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Presentazione alla Camera dei Deputati. Guarda il video

"Il futuro e' gia' adesso: vita piu' lunga all'ortofrutta grazie all'imballaggio "attivo" del Consorzio Bestack"

Non semplici contenitori, ma imballaggi intelligenti, dotati di particolari proprietà prese in prestito dalla natura per mantenere frutta e ortaggi vivi e freschi più a lungo. Diminuzione degli sprechi del 10% per le fragole, del 15% per albicocche e 20% per nettarine. Si tratta degli imballaggi "attivi" del Consorzio Bestack, contenitori in cartone ondulato impregnati di una miscela concentrata di oli essenziali naturali a lento e costante rilascio che contrasta la deperibilità del prodotto. Il tutto nel più puro segno del biologico, perché questi oli essenziali sono già presenti nei vegetali come antimicrobici naturali. Contenitori innovativi per i supermercati, la distribuzione e la conservazione in casa.


Guarda la videointervista a Claudio Dall'Agata (video e foto di Cristiano Riciputi)

Un'ottica anti spreco che dà grandi unità di misura e dimensioni importanti sui benefici apportati da questa soluzione: considerando tre categorie di frutti sulle quali Bestack ha fatto delle verifiche, si stima che in Italia 115.000 tonnellate di fragole, albicocche e nettarine possono essere salvate dallo spreco per un corrispondente valore che sarebbe superiore a 190 milioni di euro. Immaginiamo di moltiplicare l'effetto a tutto il settore ortofrutta: fino a un miliardo di euro per circa 850.000 tonnellate di prodotto che non andrebbero buttate, equivalenti al 10% della frutta e verdura consumata in un anno.


Un esempio di imballaggio reso "attivo" con la nebulizzazione di sostanze di origine vegetale a protezione di frutta e verdura

La presentazione dell'imballaggio attivo a brevetto Bestack, studiato e ideato con l'Università di Bologna - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari di Cesena - è avvenuto presso la sala stampa della Camera dei Deputati ieri, 13 dicembre 2016, con la partecipazione dell'onorevole Maria Chiara Gadda, relatrice della legge 166/2016 contro gli sprechi e dell'onorevole Marco Di Maio della Commissione Affari Costituzionali. Con loro, Piero Attoma, presidente del Consorzio Bestack e di Comieco e Claudio Dall'Agata, direttore dello stesso Consorzio, insieme alla professoressa Rosalba Lanciotti del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, Settore scientifico Microbiologia Agraria, dell'Ateneo bolognese.

Camera dei Deputati. Da sinistra Marco Di Maio, Maria Chiara Gadda, Piero Attoma, Rosalba Lanciotti, Claudio Dall'Agata

"Il progetto discende da una legge, la 166 del 2016 alla quale abbiamo duramente lavorato – ha sottolineato l'onorevole Marco Di Maio – Siamo particolarmente impegnati contro lo spreco alimentare: quando si accettano sfide di cambiamento, si giunge a risultati significativi. La legge è anche per processi virtuosi della filiera agroalimentare. Occorre misurarsi con le sfide dell'innovazione e Bestack è riuscita a raccogliere questo confronto in sinergia con l'Università di Bologna". 

Dall'Agata e Attoma con gli imballi attivi

Da sottolineare che il Consorzio Bestack, promosso all'interno di GIFCO - Gruppo Italiani Fabbricanti Cartone Ondulato - fu fondato nel 2004 a Forlì dalle principali aziende specializzate nella produzione di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta: raggruppa nove soci e rappresenta oltre il 95% della produzione italiana di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta.



"Tra i progetti in corso, da completare, i processi attuativi della legge in questione – ha concluso Di Maio – Su questo confidiamo nella sensibilità del presidente del Consiglio Gentiloni e del ministro Martina, riconfermato nel suo ruolo" (cfr. FreshPlaza del 13/12/2016).

"La legge 166 ha visto due anni di lavoro e il concorso delle esigenze di due realtà diverse – ha aggiunto l'onorevole Maria Chiara Gadda – la Filiera agroalimentare da una parte e il Terzo Settore dall'altra, tutti nel segno del contrasto allo spreco alimentare e redistribuzione delle eccedenze".

I ricercatori dell'Università di Bologna. Da sinistra Lorenzo Siroli, Rosalba Lanciotti, Francesca Patrignani

Semplificando, questa norma ha diversi punti cardine, la riduzione degli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, farmaceutici e di altre tipologie, recupero e donazione delle eccedenze alimentari a fini di solidarietà sociale, destinandole in via prioritaria all'utilizzo umano, la riduzione della produzione dei rifiuti spingendo verso il riciclo e il riuso, più diversi altri punti.



"Per arrivare ai risultati voluti, un ruolo vitale lo svolge la ricerca. Gli atenei sono fondamentali – ha proseguito l'onorevole Gadda – Sul contrasto allo spreco alimentare, un ruolo chiave è tutto dell'imballaggio, quello che conserva al meglio i prodotti; poi l'imballaggio intelligente, attivo nella conservazione del contenuto". La prima fase di ricerca dell'Ateneo bolognese ha evidenziato come frutta e verdura confezionate in cartone, abbiano una shelf life da due a tre giorni superiore all'utilizzo di altri packaging. Poi arriva un guadagno nella conservazione fino ad altre 36 ore con il "cartone attivo". Il sistema permette quindi di poter confezionare e spedire anche frutti più maturi.

"Il percorso con l'Università di Bologna è stato avviato cinque anni fa su aspetti microbiologici – ha sottolineato Claudio Dall'Agata – Oggi quell'iniziale lavoro ha portato a un risultato tangibile. Abbiamo già fatto numerose verifiche ed esami. Il 2017 sarà l'anno chiave con una verifica, caso per caso, sui settori dell'ortofrutta".


Camera dei Deputati presa d'assalto dai giornalisti, ieri 13 dicembre 2016, per l'insediamento del Governo

Per dare una dimensione del lavoro fin qui svolto, in tre mesi sono state compiute 4.500 analisi e 200 campionamenti su fragole, albicocche e nettarine, nei punti di vendita al consumo del gruppo Agrintesa, dove sono stati misurati i benefici per quanto riguarda la freschezza nel tempo del prodotto, la riduzione degli scarti alimentari e il mantenimento delle proprietà organolettiche. Attuazioni sperimentali e poi di piena operatività anche ai mercati generali, fino al retailer italiano di piccole dimensioni senza tralasciare il test sul canale e-commerce.

"Sono antimicrobici naturali quelli contenuti negli oli essenziali degli imballaggi attivi Bestack – ha detto la professoressa Rosalba Lanciotti – elementi che la stessa frutta usa per combattere la degenerazione e i micropatogeni. Sono oli che inibiscono la capacità di sviluppo di microorganismi allungando la vita del prodotto. L'impiego dell'imballaggio attivo deprime possibili tossinfezioni, riduce il ruolo dell'imballaggio nella contaminazione del contenuto. In breve, rende più sicuro il prodotto".

"Grazie ai nostri imballaggi attivi abbiamo registrato una riduzione dello scarto del 10% sulle fragole, del 15% su albicocche e di oltre il 20% per le nettarine – ha aggiunto Dall'Agata – Sono numeri importanti, che danno con chiarezza la dimensione delle attuali grandi possibilità e potenzialità. Nel primo semestre del 2017 altre sperimentazioni, un paio rispettivamente con una realtà straniera e una italiana, oltre a quelle su diversi prodotti. Poi il via libera. Dopo avere presentato il nostro nuovo packaging al mercato, a Macfrut, abbiamo avuto importanti conferme della bontà di questo progetto e del suo carattere innovativo, sia dal riscontro avuto sul mercato stesso, sia per l'attenzione crescente da parte dei consumatori e dell'opinione pubblica per il tema dello spreco, specie dopo l'approvazione della legge 166 del 2016. Adesso siamo avviati velocemente alla piena applicazione".

"Ci siamo molto vicini – ha rimarcato Piero Attoma, presidente del Consorzio Bestack e del Comieco – Fra la sperimentazione molto ampia già compiuta e le prossime che saranno attuazioni sperimentali, il tutto potrà tradursi subito in una messa in campo dell'imballaggio attivo e della sua piena operatività".

Autore: G.G. per FreshPlaza

Data di pubblicazione:



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