Lettera aperta al Ministro Martina: sbloccare il divieto di sperimentazione in campo degli OGM
"Al Signor Ministro del MIPAAF, On. Maurizio Martina
Signor Ministro, Le scriviamo nella nostra qualità di tecnici agrari operanti nell'assistenza tecnica alle aziende agricole.
Giornalmente il nostro compito è quello di trasferire alle aziende agroalimentari le più moderne conoscenze, tecnologie e competenze per il miglioramento della qualità delle produzioni agricole, coniugando la tutela dell'ambiente e della biodiversità ai sempre più elevati standard di qualità e sicurezza alimentare.
Assistiamo da anni ad un progressivo declino della possibilità delle aziende agricole, dove svolgiamo la nostra attività, a competere con le produzioni di provenienza estera, anche quando si tratti di produzioni italiane di elevata qualità o tipiche.
Sentiamo l'esigenza di richiedere una svolta decisa nelle politiche che negli ultimi 15 anni hanno distaccato i progressi realizzati dalla ricerca scientifica, anche nazionale, dalla loro sperimentazione in pieno campo. Queste scelte, così poco strategiche, non hanno rispondenza in nessuno stato progredito e causano un ulteriore gravissimo ritardo che penalizza la produzione agricola nazionale.
Una delle partecipanti al Forum appone la propria firma su una gigantografia della lettera aperta a Martina.
Non Le sarà sfuggito che nel chiedere, come ha fatto il Suo Ministero, il divieto di effettuare coltivazioni commerciali di OGM utilizzando la normativa 412/2015, la Germania si è garantita lo spazio per non fermare la conoscenza, la ricerca scientifica e la possibilità di competere sugli scenari internazionali.
La Germania, al contrario di quello che succede dall'inizio del secolo in Italia, continua ad effettuare sperimentazioni in pieno campo di piante geneticamente migliorate e nel solo mese di settembre 2015 ha depositato la documentazione per svolgere cinque diverse sperimentazioni di OGM in pieno campo.
Ora, da più parti, si prospettano grandi mutamenti mediante l'uso delle cosiddette nuove tecnologie del Genome Editing o della cisgenesi. Ma ancora una volta si propone di confinare nei laboratori di ricerca queste attività ripetendo gli stessi errori compiuti con le coltivazioni di piante OGM.
Se questa è la scelta evidentemente nessuno può affermare di essere andati "oltre" gli OGM, ma al contrario le nuove tecnologie stanno ripercorrendo, tristemente, gli stessi errori.
Riteniamo che sia tempo di dire la verità ai cittadini italiani e spiegare quanto l'agricoltura italiana abbia bisogno di adattare le innovazioni tecnologiche disponibili alle esigenze locali ed alle produzioni che tutelino la ricca biodiversità agroalimentare.
Crediamo sia tempo di spiegare quanto la mangimistica nazionale ed europea sia dominata da alimenti derivati da OGM e quanto sia autolesionista questa ottusa posizione di pregiudizio su tecnologie che sono tanto consolidate da potersi oramai considerare parte dei nostri prodotti tipici di alta gamma.
Siamo consci delle tante difficoltà, resistenze e pregiudizi che decenni di informazioni distorte e non razionali hanno lasciato sedimentare nei cittadini, ma ora serve una svolta decisa, pena la condanna definitiva alla irrilevanza in cui sta finendo a grandi passi l'agricoltura nazionale.
Con osservanza,
Gli agronomi, i ricercatori, i periti agrari e gli agrotecnici partecipanti al 27° Forum di Medicina Vegetale"