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Mercato ortofrutticolo di Vittoria: imparare a fare meglio con l'aiuto di Italmercati e Veronamercato

Secondo e ultimo appuntamento convegnistico, qualche giorno fa, sull'ortofrutta all'interno della 50ma edizione di Fiera Emaia a Vittoria (RG). Questa volta il tema trattato davanti a una folta e qualificata platea è stato: "Qualità e marchio, l'importanza dell'aggregazione".



La presenza di ospiti di spessore ha fornito elementi e spunti di riflessione per gli amministratori locali e, soprattutto, per gli operatori del Mercato Ortofrutticolo di Vittoria. Al tavolo dei relatori, alla presenza del sindaco Giovanni Moscato, si sono alternati Damiano Berzacola, componente CdA di Veronamercato Spa, Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati e Marco Lo Bartolo, presidente Consorzio Ortofrutta di Vittoria.


Il tavolo dei relatori. Da sinistra a destra: Berzacola, La Rosa, Pallottini, Lo Bartolo.

Berzacola è partito da un'analisi del contesto socioeconomico della provincia di Verona, per poi calarsi brevemente nella realtà di Vittoria. "Verona è una provincia a fortissima vocazione agricola, con numeri piuttosto importanti nel campo dell'agroalimentare - ha detto - Tralasciando la viticoltura che da sola gira un fatturato di 1mld di euro di export, l'ortofrutta si attesta tra le attività produttive più significative con un fatturato export di 400mln. I produttori locali hanno saputo organizzarsi, dapprima in OP e successivamente in AOP. Ciò però non vuol dire che non si stia soffrendo la crisi. Basti pensare che il mercato di Verona è contornato da altri quattro mercati alla produzione che, a differenza di quello di Vittoria, sono ad assortimento limitato. Questi mercati, purtroppo, rischiano di colare a picco, perché il sistema che vige al loro interno è quello della tentata vendita, una modalità anacronistica, proprio come quella tuttora in uso a Vittoria".

Tuttavia, secondo Berzacola: "La qualità che si produce a Vittoria ha delle caratteristiche uniche al mondo e i vittoriesi hanno davvero le carte in regola per potersi organizzare".

Clicca sul tasto Play per alcune dichiarazioni di Berzacola a latere del convegno


Diverso il taglio dell'intervento di Pallottini, in quale ha parlato di Italmercati, grande rete d'imprese finalizzata a restituire centralità ai mercati e ai loro operatori. "Tra gli obiettivi del network - ha detto - vi è l'accrescimento delle singole strutture attraverso una rappresentanza unitaria dei mercati aderenti a Italmercati, anche presso le istituzioni nazionali e comunitarie, allo scopo di ottenere il riconoscimento della funzione strategica dei Mercati agroalimentari".

Stando ai dati forniti, in appena 18 mesi di vita, i mercati aderenti sono già nove: da Verona a Napoli, e con l'obiettivo di scendere più a sud. Il valore della rete è stimato in 6mld di euro e rappresenta il 4% dell'agroalimentare italiano, per un totale di 4mln di tonnellate di merce.


Un passaggio dell'intervento di Pallottini.

"Abbiamo sentito questa grande necessita di fare sistema - ha proseguito Pallottini - perché tutto sembrava ormai nelle mani della Grande distribuzione organizzata (Gdo). Ma le maggiori catene non sono italiane, bensì francesi e tedesche e ciò non ha certo favorito i nostri volumi. I mercati sono la prima realtà attraverso cui si veicola la distribuzione della produzione ortofrutticola italiana e, per questo motivo, meritano una centralità rispetto alle logiche e scelte delle politiche agricole nazionali e internazionali. Alcuni mercati in Italia sono di interesse nazionale, ma non sono a stretto contatto con le Istituzioni centrali, come invece dovrebbero. Per questo motivo, a breve, porteremo avanti un'iniziativa presso il Ministero dell'Agricoltura, tesa a farci conoscere meglio".

Clicca sul tasto Play per alcune dichiarazioni di Pallottini a latere del convegno


Pallottini ha tenuto a mettere in evidenza come i mercati debbano essere più coesi tra loro e integrarsi con un unico sistema informatico: "Adesso - conclude - è allo studio un progetto volto a fissare nuovi standard sui controlli della merce nei mercati aderenti, attraverso cui sviluppare un marchio per promuovere prodotti di grande qualità".

A quest'ultimo concetto si è agganciato Marco Lo Bartolo, il quale ha parlato proprio del marchio "Vittoria Mercati". "La nostra mission - ha detto - è quella di tutelare la qualità, la sicurezza e la tracciabilità dei prodotti, nel rispetto di una serie di regole comuni, e di curarne la valorizzazione e la promozione per favorirne la commercializzazione nazionale ed estera".

"La qualità si attesta con le certificazioni - ha chiarito - e, a tal proposito, abbiamo messo a punto un disciplinare che pone in evidenza, tra gli altri, due requisiti fondamentali: la certificazione GlobalGAP e l'obbligatorietà della lavorazione della merce all'interno dei nostri centri consorziati di condizionamento".

Attualmente i prodotti a marchio Vittoria Mercati sono: pomodoro a grappolo, pomodoro ciliegino, pomodoro datterino, pomodoro piccadilly e melanzana globosa.

Lo Bartolo avvisa: "Purtroppo continuiamo a perdere piazze importanti come Milano, Torino, Genova etc, perché queste cercano merce confezionata che non riusciamo a fornire. Abbiamo dunque bisogno di arginare la polverizzazione dell'offerta. La quota d'iscrizione al Consorzio è di soli 50 euro, una cifra esigua che serve a incoraggiare le adesioni. Il prossimo step sarà quello di presentare il nostro marchio sui mercati più importanti con un nuova pedana, che non mancherà di suscitare la giusta attenzione negli operatori. A questo proposito desidero ringraziare i vertici di Italmercati e Veronamercato, che ci hanno dato la loro disponibilità a promuoverla all'interno delle proprie strutture".

Dalla sintesi degli interventi e delle interviste, emerge la rotta da tracciare per migliorare la commercializzazione dell'ortofrutta, vittoriese in particolare e siciliana in generale. Gli elementi di spicco sono:
  • qualità del prodotto, certificato e garantito da un marchio, strettamente legato a un territorio ben delimitato;
  • il packaging univoco e ben riconoscibile, alla stregua di una indispensabile comunicazione efficace ed efficiente;
  • la necessità ormai vitale di fare rete e associazionismo in maniera attiva e dinamica, funzionale alle attività mercatali e a difesa delle stesse;
  • l'interlocuzione diretta con le Autorità, tesa alla condivisione delle scelte in materia di politica agraria;
  • una logistica e strutture al passo con i tempi;
  • la centralità dei mercati per gli scambi, al fine di evitare la polverizzazione dell'offerta.
In un elenco imperfetto di ingredienti, la soluzione sembra alla portata di chi abbandona individualismi e pressapochismi perché, riprendendo il concetto semplice ma essenziale di Berzacola: "Se s'inceppa un anello della filiera, ecco che allora tutto il meccanismo si ferma"!

Autore: Gaetano Piccione

Data di pubblicazione:



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