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A novembre iniziativa del Consorzio Newplant, cui fa capo il Club

Pera rossa Falstaff, incontro a tu per tu con i consumatori

La pera Falstaff si presenta ai consumatori. Il prossimo mese il Consorzio Newplant, cui è stata affidata la gestione commerciale dell'omonimo club, porterà nei supermercati questa pera, e anche in tutte le altre strutture di commercializzazione che vorranno testare i frutti, in modo da farli conoscere ai consumatori. E' un primo passo verso la diffusione in grandi quantità di questo prodotto, prevista nei prossimi anni.



Falstaff si contraddistingue per la buccia rossa, la polpa croccante, l'elevato grado zuccherino e un buon equilibrio con la componente acida. Può essere commercializzata solo dal Club e, passo precedente, prodotta solo dagli agricoltori che ne fanno parte.

 

Falstaff ha alle spalle una storia particolare: nata dal programma di breeding del CREA di Forlì, ad opera di Lorenzo Rivalta e poi proseguito dall'allora direttore Walther Faedi. Proprio ebbe anni fa l'intuizione di mettere in relazione il pubblico con il privato per una collaborazione vincente sul fronte della ricerca. Newplant è costituito da Apoconerpo, Apofruit e Orogel Fresco, tre grandi organizzazione di produttori che, sul fronte pera, detengono circa il 40% della produzione.

"Attualmente – spiegano i ricercatori Gianluca Baruzzi e Giuseppina Caracciolo – il progetto di ricerca del Crea contempla uno stretto rapporto con Newplant e settimanalmente ci si ritrova e ci si confronta per fare il punto della situazione. Ogni anno nel campo sperimentale del Crea di Forlì abbiamo circa 300 accessione fra melo e pero. Di queste, 5-10 vengono prese in considerazione in quanto ritenute le migliori".



A questo punto entra davvero in gioco Newplant con le proprie competenze tecniche. I produttori vengono coinvolti per la coltivazione degli impianti di prova. Ogni anno i frutti vengono valutati sotto tutti i punti di vista. Tecnici, produttori e commerciali si confrontano continuamente allo scopo di valutare ogni singolo aspetto.



"Il progetto pomacee del Crea – concludono Baruzzi e Caracciolo – negli anni ha portato a varietà diventate poi un successo mondiale, come Carmen, senza trascurare altre pere estive come Boheme e Aida, queste ultime due tolleranti al Colpo di fuoco batterico. Riteniamo che l'intuizione della collaborazione fra pubblico e privato sia vincente sotto tutti i punti di vista".

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