A Sidney apre il primo tecnopolo per la ricerca robotica in orticoltura

Lo scorso 6 ottobre ha ufficialmente aperto i battenti, all'interno dell'Università di Sidney (Australia), il primo Centro per l'Innovazione Orticola per i Sistemi Robotici e Intelligenti, l'HICRIS, acronimo di Horticulture Innovation Centre for Robotics and Intelligent Systems. La struttura oggi ospita 6 progetti di ricerca, 5 dottorandi e 6 tecnici, per un valore di finanziamenti, tra pubblici e privati, di 10 milioni di dollari.

Come tradisce il nome, questo tecnopolo è specializzato nella ricerca sui sistemi robotici, in particolare quelli che trovano applicazione nel mondo dell'orticoltura. Nella struttura si studieranno sistemi di analisi per il monitoraggio delle colture arboree, sistemi di supporto alle decisioni degli agricoltori e si valuteranno le tecnologie robotiche del settore.

Questa è una frontiera in cui l'Australia è all'avanguardia (cfr. FreshPlaza del 17/11/2015), quantomeno sul versante della ricerca, se si pensa che qui sono già diverse le soluzioni che si trovano a uno stadio avanzato: vedi il Ladybird (coccinella), robot che funziona a energia solare, con una carica da 7/9 ore e capace di monitorare le colture con tutti i suoi sensori, e la sua versione migliorata e già in fase pre-commerciale, il RIPPA (Robot for Intelligent Perception and Precision Application); vedi il Mantis (mantide) e lo Shrimp (gamberetto), due robot sviluppati per un impiego in campo piuttosto flessibile quando di solito vengono sviluppati pensando a colture singole. Tutti queste apparecchiature incorporano una grande varietà di sensori e telecamere.


Il RIPPA in campo. (Fonte foto: Università di Sidney)

L'HICRIS partirà con 3 progetti attraverso l'utilizzo e l'implementazione dei robot in campo. Il primo riguarderà specificatamente le coltivazioni di mango, avocado e noci macadamia, per determinare la qualità del prodotto, predire eventuali malattie e determinare con maggiore precisione il momento di maturazione.

Un secondo è simile al primo, ma punterà sulle colture di brassicacee, lattuga e baby leaf, e riguarda lo sviluppo, a partire dai dati raccolti dai robot, di tecnologie di decision-making, ossia quelle che permettono all'agricoltore di prendere decisioni mirate durante la produzione, come quando e quanto concimare? Quando e quanto irrigare? E così via.

Il terzo progetto in essere, da 5 milioni di dollari, mira invece a tradurre tutti i dati che i robot raccolgono in campo in elementi chiari e univoci che poi possono essere utilizzati in fase commerciale e durante la formulazione del prezzo, per riconoscere una giusta remuneratività alle colture.

Rielaborazione FreshPlaza su fonte www.horticulture.com.au.


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