla Polonia, ma un importatore li ha descritti come "di scarsissima qualità" e ritiene che non possano più essere venduti sul mercato.

Attualmente la fornitura arriva da Sudafrica, Argentina, Perù e piccole quantità dall'Uruguay. La settimana scorsa i prezzi sono stati molto alti, per poi diminuire in questa. Secondo un commerciante: "È una situazione strana, perché in effetti è presente una carenza". La causa dei prezzi bassi è il Perù. L'importatore ha affermato: "quelle bacche non sono buone". In realtà in passato i rivenditori acquistavano qualsiasi mirtillo a disposizione, ma non è più così ora. I consumatori sanno cosa vogliono nei mirtilli e non accettano più una qualità scadente.

In Argentina la stagione è cominciata nella settimana 37. "C'è solo una varietà la cui qualità è stata deludente, ma le altre sono andate bene. Tutto ciò che viene spedito è buono". Il Perù ha cominciato le spedizioni aeree, ma nel frattempo sono arrivati anche i container. "La qualità del prodotto peruviano è terribile: le bacche sono morbide e senza sapore - ha assicurato un importatore - È un vero e proprio problema, tutti ne parlano e il mercato è in tumulto. In questo senso, i mirtilli argentini stanno andando bene".

Le prime spedizioni aeree dall'Uruguay sono arrivate nella settimana 40. Sono piccoli volumi, ma ci sono anche dei container in viaggio. L'importatore ha spiegato: "In termini di sapore, sono analoghi a quelli argentini e non ho riscontrato grandi problematiche". La stagione sudafricana è cominciata nella settimana 37/38, associando prezzi elevati a un "prodotto perfetto". I prezzi sono ancora più alti di quelli del prodotto sudamericano.

Germania: la richiesta di commercio d'oltremare sta crescendo
In Germania i mirtilli d'oltremare sono i più venduti. Questi lotti arrivano principalmente dal Sud America, soprattutto da Argentina e Perù. Il prezzo di queste bacche oscilla tra 12 e 14 euro al kg, rispetto agli 8-10 euro al kg pagati per i mirtilli europei. I commercianti hanno osservato che attualmente la richiesta è soddisfacente, su un livello medio rispetto agli anni scorsi. Rispetto alla stagione estiva la richiesta di mirtilli sembra essere diminuita tra i consumatori tedeschi.

Israele: domanda enorme nonostante i prezzi elevati
Gli elevati prezzi dei mirtilli non sono stati un deterrente per i consumatori israeliani. Le vendite sono aumentate notevolmente negli ultimi tre anni. I prezzi possono raggiungere i 25 euro al kg, mentre il prezzo medio oscilla intorno ai 20 euro al kg. Intanto i mirtilli surgelati d'importazione vengono venduti a 10 euro al kg. E anche se la richiesta di bacche surgelate è alta, i consumatori preferiscono il prodotto fresco.

La grande differenza di prezzo rispetto ad altri paesi è dovuta principalmente alla combinazione di una domanda crescente e una produzione domestica insufficiente. A Israele solo poche regioni sono adatte alla coltivazione delle bacche, come nel nord dove l'altitudine maggiore permette temperature più basse e dove c'è un rischio minore di ondate di calore. Si è investito molto nello sviluppo di varietà adatte al clima, ma quelle ricerche sono ancora in corso e non cambierà niente nei prossimi cinque anni.

L'introduzione di nuove tecniche di coltivazione è un'altra opzione interessante per i produttori che vogliono incrementare la loro produzione. Per esempio, la coltivazione su substrato in zone a clima controllato. Secondo un coltivatore di Golan, nel prossimo futuro ciò sarà possibile. A questo riguardo, egli ha indicato come, nel caso delle fragole, è stato possibile cominciare a coltivare in serre e incrementarne così la produzione.

Il mercato australiano resta buono
Anche se le zone di coltivazione nel sud dell'Australia non cominceranno la raccolta prima di dicembre, le zone di produzione a nord sono sul mercato da giugno. Dopo di che comincerà la stagione dei mirtilli nel Queensland e nella zona settentrionale del Nuovo Galles del Sud. Nonostante le piogge delle ultime settimane, il mercato per i mirtilli è buono. I commercianti riportano che negli ultimi mesi i mirtilli sono stati uno dei prodotti più popolari.

Secondo le cifre dell'Associazione dei coltivatori di mirtilli australiani, annualmente vengono prodotte 4.500 ton di mirtilli. Di questo volume, il 75% viene commercializzato per il consumo fresco sul mercato domestico, mentre un altro 15% viene esportato in Asia ed Europa e il 10% viene destinato all'industria di trasformazione. La produzione si sta espandendo rapidamente e i produttori tengono occhi e orecchie aperte per trovare nuovi mercati. Alla fine del 2015 le bacche australiane hanno ottenuto l'accesso al mercato indiano.

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

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